Interviste

Intervista all’autore: Luca Giribone

Buongiorno a tutti voi,
Oggi è Luca Giribone col suo libro “New York 1941. Forse” il protagonista della rubrica “Intervista all’autore. La recensione la trovate qui.

Biografia

Luca Giribone nasce a Torino nel 1975. A partire dall’adolescenza collabora per diversi anni con La Stampa di Savona, città dove allora risiedeva, entrando a far parte della redazione dell’inserto giovanile “Il Menabò”. Gli studi e gli interessi per il mondo della comunicazione di massa lo portano a Milano, dove lavora in agenzia di pubblicità come copywriter e brand manager, senza mai abbandonare la passione per la lettura e la scrittura. “New York 1941. Forse” è il suo primo romanzo, un noir a tinte forti che si sviluppa attraverso temi fantastici giocati sul rovesciamento totale delle attese dello spettatore e sui continui colpi di scena. Il libro crea da subito un significativo passaparola, che porta a totalizzare vendite per migliaia di copie già nel corso del primo anno dalla pubblicazione. Mentre lancia sul mercato l’attesissimo seguito di “New York 1941. Forse”, dal titolo “Tryte”, nelle librerie da novembre 2018, ha in cantiere un libro al limite dell’horror che punta a esplorare il lato più oscuro dell’animo umano. È felicemente sposato e ha un figlio di sette anni.

Intervista

1 – Come è nata l’idea di questo tuo romanzo e quanto tempo ci hai messo a scriverlo?

L’idea mi ha attraversato come un fulmine quando ero ragazzo e mi interessavo di autori che si focalizzavano sulle tematiche del ribaltamento delle attese del lettore, del paradosso, dell’iperbole e della metafora fatti racconto o romanzo. Mentre scrivevo e leggevo senza posa, nel corso degli anni, il seme che questa piccola e affascinante idea aveva piantato in me, piano piano germogliava, e infine, alla soglia dei quaranta, ho deciso con l’aiuto di un editor di levatura straordinaria, di farne un noir diverso da tutti gli altri. Per concludere il lavoro sono occorsi poco più di sei mesi.

2 – Hai trovato difficoltà durante la stesura con i salti temporali?

Sono stato messo in scacco maggiormente da quelli metafisici, a dire la verità!

3 – Mi descriveresti il tuo romanzo con tre aggettivi?

Sconcertante (rubo a piene mani dai lettori che hanno voluto dedicarmi questo bellissimo termine), diverso, inatteso.

4 – Mi indicheresti secondo te un pregio e un difetto del protagonista Frank Logan?

Un pregio risiede senz’altro nella sua capacità di varcare la soglia dell’impensabile, mantenendo sempre la sua identità e la sua integrità morale; il difetto non può che essere la sua aderenza a una serie di stereotipi propri del noir classico, un escamotage che si è reso necessario nel corso della stesura del romanzo per rendere il “colpo di scena” che abita il centro dello stesso, più sconvolgente e straniante che mai.

5 – Mentre per Dorothy un pregio e un difetto?

Temo gli stessi, ma con qualche variante che purtroppo devo mantenere sotto silenzio, perché si toccherebbero tematiche sviluppate nell’atteso seguito del romanzo, nelle librerie a fine 2018.

6 – Il genere noir è il tuo preferito o ti piacerebbe cimentarti con quale altro genere?

Mi dichiaro onnivoro in termini di generi, con tutti i punti di forza e di debolezza derivanti da questa vocazione: ho in preparazione un horror che sviluppa in maniera piena ed estrema il perenne binomio Eros e Thanatos, nel mio cassetto giace quello che sto esitando a portare alla luce (non ho ancora capito se sia “pronto” per la pubblicazione) ma è un romanzo che esplora l’umanità in una dimensione fantascientifica decadente nella quale ogni sentimento viene abbandonato, ho altri progetti di generi totalmente diversi, e leggo assolutamente di tutto. È l’amore per la letteratura a non lasciarmi scelta in questo.

7 – Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Sono stato felice di riscontrare nel giudizio di molti lettori il riconoscimento del taglio cinematografico che ho dato al libro. È stato inevitabile, data la mia passione per il cinema. Certo, sentirmi chiedere in più occasioni quando uscirà il film mi ha fatto sorridere involontariamente mentre sognavo a occhi aperti. Al contrario l’idea di una trasposizione teatrale della saga mi è stata proposta più volte da veri e propri addetti ai lavori, essendo sicuramente un progetto più realizzabile (anche se resto sempre in attesa di una chiamata dalle Major, intendiamoci, la speranza è l’ultima a morire!). Detto questo, quando un circolo culturale milanese mi ha proposto di realizzare una serata a tema in cui io, con abiti di scena, sottolineavo al pianoforte, con brani dell’epoca, la performance di una compagnia di straordinari attori teatrali (anch’essi in abiti di scena anni ‘40) che recitavano brani del romanzo, mentre al bar si servivano cocktail rigorosamente inventati a New York, ho accettato con entusiasmo, e il risultato si può visionare nella mia pagina Facebook (il link è presente su www.lucagiribone.com). Invito chi lo volesse a cercare fra i video, sono stati momenti indimenticabili, e chissà che non ne nasca davvero qualcosa?

8 – So che le tue passioni sono la scrittura e la musica: qual è leggermente la tua preferita?

Credo di non svelare un segreto se dico che il tempo della musica, che ho vissuto in maniera assolutamente viscerale e pienamente soddisfacente, sta in questo momento lasciando tutto lo spazio necessario al mio primo, grande amore, la letteratura, senza però mai abbandonarmi: sono due componenti della mia anima, non posso rinunciare all’una o all’altra…

9 – Quali sono i tuoi autori e libri preferiti: puoi citarmene un paio?

Domanda bellissima e molto impegnativa: ne citerei 200 per non fare torto anche solamente alla punta dell’Iceberg. In ordine isterico e sparso: Q dei Luther Blissett, Ubik di Dick, il Ciclo della Fondazione di Asimov, quasi tutto Murakami, Il Profumo di Süskind, Una musica costante di Seth, Il lamento di Portnoy e Pastorale americana di Roth, Lolita di Nabokov, Il mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer, i dialoghi platonici, Tolkien, Michael Ende, Il nome della Rosa di Eco, l’Aleph di Borges, tutti i classici italiani, inglesi, francesi, tedeschi e russi in blocco, oddio come faccio a fermarmi?…

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

La biografia di Robin Williams a opera di Dave Itzkoff.

Grazie di aver partecipato all’intervista

a presto
Gabrio

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