Il montacarichi

Titolo: Il montacarichi

Autore: Frédéric Dard

Editore: Rizzoli

Collana: Scala stranieri

Pagine: 139

Prezzo: € 17,00

Uscita: 11 giugno 2019

Traduzione: Elena Cappellini

Recensione

Grazie a Rizzoli ho scoperto questo grande scrittore francese: Frédéric Dard. Egli ha iniziato a pubblicare i suoi libri negli anni Quaranta. Nato nel 1921 e morto nel 2000, ci ha lasciato alcuni suoi romanzi gialli, a tinte noir molto ben scritti. Confesso che non lo conoscevo, ma ho rimediato iniziando a leggere uno dei tre suoi libri che mi sono arrivati. Ho scelto quello centrale “Il montacarichi” perché mi incuriosiva particolarmente. Mentre gli altri due li leggerò in agosto e settembre.

Devo ammettere che non appena ho iniziato ad immergermi nelle prime pagine ne sono rimasto affascinato e colpito piacevolmente. La scrittura di Frédéric Dard è assolutamente ben curata, oserei dire quasi perfetta. Il suo stile è talmente piacevole che non si riesce a smettere di leggere, infatti vi avviso che avrete difficoltà a staccarvi dalle pagine.

“Il montacarichi” è un noir molto ben raccontato, appassionante e ha un suo fascino particolare, oltre ad una eleganza che sembra contraddistinguere la penna di Frédéric Dard.

I due protagonisti sono descritti davvero bene e si riesce ad immaginarli in azione nel corso di tutta la storia. I colpi di scena si fanno vivi ogni tanto ed alimentano la tensione che è sempre dosata, mai esagerata. Infatti, ho apprezzato come lo scrittore sia riuscito a dare vita a una certa atmosfera noir, senza scene eccessivamente forti come, di solito, desidero leggere. In questo caso, più unico che raro, ho adorato ugualmente la lettura e ho percepito, addirittura, quel piacevole brivido lungo la schiena che provo con i libri molto più forti in termine di narrazione.

“Il montacarichi” si legge con grande trasporto, curiosità e ci fa appassionare alla storia in pochissimo tempo. Infatti, bastano poche pagine per invogliarci a continuare nella lettura e a non mettere giù il libro fino alla fine.

Albert e Madame Dravet sono i due protagonisti, quasi assoluti, della vicenda e hanno un carisma spettacolare. Il loro modo di agire, nel corso di tutta la storia, è semplicemente affascinante. Mi sono letteralmente appassionato a loro e alla storia narrata. Il ritmo diventa man mano sempre più trascinante ed importante. Grazie alle accurate descrizioni si riescono ad immaginare, brillantemente, tutte le scene come se si fosse in poltrona davanti ad un film

“Il montacarichi” è una lettura splendida che mi ha regalato dei momenti di lettura davvero sublimi e, secondo me, è un libro adatto a chiunque ama leggere, a chi è appassionato di storie scritte bene. Quindi mi sento di consigliarlo vivamente anche a chi di solito non legge i gialli e i noir, perché questo romanzo è molto di più.

Se una persona si trova, per esempio, nell’odiato blocco del lettore, penso che gli passerà leggendo questa storia.

“Il montacarichi” è un classico del mondo dei gialli e dei noir, vi conquisterà per la sua perfezione narrativa, per i due protagonisti e, sicuramente, per la penna di Frédéric Dard che riesce a regalare alla storia un fascino magnetico pazzesco. Si legge velocemente, sia perché è assai appassionante, ma anche perché è scritto con un font grande. Bello, bello, è davvero un libro che merita !!!

Concludo con l’incipit

“Fino a che età ci si sente orfani, quando si perde la madre? Rivedendo, dopo sei anni d’assenza, il piccolo appartamento in cui era morta la mamma, ebbi la sensazione che mi legassero un gigantesco cappio attorno al petto e stringessero senza pietà. Mi sedetti sulla vecchia poltrona accanto alla finestra che sceglieva sempre per rammendare, e mi guardai attorno. Il silenzio, gli odori e tutti quei vecchi oggetti erano lì ad aspettarmi. Il silenzio e gli odori mi ferivano più della carta da parati ingiallita. Mia madre era morta quattro anni prima, e avevo appreso la notizia quando mi avevano chiamato per il funerale. In quei quattro anni avevo pensato molto a lei, ma non avevo pianto quasi mai. Ed ecco che improvvisamente, varcando la soglia della nostra abita zione, realizzavo la sua morte. Mi colpiva come uno schiaffo…”

Trama

All’interno di un cortile parigino adibito a legatoria, un montacarichi conduce all’appartamento di Madame Dravet. A qualche strada da lì, una sera di Natale dei primi anni Sessanta, Albert Herbin, appena uscito di prigione, è solo al tavolo di un rinomato ristorante della città. Qui i suoi occhi incontrano la signora Dravet, che siede insieme alla figlia. La donna è bellissima.

In maniera del tutto imprevedibile e altrettanto efficace, l’uomo riesce ad accompagnare a casa la donna, che infine lo invita a prendere il montacarichi con lei per un ultimo bicchiere nel suo appartamento. È lì, al secondo piano di questo stabile per metà abitazione e per metà fabbrica, dove l’attrazione tra i due sembra essere destinata a concludersi sul comodo divano del salotto di Madame, che Albert si troverà avvinto a fatti concitati, legato al destino della signora Dravet, coinvolto in una conturbante vicenda.

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