La sorella di Silvia

Titolo: La sorella di Silvia

Autore: Paolo Garrone

Editore: La Torre dei Venti

Collana: Borea

Pagine: 143

Prezzo: € 12,00

Uscita: settembre 2022

Recensione

Paolo Garrone ci propone il suo romanzo d’esordio, pubblicato da “La Torre dei Venti”, intitolato “La sorella di Silvia”.

Il libro è di gradevole lettura e, secondo me, è adatto principalmente ad un pubblico giovane, ma indubbiamente chiunque gli dedicherà tempo, ne resterà piacevolmente colpito dalla scioltezza dell’autore nel raccontare la storia, ma non solo.

La vicenda ha come protagonisti un gruppo di ragazzi molto affiatati e, quindi, come prima cosa mi è piaciuto questo loro forte rapporto di amicizia, tanto da invidiarli.

Il ritmo è parecchio vivace e si sviluppa, man mano che la storia prende forma. Intanto, capitolo dopo capitolo, impariamo a conoscerli meglio, in particolare Lorenzo, il protagonista, che ho apprezzato tanto come personaggio perché l’ho trovato estremamente semplice, umano e a tratti fa tanta tenerezza. Inoltre, è un ragazzo molto disponibile, gentile ed altruista, una persona che appare subito “speciale”.

Per quanto riguarda i dialoghi sono parecchio dinamici, frizzanti e moderni, forse in alcuni casi troppo. Infatti, unica nota negativa del romanzo, almeno secondo i miei gusti dettati anche dalla mia età (infatti sono fuori target), è il fatto di trovare, a volte, delle parole abbreviate, come spesso i giovanissimi usano fare quando si scrivono i messaggi col cellulare. Ciò, a mio avviso, allontana un po’ il pubblico più adulto dalla lettura. Per tutto il resto ho gradito parecchio la storia ricca di sfumature, di momenti interessanti e profondi, da ricordare, e che colpiscono immediatamente chi legge “La sorella di Silvia”.

Inoltre il romanzo, a tratti, è pure in grado di provocare qualche emozione, specialmente verso la fine. Al suo interno c’è molto movimento, tanta grinta e voglia di vivere, parecchia avventura ed esperienze varie che segnano profondamente i ragazzi e colpiscono anche noi lettori. Oltre a tutto ciò, qualche colpo di scena movimenta la storia.

La musica la si può pure considerare una protagonista del libro e, infatti, lo anima e gli regala la giusta carica, ovviamente è una musica adatta ai giovani che popolano i capitoli.

C’è, a mio avviso, pure tanta dolcezza e tenerezza, tutto ciò l’ho apprezzato parecchio perché trovo sia un buon modo di stimolare i giovani che leggono il romanzo, inviando a loro importanti messaggi positivi e significativi.

Se da una parte si può, forse, prevedere qualche scena, di sicuro non è così per quanto riguarda la conclusione che è eccezionale e vi invito, quindi, a leggere con grande interesse questo primo romanzo di Paolo Garrone.

“La sorella di Silvia” è breve, scorrevole, ma sia durante la lettura, che una volta chiuso, lascia il segno grazie ad alcuni passaggi che restano in mente e arrivano anche al cuore. A me è successo così, specialmente più si procede nella lettura e maggiormente diventa intenso e profondo; inoltre, almeno con un paio di passaggi, si rischiano gli occhi lucidi…chissà se…

Ma non temete perché durante la lettura si sorride anche grazie ad alcuni momenti piacevoli. La seconda parte è meravigliosa e ad un tratto viene voglia di abbracciare Lorenzo, egli risulta tra i protagonisti migliori che abbia incontrato nei libri che ho letto e mi resterà impresso nella mente.

Leggete “La sorella di Silvia” anche se non siete giovani come i suoi protagonisti, perché regala ugualmente, a tutti, dei momenti assolutamente significativi sui quali riflettere e profondi da tenere nel cuore.

Questa volta non vi propongo l’incipit, ma il passaggio in quarta di copertina che mi ha colpito parecchio:

“Magari in quelle barche ci sono persone che vivono ogni notte un’avventura diversa, sole con il mare, abituate a bastare a loro stesse. Provo quasi invidia nei loro confronti e vorrei che la mia vita fosse così, disperso nel nulla, solo e luminoso come una stella che si vede dalla spiaggia.»

Trama

Lorenzo ha quattordici anni, gli è morto il padre da poco, quando si innamora di Silvia. Ascoltiamo la sua voce di ragazzo, che sembra scandita sul ritmo di un rap freestyle: «Inutile dirvi che non ho combinato molto altro se non pensare a quanto fosse carina e super intelligente. Potevo studiare e non l’ho fatto. Avevo messo della musica tosta per scaricare la tensione, ma avevo la testa da un’altra parte. Ho cenato ma in un silenzio tombale, tant’è che mia mamma mi ha chiesto se mi sentissi bene, certo che sto bene, mamma, ho conosciuto Silvia! Ma a lei non potevo mica dirlo, sapete, per scaramanzia.»

Si incontrano, e mentre mangiano un gelato buonissimo si baciano. Poi lei gli parla di Claire, l’amica del cuore conosciuta in un college irlandese, e che ora vive in Francia, a Nizza. Hanno litigato, e per Silvia la rottura è un dolore vero. Allora Lorenzo decide di fare qualcosa di buono: rintracciare Claire e convincerla a ricucire il rapporto con Silvia. Con gli inseparabili Mario e Noah parte per una missione ricca di sorprese e scoperte, esilarante e commovente, che si legge come respirando aria fine di montagna.

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