Recensioni

Scrivere è amare di nuovo

Titolo:  Scrivere è amare di nuovo

Autore: Rossana Campo

Editore: Giulio Perrone Editore

Collana: Le nuove onde

Pagine: 134

Prezzo: € 15,00

Uscita: 17 settembre 2020

Recensione

Rossana Campo col suo nuovo lavoro, “Scrivere è amare di nuovo”, ci propone un utilissimo ed interessante libro indirizzato a tutti noi, non soltanto a chi ama scrivere.

Al suo interno si trovano moltissimi consigli, diverse dritte per scrivere meglio ed i suoi suggerimenti sono nuovi e vari, rispetto ai soliti che magari ci è capitato di sentire e di leggere altrove. La scrittrice, inoltre, si occupa nella vita anche di tenere lezioni vere e proprie di scrittura, quindi questo libro è frutto della sua grande esperienza.

In ogni capitolo affronta un tema, un consiglio ed alla fine di esso ci propone degli esercizi da svolgere attinenti a ciò di cui ha spiegato, per darci la possibilità di metterci subito in azione, per passare immediatamente dalla teoria, alla pratica. Per lei la scrittura è sempre stata “la via maestra per illuminare i suoi lati oscuri, fragili e incasinati”.

Prima di tutto dobbiamo scrivere per noi stessi perché ciò ha un potere veramente terapeutico, quindi ben venga la scrittura, non per niente il sottotitolo di questo libro è “L’autobiografia come rinascita”.

Molti di noi, come anche Rossana Campo racconta in un capitolo, siamo partiti dal famoso “diario segreto” che gelosamente lo chiudevamo con un lucchetto all’interno di un cassetto.

Durante la lettura di “Scrivere è amare di nuovo” ci si imbatte anche in citazioni costruttive di scrittori famosi che vengono presi da esempio a seconda del tema affrontato.

La scrittura della Campo risulta molto schietta ed utilizza anche termini, a volte, coloriti che catturano la nostra attenzione e penso sia proprio questo quello che lei, giustamente, desidera.

Ho trovato interessanti e particolari molte sue affermazioni, per esempio: “le parole hanno un grande potere… non si scrive con le parole, ma si scrivono le parole.

Inoltre suggerisce di provare a tenere la mano in movimento, quello che esce esce. Non pensare mai, nelle prime stesure, alla grammatica, alla sintesi, alle regole, perché ciò avverrà in una seconda fase. Ciò che è importante è lasciarsi andare al flusso di coscienza, a ciò che abbiamo dentro: “Quando scrivete, perdete il controllo, non lasciatevi irretire dal pensiero ordinario”.

Rossana Campo in “Scrivere è amare di nuovo” affronta davvero tanti temi, come quello di scrivere a mano, o quello della cerimonia della scrittura, ed afferma che anche nella scrittura c’è una lunga gavetta da fare, infatti, senza mezzi termini, scrive: “prima dovete farvi un gran culo per tirare fuori quello che avete nascosto..”. Ricorda, inoltre, quanto sia importante scrivere attraverso i sensi, più si impara ad usarli, meglio riusciamo ad esprimere la nostra creatività.

Più volte, nel corso del libro, ci ricorda che è importante scrivere di noi, di ciò che abbiamo dentro, di lascarci andare.

Molto curioso e particolarmente interessante è il capitolo dedicato all’amore, che spesso racconta anche durante i suoi corsi, e che intende come un modo di essere, qualcosa che ci portiamo dietro in ogni situazione…

Gli elementi necessari per scrivere sono tre: testardaggine, disciplina e caparbietà. Mentre, come vi ho anticipato prima, occorrono due stesure: la prima più grezza, mentre la seconda in cui si è implacabili e senza pietà. Un capitolo molto curioso e costruttivo, che vi consiglio di leggere con attenzione,  è quello dal titolo: “I consigli di Fitzgerald e le sei regole di Orwell”.

Il viaggio di “Scrivere è amare di nuovo” si conclude con tre autobiografie: “Le parole per dirlo” di Marie Cardinal (1975), “Autobiografia di Alice Toklas” di Gertrude Stein (1933), e udite, udite: “Momenti di essere” di Virginia Woolf (scritti nel 1939-1940 pubblicati postumi nel 1976).

Vi consiglio, quindi, la lettura e lo studio di questo libro di Rossana Campo specialmente se amate la scrittura, anche perché, come vi ho anticipato all’inizio, al suo interno sono presenti, alla fine di ogni capitolo, degli esercizi da svolgere per mettersi alla prova.

Trama

Scrivere è anche un atto terapeutico, ma la parola terapia mi suona un po’ asettica, perché quello che ho in mente è più simile a questo: se il dolore ti tiene stretto, se la noia, la paura e la banalità stanno annientando la maggior parte delle persone, puoi sempre fare qualcosa: puoi prendere in mano un quaderno e una penna e cominciare a raccontare. Perché finché avete un quaderno e un paio di penne potete sentirvi ancora completamente vivi.

Scrivendo la propria storia a volte si arriva a toccare questa enorme forza elementare che siamo, a dar voce a quella parte di noi che cerchiamo sempre di tenere a bada perché ci hanno detto che è sconveniente, non è presentabile in pubblico. Eppure quella parte forse sa che siamo senza limiti, e che possiamo essere sconfinati.

Gli scrittori e le scrittrici che amo sanno usare i fatti dell’esistenza tenendo unite le delusioni, la fame e la sete, la solitudine e uno squarcio di grazia, speranza e bellezza. Sanno raccontare gli amori, le famiglie, la pazzia, l’amicizia: sì è tutto folle, ci dicono, ma è anche stupendo far parte del gioco.

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