Recensioni

L’estate del mirto selvatico

Titolo: L’estate del mirto selvatico

Autore: Gian Luca Campagna

Editore: Fratelli Frilli Editori

Collana: Supernoir

Pagine: 206

Prezzo: € 14,90

Uscita: 23 ottobre 2019

Recensione

Ognuno di noi ha nella propria mente almeno un’estate da ricordare, o per eventi positivi o negativi.

Lo stesso accade a Federico, il protagonista di questo libro scritto da Gian Luca Campagna. Nel suo caso ciò che lo scuote è un avvenimento molto doloroso che riaffiora col ritrovamento di uno scheletro di un giovane. È giunto il momento delle risposte e della verità circa ciò che accadde in quel lontano 1990.

Durante quell’estate della sua adolescenza, che trascorreva col suo gruppo di amici, avvenne un fatto grave: la scomparsa di Dracula, un loro amico.

L’autore ci racconta gli avvenimenti del passato alternandoli a quelli del presente. La sua scrittura è molto incisiva, forte, a volte dura, ma ben cristallina. Infatti, in maniera molto schietta e senza giri di parole, ci spiega, pagina dopo pagina, i vari elementi per farci intuire la gravità di quell’estate.

I temi che vengono affrontati sono diversi, purtroppo ancora attuali, infatti uno di questi è il bullismo. Il povero Dracula è sottoposto a scherzi ed azioni poco piacevoli dal resto del gruppo, che, ad un certo punto, pare essersi spinto oltre, forse senza rendersi conto, superando il limite e facendo sfociare il tutto in una disgrazia. Tutto ciò, però, è da appurare, da scoprire. Occorre conoscere tutta la storia e la verità dei fatti prima di accusare qualcuno.

Per quanto riguarda, invece, la vita presente, Federico deve affrontare il rapporto con la sua ex moglie, Veronica, donna che, secondo qualcuno, ha il proprio ego malato ed è pericolosamente incentrata su se stessa ignorando chi ha accanto.

L’autore riesce a descrivere molto bene il senso di angoscia ed i forti sensi di colpa che prova Federico e che, a sua volta, trasmette anche a noi lettori.

Inoltre ci arriva molta tristezza da parte della mamma di Antonio, infatti durante la lettura di alcuni passaggi ci si spezza il cuore.

Gian Luca Campagna è senza dubbio molto capace, con la penna, anche a descrivere i personaggi e la loro psicologia. Inoltre ci intrattiene con un ritmo narrativo molto godibile che aumenta di capitolo in capitolo, regalandoci, man mano, elementi in più di quella tremenda estate. La storia è ricca di colpi di scena e di passaggi, a volte anche con una terminologia forte ed aggressiva, fino ad arrivare al momento cruciale di intenso impatto emotivo.

“L’estate del mirto selvatico” è un noir che, sicuramente, ci colpisce e con un mistero che si dipana lentamente tenendoci sulle spine, alimentando in questo modo la curiosità di noi lettori. Circa Federico, più si procede nella storia, maggiormente si capisce che il suo desiderio di scoprire la verità lo assilla sempre di più, giorno dopo giorno, diventando una necessità per poter tornare a vivere. Inoltre sente il bisogno di cercare di dare alla madre di Antonio, almeno un perché a ciò che è accaduto al figlio. Alcuni passaggi sono come dei pugni allo stomaco, talmente reali ed intensi che ci incollano alle pagine e non ci lasciano fino alla fine.

Il Circeo è il luogo dove avvenne la disgrazia e l’autore riesce egregiamente a descriverci le varie scene tanto da riuscire ad immaginarle. Non vi anticipo a quali in particolare mi riferisco per non rovinarvi la sorpresa ed il piacere della lettura.

“L’estate del mirto selvatico” è un libro che consiglio se uno ha voglia di leggere una bella storia noir ricca di mistero e con una dose di psicologia, oltre ai diversi colpi di scena.

Concludo con un passaggio tra quelli che mi hanno colpito:

“Federico ripensò al calvario dell’amico Dracula e alla disperazione senza tempo della madre. Poi, sbuffò. Aveva ragione Carlotta: il mistero della scomparsa dell’amico creava maggiori suggestioni rispetta alla fine della storia con Veronica, i personaggi che gli erano sbattuti addosso, erano reali, carnali, pulsanti, più vividi dell’ex moglie, ormai ridotta a uno scarno frammento del passato, relegato nell’archivio della memoria, sanificato da un sistema immunitario che s’era alzato in modo spontaneo…”

Trama

Le stagioni della vita ti aggrediscono a tradimento, ti ghermiscono l’anima e cancellano la nostalgia dei ricordi. Federico Canestri, scrittore in crisi con la moglie e in difficoltà creativa, è chiuso in una bolla indolente nel suo appartamento di Roma, finché apprende dal web che in una cavità del monte Circeo è stato ritrovato uno scheletro di un adolescente. Federico forse sa di chi sono quei resti.

È lì che affiorano i ricordi su quell’estate che ti cambia, che appartiene a quel periodo dell’adolescenza in cui scopri l’amore, l’invidia, la gelosia, i tradimenti. È l’estate in cui sulle spiagge di Sabaudia la banda dei buoni, guidata da lui, detto Barabba, insieme allo sbruffone Hollywood, al timido Tasso Mannaro, alla bella Camicetta e all’impacciato Dracula, si fronteggia con la banda dei bulli, capeggiata dall’arrogante Hammer, i rissosi Crisantemo, Kamikaze e Moscarda, più le disinibite Mantide e Raffa.

Federico deciderà di tornare all’ombra del Circeo per affrontare finalmente il passato, la misteriosa scomparsa di Dracula (il cui vero nome è Antonio) , il rapporto conflittuale col padre, la vita felice vissuta con Veronica, cercando decisive risposte nel presente.

Ma chi erano veramente i suoi amici? E il padre? E lui? Lui è veramente chi crede di essere? In un doppio percorso temporale e narrativo Federico cercherà di scovare gli amici e i nemici di quell’estate che lo ha cambiato per sempre, per scoprire in un perverso gioco di verità, reticenze e bugie cosa è accaduto in quella tragica notte del 3 luglio 1990.

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