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La banda degli sconfitti

Titolo: La banda degli sconfitti

Autore: Giacomo Tramontano

Editore: Scatole Parlanti

Collana: Voci

Pagine: 118

Prezzo: € 13,00

Uscita: 23 novembre 2018

Recensione

“La banda degli sconfitti” è un libro assolutamente potente, forte ed intenso. Una volta iniziato non lo si lascia per vari motivi, sia nel bene che nel male, fino alla fine.

Gli argomenti trattati sono diversi tra i quali si va dal gioco del calcio, al valore dell’amicizia, passando attraverso la morte del padre di Tommaso, il protagonista.

Se inizialmente troviamo il ragazzo giustamente frastornato, dato che ha assistito all’atroce delitto del padre, col passare del tempo si rialza e reagisce intenzionato a scoprire il colpevole, con la scusa del desiderio di trovare il pallone che gli aveva regalato il suo genitore e che gli è stato rubato.

Sente nascere in lui la voglia di rivalsa, quasi di vendetta. Tommaso in tutto questo percorso dovrà essere sempre più forte, tirare fuori tutta la sua grinta ed il suo carattere, perché la cattiveria umana non ha limiti e le malelingue tenteranno di affossarlo.

Il ritmo, in alcuni momenti, diventa molto frenetico ed intenso, i dialoghi a volte sono colorati con frasi in dialetto, ma tutto si presenta al lettore in modo scorrevole e coinvolgente.

Ovviamente non è un libro “relax” perché ci sono colpi di scena anche forti, c’è la crudeltà dell’essere umano e le varie cattiverie. Di buono troviamo sicuramente il bel rapporto di amicizia tra Tommaso, Manuel, Ciccio e Kamal che si aiutano a vicenda e si sostengono incoraggiandosi. Quindi questo inno all’amicizia dà un tocco di bontà al libro, cerca di addolcirlo seppure il lato più crudele sembra essere più forte. Questo romanzo, a tinte gialle, porta il lettore a riflettere anche sui vari temi che vengono affrontati e lo fa in modo molto veritiero, netto e trasparente senza giri di parole.

Le scene sono ben descritte, anche in modo crudo, da lasciare impietriti e pure per questo posso affermare che è tra i libri meno “buonisti” che abbia letto e che lascia indubbiamente il segno.

Durante la lettura ci si imbatte in alcuni colpi di scena, ma è verso la fine che l’autore ci sorprende chiudendo col botto, sinceramente non mi aspettavo ciò.

“La banda degli sconfitti” è sicuramente un bel libro, ma anche un pugno nello stomaco, perché mentre lo si legge si prova molto dolore, si percepisce chiaramente la sofferenza di alcuni personaggi, specialmente di Tommaso che, tra la povertà e la perdita del padre in quel modo così terrificante, cerca con tutte le sue forze di reagire. Penso sia uno dei personaggi migliori di tutto il romanzo, perché ci si accorge anche della sua crescita di maturità, del suo grande coraggio e della sua forza di volontà.

Inoltre col gioco del calcio, che è come se fosse un altro protagonista del libro, si nota la voglia di vincere, di sfidarsi e di non arrendersi.

Questo romanzo lo consiglio a chi ama le letture forti, vere e dirette, agli appassionati di calcio (a proposito il pallone che hanno rubato a Tommaso era stato autografato da Francesco Totti).

“La banda degli sconfitti” è un libro che, una volta letto, resterà molto a lungo impresso nella mente. Io provo ancora le varie emozioni e sensazioni contraddittorie e anche di dolore, un romanzo che non è adatto a persone troppo sensibili, ve lo posso garantire.

Qui sotto un paio di passaggi:

“Non riuscivo davvero a immaginare una vita simile, mi faceva male la testa solo a pensarci. Io, Manuel, Ciccio e Kamal tutti i giorni, alle tre di pomeriggio, montavamo in sella alle nostre bici e ce ne andavamo in giro senza pensieri, se non quello di fare in modo di restare più a lungo dentro al campetto.

… Eppure, allora, a tredici anni ancora da compiere, non avrei mai e poi mai scambiato la mia vita con quella di mio cugino. Forse qualche mese più in là, dopo aver assistito all’omicidio di mio padre, un pensierino lo avrei fatto.”

Trama

“Gioca sempre a testa alta”. Un consiglio prezioso che viene impresso dal capitano della Roma su un pallone da calcio destinato a Tommaso, ragazzino che si avvicina all’età adolescenziale in un contesto difficile come quello della periferia capitolina.

Quelle parole diventano un monito a non arrendersi di fronte ai soprusi che lui e la sua famiglia devono subire dalla malavita locale, organizzazione capace di stabilire il confine tra la sopravvivenza e la totale sopraffazione.

Tommaso, aspirante calciatore di talento, ha perso il padre a causa di un agguato tanto violento quanto inspiegabile. Col supporto del suo piccolo gruppo di amici, decide di introdursi nel torbido pur di scoprire gli autori dell’omicidio, spinto anche dalla volontà di recuperare quel pallone che gli era stato regalato proprio dal papà.

Tra il campetto e i palazzi del quartiere, non mancheranno i momenti per interrogarsi su cosa voglia dire avvicinarsi all’età adulta nel panorama di un’infanzia rubata.

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