Un lontano rumore di passi

Titolo:  Un lontano rumore di passi

Autrice: Dorothy Whipple

Editore: Astoria

Collana: Vintage

Pagine: 351

Prezzo: € 20,00

Uscita: 11 febbraio 2021

Recensione

Sono tornato in casa “Astoria” per leggere un loro libro (uscito quest’anno) dal titolo “Un lontano rumore di passi”, scritto da Dorothy Whipple che è stata una grande autrice di successo degli anni ’30 e ’30. Infatti è nata nel 1893 e morta nel 1966.

La storia è di quelle che piacciono molto a me, con una protagonista accattivante, ossia la dama di compagnia, di nome Louise, figlia di un libraio, che trova occupazione presso un’anziana signora. Qui, inoltre, fa la conoscenza della famiglia della donna, in particolare di Avery, causando notevoli problemi al suo matrimonio e alla sua vita.

La ragazza ha un carattere ingombrante, inoltre si dimostra molto capricciosa, viziata e direi davvero troppo altezzosa al limite dell’antipatia e dell’arroganza. Questo suo atteggiamento regala del “pepe” alla storia, oltre a renderla assai maleducata e scortese con tutti coloro con cui entra in contatto, compresi i suoi genitori.

È grazie a Louise che la vicenda si movimenta e ci regala alcuni colpi di scena intriganti, oltre ad un ritmo, ogni tanto, accelerato. Questo romanzo lo vedrei bene anche come trasposizione cinematografica avendo tutti li elementi per tenere incollati gli spettatori, come fa con noi lettori.

La scrittura di Dorothy Whipple è avvincente e pulita, scorre bene tra le pagine ed appassiona il lettore quel giusto per tenere viva la sua attenzione. Magari qualche colpo di scena in più avrebbe reso la lettura ancora più entusiasmante, ma ciò è un mio gusto personale.

Devo ammettere che, pur avendo gradito la storia e avendola letta con piacere, tutto si regge in piedi grazie quasi esclusivamente alla figura di Louise che, come ho scritto sopra, ha un carattere assai particolare, a volte mi è sembrata pure bipolare. Gli altri personaggi, invece, mi hanno dato la sensazione di essere, qualche volta, un po’ sottotono, tanto da non riuscire a movimentare la vicenda nel modo più consono, nonostante avrebbero potuto offrire al lettore molto di più, regalando momenti di grande attrazione.

Detto ciò “Un lontano rumore di passi” è un libro che si fa leggere con curiosità e regala, ogni tanto, dei passaggi in grado di risvegliare la nostra attenzione, facendoci appassionare agli eventi e incuriosendoci, infatti spesso ci si chiede che cosa potrà accadere nei capitoli successivi.

La penna dell’autrice è un altro punto per cui questo romanzo merita di essere letto, perché mi è sembrata molto ben curata. Dorothy Whipple, inoltre, affronta diversi temi importanti, come per esempio il desiderio dell’indipendenza economica, la solitudine, la crisi nelle storie d’amore, la figura della donna nella società e i rapporti tra le persone di status diversi.

Qualche passaggio risulta un po’ malinconico e triste, infatti lascia l’amaro in bocca e la desolazione nel cuore. Nonostante ciò, è una storia che va letta e sulla quale è giusto riflettere.

Qui sotto vi riporto l’incipit:

“Vedova, nella casa che il marito aveva battezzato I Cedri e costruito con una nursery per il giorno e una per la notte e una sala da musica, come se i figli dovessero rimanere lì per sempre invece che sposarsi e andarsene il più presto possibile, un giorno l’anziana Mrs North si arrese al desiderio a lungo carezzato di procurarsi compagnia. Rispose a un annuncio sulla pagina degli annunci personali del “Times”. Il marito l’aveva sempre viziata, ma poiché lui era morto e i tre figli erano sposati, nessuno lo faceva più. Nessuno la metteva più al primo posto, e questo non le andava giù.

Riteneva che una donna che aveva messo al mondo tre figli avesse diritto, nella vecchiaia, di essere l’oggetto delle loro cure e attenzioni…”

Trama

Avery ed Ellen North sono felicemente sposati da vent’anni e hanno due figli che adorano, ricambiati. Un giorno l’anziana e volitiva madre di Avery decide di pubblicare un annuncio per ospitare una ragazza francese che lavori come dama di compagnia e le insegni la lingua. Louise Lanier, figlia di un libraio, viziata ed egoista, dopo essere stata sedotta da un ricco uomo della sua cittadina di provincia – che le ha preferito poi una donna meno avvenente ma di famiglia aristocratica – decide di allontanarsi dalla Francia e risponde all’annuncio.

Nel corso della sua permanenza in Inghilterra tenterà di scardinare l’armonia familiare dei North e di sedurre Avery. Ambientato nel secondo dopoguerra, questo romanzo evidenzia quanto il destino delle donne, chiuse nel piccolo mondo della famiglia, dipendesse unicamente dal tipo di matrimonio che facevano, o meglio da colui che le sceglieva e prendeva in moglie.

E la modernità di Whipple, che la rende perfetta per i lettori di oggi, sta spesso nella consapevolezza e nel riscatto che donne abbandonate, maltrattate e nella migliore delle ipotesi ignorate riescono a trovare proprio attraverso le angherie subite dagli uomini.

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