Recensioni

L’abito da sposo

Titolo:  L’abito da sposo

Autore: Pierre Lemaitre

Editore: Fazi

Collana: Darkside

Pagine: 334

Prezzo: € 17,00

Uscita: 30 luglio 2020

Traduzione: Giacomo Cuva

Recensione

“L’abito da sposo” scritto da Pierre Lemaitre, autore che vinse il premio “Goncourt” nel 2013, viene descritto così: “Un noir che avvince e tiene sulle spine fino all’ultima pagina, in cui la follia, tanto spaventosa quanto incomprensibile, riesce miracolosamente a trovare un perché”.

Personalmente avevo alte aspettative, ma alla fine non sono state del tutto soddisfatte. Il libro è praticamente diviso in tra parti e la terza è sicuramente una bomba, infatti mi ha tenuto attaccato alle pagine. Un mio consiglio, per godervi il libro e fare in modo che vi piaccia e che vi dia adrenalina, è di non leggere la trama. Infatti se non l’avessi fatto penso che sicuramente sarei rimasto molto più soddisfatto della storia.

Nelle prime pagine della prima parte si sa già dalla trama, seppure in minima parte, che cosa accadrà e quindi non ho avuto sobbalzi di paura e di tensione, tutto è stato molto tranquillo, previsto purtroppo. Poi, però e per fortuna, si assiste ad un passaggio con maggior azione e tutto si movimenta in modo da diventare più appassionante e con descrizioni ben riuscite.

La seconda parte è molto particolare ed assolutamente diversa dalle altre due, infatti è sotto forma di diario. Si cominciano a percepire maggiori brividi ed il ritmo, a mio avviso, aumenta, si sente pulsare la tensione, anche perché è scritto in modo assai diverso. La terza parte è quella che ha permesso di far tornare positivo il mio parere de “L’abito da sposo” e, quindi, di promuoverlo seppure con qualche minima titubanza.

Sicuramente è scritto molto bene, è avvincente e con diversi colpi di scena. Il suo compito di far sussultare, tenere in tensione e di sbigottire lo svolge molto bene. Mi ha solo lasciato perplesso in alcuni punti.

La protagonista, Sophie,  è fenomenale mi è piaciuta moltissimo e, secondo me, è il punto forte del noir. Il suo carattere, il suo modo di agire, i suoi pensieri tengono alto il nostro interesse. A differenza di lei che è ben descritta, l’altro protagonista Frantz lo è, secondo me, un po’ meno, infatti avrei gradito maggiori informazioni e di sapere molto di più.

La dose di mistero è sicuramente molto ben presente ed anzi, aumenta man mano che si procede con la lettura. Ciò ci permette di provare interesse per la storia e di leggere i capitoli con abbastanza frenesia.

“L’abito da sposo” ha vari ingredienti tra cui anche la pazzia, non per nulla si tratta di un noir psicologico e devo ammettere che questo elemento è assolutamente ben presente e nell’ultima parte fa venire i brividi.

Pierre Lemaitre è riuscito a stupirmi, a sorprendermi e mi ha fatto ricredere quasi del tutto sul libro. Qui sotto trovate la trama, ma se volete leggere il libro, vi consiglio di non guardarle, in modo che possiate apprezzare maggiormente ed interamente il noir. Vale infatti la pena di immergersi tra le sue pagine perché alcuni passaggi sono molto originali e particolari, riescono a conquistarci ed a trasmetterci tensione. Quindi “L’abito da sposo” lo consiglio a chi ama il genere.

Concludo con l’incipit:

“Quella mattina, come molte altre, si è svegliata in lacrime, con un groppo alla gola, anche se non ha un motivo particolare di preoccuparsi. Nella sua vita le lacrime non hanno nulla di eccezionale: piange tutte le notti, da quando è pazza. Al mattino, se non sentisse le guance inondate, potrebbe persino pensare che le sue notti siano placide e il suo sonno profondo. Al risveglio, il viso bagnato di lacrime e la gola stretta sono delle semplici informazioni…”

 Trama

Chi è veramente Sophie? Sappiamo che ha trent’anni ed è la babysitter di Léo, il figlio di una coppia di ricchi parigini. La giovane donna sembra non avere una vita privata, si dedica al bambino e nient’altro. Il resto è un mistero. Ma sappiamo che è ossessionata da una doppia identità, dimentica cosa ha fatto poche ore prima e vive in un costante stato di oblio.

Una sera la mamma di Léo rientra tardi e trova Sophie addormentata davanti alla tv, le propone di restare a dormire e lei accetta. Il mattino dopo la ragazza si risveglia sola in casa e fa la terribile scoperta: nella notte Léo è stato strangolato nel sonno, proprio accanto a lei.

Da qui ha inizio una lunga fuga, un sentiero che condurrà Sophie fin negli abissi del crimine per salvarsi da un omicidio che non ha commesso ma per il quale è l’imputato perfetto, un percorso lungo il quale sceglierà di uccidere e di mentire. Assumerà altre identità e per questo dovrà confinare la propria esistenza dentro miseri giorni anonimi. Fino a quando scoprirà cosa è davvero accaduto quella notte e chi l’ha condannata alla sofferenza.

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