Titolo: La malarema
Autrice: Alessia Castellini
Editore: Piemme
Pagine: 304
Prezzo: € 19.90
Data di pubblicazione: 17 marzo 2026
Recensione Un libro in soffitta su A Tutto Volume Libri
San Giorgio, borgo marinaro della Sicilia
1894/1909
Arriva senza far rumore il dolore,
senza chiedere il permesso. Sfonda la porta del cuore, abbatte con veemenza le difese, squarcia l’ anima.
E tu sei lì in balìa di una forza sconosciuta che ha preso possesso del tuo corpo, indifesa, sola, inerme.
Rossella ha subìto una violenza di tale portata proprio innanzi a quel mare che aveva sempre guardato con occhi luminosi, perché lì nelle profondità marine le mani e il corpo di mamma Brigida si immergevano ogni giorno per raccogliere il bisso da sottoporre ad accurata lavorazione onde ricavare fili di seta pregiati e rari.
Ma quel giorno è accaduto un evento che ha mutato per sempre la vita di Rossella, privandola della parola perché il trauma è stato di proporzioni devastanti.
E per una concatenazione di trame che solo un destino malvagio è in grado di tessere, Rossella si trova rinchiusa tra le pareti malsane dell’ Opera Pia, sulla carta una sorta di istituto di redenzione e di protezione gestito dalle Suore della Speranza, di fatto un reclusorio dove vengono confinate le donne “perdute e cadute”, definite tali da una moralità malpensante e malata che di morale proprio nulla possiede.
Punizioni corporali, umiliazioni, privazioni del cibo: qui Rossella, Pia, Concetta, Provvidenza e molte altre donne e ragazze subiscono le violenze più efferate, sono private della libertà e della dignità di esseri umani, vengono identificate con un numero.
Qui dove il mare non arriva esiste solo il lavoro duro, senza sosta, tra odori nauseabondi, urla di anime perse e il buio “accecante” delle celle di punizione. Non v’è possibilità alcuna di ribellione perché ogni minuscolo tentativo di “rialzare il capo” viene sanzionato nel modo più cruento.
Le correnti marine come quelle dell’ anima, tuttavia, mutano come i colori che assume l’ acqua del mare, come quella brezza che accarezza e accoglie nel suo grembo ogni cosa.
E all’orizzonte può comparire una luce…
Disarmante nella sua bellezza, crudo come la realtà (esistita) dei reclusori femminili.
La penna di Alessia Castellini descrive con lucidità una realtà che pochi riescono anche solo ad immaginare. Indaga e approfondisce aspetti di quel fenomeno, da denuncia sociale, che è stato il reclusorio femminile.
Sullo sfondo di una terra bellissima e con un pregevole affresco storico sulla vita delle raccoglitrici di bisso, dipinge un quadro di disarmante splendore.
Tratteggia con maestria dettagli di vita quotidiana e caratteristiche della personalità di queste donne violate nella loro dignità.
Si sofferma su particolari con una perfetta padronanza del narrato. E il lettore è completamente catturato dalla sua scrittura così veemente, così aderente al vero.
Alessia ha il potere di affascinare il lettore,conducendolo nei meandri della psiche umana e avvolgendolo in un abbraccio colmo di emozioni.
Un’ autrice da seguire con attenzione. Uno dei migliori romanzi letti sinora.

Trama
Sicilia, 1894. Rossella osserva sua madre immergersi nell’azzurro per raggiungere sul fondale la Pinna nobilis, il mollusco che produce la seta del mare. Le donne della sua vita raccolgono il bisso da generazioni. Lei è la più piccola, la più amata, e le sue giornate sono scandite dalla musica delle onde che scivolano sulla sabbia. Un giorno, però, accade qualcosa di irraccontabile. Rossella osserva, dalla riva, una vita che si spezza. La gola si chiude per lo spavento e la sua voce scompare.
Anni dopo, in una città dell’entroterra, la ragazza trascorre il tempo che le resta tra le mura dell’Opera pia, una struttura per “donne traviate” gestita da suore severe e austere. Lì ha trovato una casa fredda e inospitale, dopo essere stata scambiata per un’adultera in fuga. Ha imparato ad amare la sua prigione, che è un mondo in miniatura, più appartato delle vie della città. Priva della voce, spaventata dall’ambiente esterno, nasconde nei recessi della sua memoria il ricordo del giorno in cui la sua famiglia si è sgretolata per sempre. Ma sa che verrà il tempo di rivedere il mare, l’azzurro che le riempiva gli occhi e l’anima, e affrontare il passato che le ha tolto la parola.
Dopo aver raccontato l’antica storia delle formichelle della Costiera amalfitana, Alessia Castellini approda nella sua isola, la Sicilia, e riprende l’affascinante tradizione delle raccoglitrici di bisso. La malarema è un romanzo che fonde storia, poesia e denuncia sociale con un tono autentico e una lingua che parla di paesi lontani e del mare del Sud.