Recensioni

Una giornata nera

Titolo: Una giornata nera

Autore: Aldo Costa

Editore: Marsilio

Collana: Lucciole

Pagine: 269

Prezzo: € 14,00

Uscita: 7 maggio 2020

Recensione

“Una giornata nera” è l’ultimo libro di Aldo Costa, scrittore scomparso prematuramente nel febbraio 2019. Onestamente non lo conoscevo, quindi mi ha fatto piacere avere avuto l’occasione di leggere questo suo giallo.

Ho scoperto, meglio tardi che mai, un autore con uno stile narrativo molto particolare ed avvincente. In questo suo ultimo lavoro i due protagonisti, una coppia di cui non vengono mai menzionati i relativi nomi ed un terzo, un oste, si muovono tra le pagine con un ritmo spesso serrato, frenetico e a volte con qualche colpo di scena.

Tutto risulta veramente assai accattivante e riesce ad incuriosire noi lettori, seppure ogni tanto, ci obbliga a porre attenzione alle varie situazioni che si avvicendano. Si parla molto di cibo, che si alterna, ogni tanto a scene di sesso (mai volgare e mai di cattivo gusto). Ciò che mi è piaciuto particolarmente sono stati i battibecchi che troviamo all’interno perché regalano molto brio, un certo movimento e una dose di tensione. Indubbiamente si percepisce anche un po’ di nervosismo e di incertezza. Con questo loro modo di comportarsi ci incuriosiscono su ciò che, chissà, accadrà nei capitoli successivi e sull’evoluzione del loro rapporto.

Più si procede nella lettura, più scattano i colpi di scena e sembra che la tensione aumenti.

A mio avviso è un libro molto atipico e, forse, proprio per questo incuriosisce parecchio invogliandoci a continuare nella lettura. Devo anche ammettere che scorre bene e mi ha colpito lo stile con cui è scritto. Qualche passaggio ci lascia a bocca aperta, altri invece ci fanno sorgere delle domande sull’andamento della storia. Inoltre, secondo il mio gusto personale, qualche scena è un po’ leggermente ripetitiva, ma forse è per dare maggior enfasi a determinati punti. Il titolo è sicuramente giusto per la storia narrata perché la giornata dei due protagonisti (e non solo) è estremamente nera, nera come il caffè.

Le sensazioni e le emozioni sono diverse, specialmente quelle più forti in quanto è un giallo, seppur diverso dagli altri, quindi con gli elementi adeguati.

Altro punto diverso dai vari libri è l’uso maggiore dell’immaginazione da parte di noi lettori. Infatti qui molti punti non sono precisati (a partire appunto dai nomi dei personaggi) in tal modo si lascia a noi il compito di creare le varie scene, le descrizioni dei personaggi e alcune volte dei luoghi. Un’altra mia sensazione è che l’autore volesse proprio farci partecipare più attivamente e porci davanti una sceneggiature a cui mettere la testa.

L’atmosfera, a volte cupa e misteriosa, avvolge tutta la storia e ciò regala quella giusta tensione che meritano i libri per risultare intriganti e stimolanti. Devo anche ammettere che marito e moglie hanno due caratteri molto ostici e a volte irritanti, almeno per me, ma ciò, indubbiamente, regala alla storia, già notevolmente movimentata, un po’di pepe in più. Anche l’oste non è particolarmente simpatico, ma un po’ arrogante ed insistente. Personaggi così rendono la lettura molto più elettrizzante.

“Una giornata nera” è un libro che vi consiglio se volete leggere qualcosa di veramente diverso per quanto riguarda il genere giallo ed anche perché la scrittura mi è parsa raffinata e ben curata. Lo stile di Aldo Costa risulta intrigante e curioso.

Concludo con un passaggio che si trova sulla quarta di copertina:

“Si avvicina lentamente al baratro. Quando vede il mare, viene colta dalla nausea. La superficie schiumosa è laggiù in fondo, molto più in basso di quanto credesse. Forse sono cento metri, forse di più. Inspira profondamente per ricacciare indietro il panico, poi volta la testa e cerca di intercettare la direzione dello sguardo di lui per sapere dove cercare. Che cosa o chi, lo sa già”

Trama

Una brutta costruzione di cemento in equilibrio su un precipizio appare tra le curve della strada costiera. Sarà un bar? Una trattoria per camionisti? È comunque il primo locale pubblico dopo chilometri di curve percorse sotto il peso di un’afa opprimente.

L’uomo e la donna viaggiano da ore sotto il sole implacabile, e sono di pessimo umore per qualcosa che è successo la sera prima. Quella breve vacanza avrebbe dovuto riavvicinarli, ma niente sta andando per il verso giusto. Hanno proprio bisogno di un caffè, così decidono di fermarsi. La breve pausa distensiva si prolunga però oltre ogni possibile previsione, caricandosi di una tensione crescente.

L’oste, un personaggio sgradevole e untuoso, li stordisce di chiacchiere e continua a servirgli piatti che loro non hanno ordinato. All’arrivo del conto, esorbitante, l’irritazione dell’uomo raggiunge il culmine. È una catena di eventi che sarebbe possibile spezzare in qualsiasi momento, e che invece si dipana inesorabilmente fino all’attimo in cui tutto collassa, così che una giornata storta come ne possono capitare a chiunque si trasforma in un incubo senza ritorno. Tra Friedrich Dürrenmatt e Patricia Highsmith, un thriller psicologico ad alta tensione.

 

Share:

1 comment

Scrivi un commento