La Casa

Titolo: La Casa

Autore: Mats Strandberg

Editore: Giunti Editore

Pagine: 422

Prezzo: € 19,00

Uscita: 3 luglio 2019

Traduzione: Elena Putignano

Recensione

Leggere i thriller è spesso un piacere perché regalano quella dose di tensione che ci vuole ogni tanto nella vita, inoltre risvegliano la nostra curiosità mettendoci alla prova grazie al desiderio di scoprire la verità e lo svolgimento veritiero dei fatti.

In questo caso l’inizio, seppur particolarmente lento, è però interessante perché ci permette di entrare subito nella vita di Joel (uno dei protagonisti) e di sua madre Monika, la quale non gode di buona saluta, infatti sembra affetta da demenza senile. Il figlio decide di ricoverala in una casa di riposo dove possa essere accudita nel modo migliore. Proprio lì, l’uomo, incontra una sua vecchia conoscenza: Nina.

I capitoli si alternano, appunto, con le vicende di Joel e di Nina ed ogni tanto dei capitoli sono dedicati proprio a Tallskuggan dove si trova la casa di riposo. In genere una divisione di questo tipo regala una dose di tensione, di voglia frenetica di girare le pagine, tenendo incollati i lettori.

In questo caso, almeno per me, è avvenuto solo per due terzi, infatti alcuni capitoli, in particolare alcuni di Joel, non so per quale motivo (infatti ci voglio riflettere a freddo), non mi hanno entusiasmato molto. Invece le scene descritte all’interno della casa sono spesso mozzafiato e ben realizzate.

Monika regala quella dose di inquietudine che permette di soddisfare la nostra voglia di lettura e, a volte, da thriller mi sembra si trasformi un po’ in horror. Nell’aria aleggiano dei misteri e dei segreti nascosti tra Nina e Monika e ciò incuriosisce molto noi lettori che, pagina, dopo pagina cerchiamo di comprendere e scoprire il loro passato e che cosa si nasconde dietro ad esso.

L’ambientazione è sicuramente tetra e ogni tanto triste, infatti a volte le varie vicende degli ospiti provocano una certa dose di malinconia, almeno io l’ho provata.

“La Casa” è un thriller forse diverso dai soliti, da cui mi aspettavo di più, ma ciò perché, credo, mi immaginavo altro e le mie aspettative erano un po’ diverse, lo avevo inquadrato in un altro modo.

I personaggi sono indubbiamente ben descritti, in particolare Monika che è il punto forte e fondamentale della vicenda e che, ogni tanto, ci fa saltare sulla sedia col suo comportamento. Nina mi ha trasmesso un po’ di tenerezza e di tristezza, vorrei fosse stata più decisa caratterialmente. Joel, invece, l’ho trovato in alcuni punti un po’ sottotono.

In ogni caso un plauso a Mats Strandberg per aver descritto alcune scene che resteranno nella memoria e che mi sono piaciute parecchio.

Questo libro lo consiglio a chi ama i thriller con un pizzico di horror, a chi piacciono i misteri del passato e non si impressiona davanti ad alcune scene descritte.

Concludo con la quarta di copertina per non rovinarvi la lettura con eventuali passaggi interni:

“Mi credi, vero?” chiede la mamma.

“Anche tu lo vedi, no? È proprio dietro di te”

Joel si volta. Gli sembra di vedere un’ombra davanti alla porta,

ma è soltanto il cappotto appeso nell’ingresso.

Non c’è nessuno lì. È ovvio.

Eppure gli sembra che il suo sguardo sia ricambiato.

Un breve soffio di vento dalla finestra gli accarezza il collo.

Trama

Joel ha quarant’anni, una carriera da musicista naufragata malamente tra droghe e alcol, e adesso deve tornare a Skredsby per occuparsi di sua madre, Monika, affetta da demenza senile.

Quando finalmente si libera un posto a Tallskuggan, la prestigiosa casa di riposo, Joel non ha altra scelta che accompagnarla là, dove qualcuno potrà prendersi cura di lei 24 ore su 24.

Tra le esperte infermiere del centro c’è anche un viso conosciuto: si tratta di Nina, l’amica che vent’anni prima aveva condiviso con lui il sogno di vivere di musica e poi lo aveva abbandonato. L’incontro tra i due risveglia ricordi a lungo sepolti, ma la loro attenzione è catalizzata da Monika: l’anziana donna ha reazioni violente, parla di cose che non può sapere, sembra non essere più sé stessa; condizione che tristemente la accomuna a molti altri ospiti del centro.

Eppure, Nina e Joel, che la conoscono davvero, vedono che c’è qualcos’altro oltre la demenza, qualcosa che la rende cattiva, quasi una presenza che la invade e non vuole andare via come quella strana macchia che continua a riformarsi sulla parete… Ma gli esami dicono che è tutto a posto; che sia solo suggestione?

Una cosa è certa: nessuno aiuterà Monika, se non lo faranno loro. Quando la paura più grande diventa realtà, non hai più controllo sul tuo corpo, sulla tua mente, sulla tua vita.

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