Interviste

Intervista all’autore: Valerio Finizio

Buongiorno a tutti,

e buon giovedì, l’intervista di oggi ha come protagonista Valerio Finizio autore del libro “Il morbo del terrore”

la cui recensione la trovate qui 

Biografia

Valerio Finizio nasce a Napoli nel 1991. Programmatore informatico di professione, dal dicembre 2014 collabora come recensore per il portale letterario www.qlibri.it.

“Il morbo del terrore” è il suo romanzo d’esordio, vincitore della prima edizione del “Premio del mare Marcello Guarnaccia” e selezionato per l’esposizione alla Fiera del libro di Francoforte.

Sito Web: www.valeriofinizio.it

Instagram: valerio_finizio_writer

Facebook: https://www.facebook.com/valerio.finizio.writer 

Intervista

1 –  Com’è nata l’idea di scrivere il tuo thriller?

Ti sarò sincero, l’idea è nata in maniera piuttosto casuale. Stavo girovagando su internet, quando mi imbatto in una notizia che ha come protagonista, per l’appunto, l’isola di Poveglia. L’articolo metteva in risalto l’ennesimo tentativo (fallito) di valorizzare quest’isola abbandonata ormai da troppi anni, e spendeva qualche parola sulla sua controversa storia. La cosa mi ha incuriosito: così ho scoperto che Poveglia era stato un lazzaretto nel ‘700 e che le ossa di questi morti si trovano ancora alla luce del sole. Già qui c’è il germe perfetto per una storia, poi ho scoperto che quel grosso edificio abbandonato che si vede in molte fotografie doveva essere un manicomio gestito da un medico controverso… a quel punto ho afferrato il mio taccuino e, come una furia, ho buttato giù almeno l’ottanta per cento della trama.

Ero davvero euforico.

2 –  Come ho scritto nella recensione secondo me ha in sé vari generi tu in quale lo collocheresti?

Ci hai preso in pieno, difatti quando capita che qualcuno mi faccia questa domanda mi trovo spesso in difficoltà; diciamo che ha le peculiarità di vari generi ma gli manca sempre qualcosa per esservi precisamente collocato. Una cosa è certa: non lo definirei un horror, anche se il titolo può trarre in inganno. Lo definirei un mistery, coi tratti del thriller psicologico. Sì, perché l’idea su cui ruota tutto è questa: mettere vari personaggi in un contesto suggestivo, dove anche un soffio di vento può generare un sentimento di paura, e vedere come ognuno di loro reagisce a questo stesso input in base al proprio carattere.

Dunque sì, direi mistery-thriller psicologico.

3 –  Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

“Ingannatore”, “Suggestivo”, “Poliedrico”.

 4 –  Un pregio ed un difetto di Rodrigo e di Oscar?

In entrambi i casi, pregio e difetto coincidono. Per Rodrigo il suo pregio-difetto è l’ambizione: lo ha portato a raggiungere grandi risultati, ma è talmente forte da renderlo incapace di capire quando è il momento di rinunciare. Per Oscar, invece, è il raziocinio: gli permette di giudicare ogni cosa con buon senso (pregio), ma in certi casi lo rende prigioniero dei suoi pensieri, impedendogli di abbandonarsi completamente ai suoi sentimenti (difetto).

Forse il difetto di entrambi è il non essere in grado di “controllare” il proprio pregio.

5 –  Come è avvenuta la scelta di Poveglia come luogo dove ambientare la storia?

Come si intuisce già dalla mia prima risposta, Poveglia non è figlia della storia che ho scritto, ma viceversa. Poveglia è per “Il morbo del terrore” un po’ quella che è Gotham City per Batman, o Rapture per Bioshock. Mi piace pensare che, come nei casi che ho citato, l’ambientazione raggiunga lo spessore di un personaggio in carne ed ossa, di un protagonista.

6 –  Puoi anticiparci se hai in progetto un altro libro?

Prima di questo libro ho scritto due polizieschi “americani” ancora inediti. Sto partecipando al Torneo IoScrittore con un altro romanzo (che io definisco non di genere) e che attualmente è tra i trecento finalisti. Quando tra una decina di giorni conoscerò l’esito di questo torneo, in caso di esito negativo comincerò a mandarlo in giro. Poi comincerò la scrittura di un nuovo romanzo, che credo sarà un distopico in cui la tecnologia è andata talmente avanti da svuotare gli esseri umani di qualsiasi senso pratico, artistico e intellettuale.

7 –  Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Essendo abbastanza attivo sui social, qualche volta ho postato delle foto del libro sul mio profilo Instagram. In queste vacanze estive ho fatto varie foto del genere nei posti in cui sono andato in villeggiatura, e volevo farne una anche al Partenone di Atene, visto che mi trovavo lì. L’agente della sicurezza però, mi ha avvicinato invitandomi a fargli vedere le foto e poi intimandomi di cancellarle. Le ho chiesto il motivo, ma non ha voluto spiegarmelo. Alla fine le ho cancellate, piuttosto contrariato, e mi sono anche dovuto sorbire qualche sguardo sospettoso.

8 –  Oltre alla scrittura quali sono le altre tue passioni?

Ovviamente la lettura, che è la madre di quella per la scrittura. Credo non si possa essere veri scrittori se non si è prima dei forti lettori. Diciamo che la mia più grande passione sono le belle storie (meglio se profonde e complesse); dunque oltre ai bei libri mi piacciono anche i fumetti, i film e le serie TV (Breaking Bad e Westworld su tutte). Amo viaggiare, e cerco di fare almeno un viaggio all’anno. Infine amo il calcio; sia giocarlo che guardarlo, considerato che sono un tifosissimo del Napoli.

9 –  Quali sono i tuoi autori e libri preferiti: puoi citarmene un paio?

Di autori devo citarne per forza tre: Cormac McCarthy, Fëdor Dostoevskij e Charles Dickens. Il mio libro preferito è Suttree, scritto proprio da Cormac McCarthy; per il secondo posto se la giocano “Il conte di Montecristo” di Dumas e “Grandi speranze” di Dickens.

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

L’ultimo libro che ho letto è “Giulio Cesare” di William Shakespeare; l’ultimo comprato “Giorni senza fine” di Sebastian Barry.

Grazie di aver risposto alle mie domande!

A presto!

Gabrio

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