Interviste

Intervista all’autore: Michele Del Vecchio

Buongiorno a tutti voi !!!
Oggi il protagonista dell’intervista è Michele Del Vecchio, autore del libro “Malanotte. Lettera aperta a una cara catastrofe” edito “Bookabook”

Se volete leggere la mia recensione la trovate qui.

Biografia

Michele Del Vecchio nasce a Palermo nel 1994. Trascorre l’infanzia su un’isola, le estati all’ombra del Vesuvio, e presto si trasferisce nella “regione che non esiste”. Vive fra Termoli e Pescara con un gatto tigrato come unica costante e una laurea in Filologia moderna. Autore del blog Diario di una dipendenza, vorrebbe fare delle parole una professione. Malanotte. Lettera aperta a una cara catastrofe è il suo romanzo d’esordio.

Intervista

 1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Malanotte. Diario di una catastrofe”?

Ciao Gabrio, e grazie per la tua ospitalità. Certamente. Il libro è nato nella mia mente tanti anni fa, nel periodo del liceo. Ero un adolescente timido, insicuro e laconico, che divorava romanzi fantasy senza però identificarsi mai con quei protagonisti senza macchia e senza paura. Allora perché non architettare un mistero a tinte orrorifiche, mi sono detto, con un protagonista diverso dagli altri e più simile a me. La storia di Milo è nata per egoismo e per legittima difesa: per vedermi parte di qualcosa.

 2 – Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

Sentimentale, struggente, perturbante.

3 – Un pregio e un difetto di Milo?

È brutalmente sincero. Ma è introverso, troppo: si chiude spesso a riccio, con il rischio di non vincere mai le maggiori battaglie. Quelle contro sé stesso.

4 – Se puoi ci racconti qualcosa del titolo?

Il titolo ha un significato ambivalente. Può voler dire due cose: che nella cittadina di Eureka è tutto quieto, ma la notte succedono fatti terribili; o che lì fuori, oltre la nebbia, ad attendere i protagonisti c’è una mala notte – una notte crudele e imprevedibile. C’è un terzo significato, in realtà, ma invito i lettori a scoprirlo…

5 – Quali sono secondo te i tre elementi importanti per scrivere un buon libro?

Autocritica, tempo, costanza.

6 – Puoi anticiparci se hai in progetto un altro libro?

Sì, sto scrivendo a pieno regime e sono alle battute conclusive di una storia iniziata nel marzo dell’anno scorso. Si tratta di un romanzo diverso, italiano, che mi vede alle prese con un punto di vista rischiosissimo. Ho accettato la sfida, però, e sto trovando l’esperienza stimolante e coinvolgente. Spero che ne saprete presto di più.

7 – Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Riflessivo, malinconico, sarcastico.

8 – Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Ne racconto uno, sperando di non rivelare troppo. A un certo punto, a metà romanzo, salta fuori un personaggio secondario: Adele. Un’anziana di origini italiane, superstiziosa e amante della buona cucina, che racconta a Milo aneddoti e leggende del suo paese natale. Quelle storie sono tutte vere. Per scrivere di lei, infatti, mi sono ispirato a mia nonna, Luisa: campana doc e voce del folklorismo locale.

9 – Quali sono i tuoi autori e libri preferiti: puoi citarmene un paio?

Sono una persona curiosa e un po’ incostante. Amo spaziare da un genere all’altro, da un autore all’altro: onestamente vado a periodi. Ma da che ho memoria, uno scrittore in particolare ha sempre fatto parte della mia vita: Stephen King. In libreria ho una sorta di altarino votivo dedicato a lui. Perciò ti cito 22/11/63, It e Shining.

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

In quarantena ho finalmente scoperto il piacere delle graphic novel: meglio tardi che mai. I miei ultimi acquisti e le mie ultime letture sono state perciò del catalogo Bao Publishing, che ha viziato i suoi lettori con una serie di promozioni irrinunciabili: Basilicò, Freezer e Residenza Arcadia.

Ti ringrazio molto di aver risposto alle domande.

A presto

Gabrio

Share:

Scrivi un commento