Forno Inferno

Titolo:  Forno Inferno. Un giallo dallo humor rosa infiamma il quartiere Coppedè

Autore: Daniele Botti

Editore: Alter Ego

Collana: Spettri

Pagine: 146

Prezzo: € 13,00

Uscita: 5 dicembre 2018

Recensione

“Forno inferno” è, a mio avviso un giallo a tinte thriller, ma no solo. Indubbiamente la storia è molto avvincente e ha un ritmo serrato. Strizza l’occhio a “Il nome della rosa”, gioca con la parola “rosa” creando nel lettore mistero, intrigo e curiosità. Infatti questa  parola ci seguirà per tutta la storia come un filo ingarbugliato, una matassa da sbrogliare. Il lettore è sicuramente conquistato dalla vicenda, dai vari richiami narrativi e dai passaggi in cui viene sfidato ad indovinare la provenienza, o eventuali azioni non corrette ed, infatti, alla fine troviamo una chicca gustosa dell’autore.

Il protagonista, da parte sua, è un grande appassionato de “La settimana enigmista”, questo suo lato è sicuramente interessante e stimolante.

1 orizzontale, sette lettere: Li interpellano i medium.

7 verticale, due lettere: I confini del regno.

4 verticale, quattro lettere: Il cardinale che attira l’ago.

Un libro che si lascia leggere con gusto, grazie anche all’atmosfera magica e cupa che cattura e conquista la nostra attenzione. Molto intrigante è l’abazia di Fiaschetta dove si svolge gran parte della narrazione e con all’interno personaggi degni di un film. Inoltre sono molti i segreti e i misteri che nascondono e che incuriosiscono maggiormente noi che leggiamo.

I frati che ne fanno parte hanno i propri caratteri ben marcati e ben descritti, ognuno col proprio ruolo che porta alla vicenda il personale ed importante contributo. I colpi di scena che si incontrano tra le pagine sono diversi, di cui uno eclatante che ci fa sobbalzare sulla sedia. Non manca anche una certa dose di ironia che, secondo me, dona quel pizzico in più alla storia che si legge veramente con molto piacere.

Ci si appassiona anche al commissario Tinca, una persona molto particolare e fuori dal comune per i suoi modi di agire, sia sul lavoro, che nella vita privata e anche quest’ultima è  abbastanza movimentata dato che gli crea seri problemi e preoccupazioni. Egli è una persona istintiva e tenace, testarda e coraggiosa, a volte agisce senza riflettere.

La scrittura di Daniele Botti, è assolutamente brillante, ironica, ben dosata e stimolante e ci colpisce con un gran bel finale, secondo me.

Un giallo davvero particolare e giocato, come ho scritto sopra, sul filo dell’ironia e del mistero che riesce a intrattenere il lettore, facendolo diventare parte attiva all’interno delle sue pagine, infatti è come se in alcuni punti lo sfidasse a trovare alcune soluzioni e risposte a ciò che legge.

Un libro mai noioso, ma avvincente. Se a volte sembra richiamare qualcosa di scontato, di già letto, come se fosse una parodia, è solo un nostro errore di valutazione perché poi veniamo smentiti.

Un paio di cose, invece, non mi sono piaciute, tra cui la citazione, ad un certo punto, de “Il grande fratello” parlando di un personaggio.

Concludo con la quartina che si trova su un biglietto da visita di un personaggio:

“La grande aquila conserva

il serpente dalle sette teste

nel settimo petalo della rosa.

Morirò per causa sua”

Trama

Il professor Ermete Lucifero, ultracentenario dedito all’occultismo, viene ritrovato barbaramente ucciso, sacrificato in una messa nera, nella sua abitazione al Coppedè. Dell’indagine si occupa il commissario Tinca, che lavora nello stesso quartiere al soldo dei Neri, la setta che governa Roma dai tempi di Cesare.

Nella casa di Lucifero, Tinca trova un indizio che lo porta all’abbazia di Fiaschetta, ai Castelli Romani, nella cui biblioteca il professore aveva individuato un antico manoscritto proibito. L’immersione in quel mondo medievale e omertoso consentirà al commissario di capire cosa si cela dietro l’omicidio del vecchio studioso, e dietro i petali di rosa lasciati sul luogo del delitto.

Tra massoneria deviata, satanismo, delitti rituali e sortite nel Forno Inferno – la pizzeria del quartiere che ha rimpiazzato il vecchio Caffè Coppedè – Tinca si troverà alle prese con il temibile “Enigma dei petali della rosa”. Delirio citazionistico e parodia di famosi best-seller, dal “Nome della rosa” all'”Esorcista”, “Forno Inferno” segna il ritorno sulla scena del crimine di Saverio Tinca, commissario privo di moralità, di scrupoli e di un codice d’onore.

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