Intervista all’autore: Giacomo Assennato

Buongiorno lettori e lettrici,

oggi vi propongo una nuova intervista. Il protagonista è Giacomo Assennato, autore del libro “Il solo posto al mondo” pubblicato da “Officina Milena”.

Se vuoi recuperare la mia recensione, la trovi qui.

Intervista

1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Il solo posto al mondo”?

A molti è capitato di incappare in incidente di percorso; per qualcuno è stato così imperdonabile da condizionargli il resto della vita. È nato da questo concetto e per voler dire che non tutti gli errori sono irreparabili. Forse, nelle difficoltà, dovremmo imparare a essere più risoluti, un pizzico più egoisti, in senso buono, perché se le conseguenze del “momento sbagliato” ci fanno appassire dentro, dovremmo rispettare quello che ci dice il cuore e reagire.

2 – Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

Reale, perché Gabriele e Cristian non sono perfetti: inciampano, sbagliano, a volte fraintendono e non sempre si dicono proprio tutto.

Positivo, perché è un bella storia, fatta anche di incontri con persone gentili (Angelo e Valentina),

Ottimista, perché insegna che c’è sempre una seconda possibilità.

3 – Un pregio e un difetto di Gabriele e Cristian?

In genere i miei personaggi hanno caratteri diversi. In “Dimmi chi sei”, ad esempio, ho raccontato di una coppia che ha vissuto sessant’anni in perfetta armonia; uno dei due era dolcissimo, al limite del melenso, e l’altro un uomo apparentemente rude. Questa volta mi è piaciuto incontrare Gabriele e Cristian perché, nonostante il primo avesse un passato malinconico e vivesse chiuso al mondo, dal momento in cui si conoscono sono ugualmente vivaci e prendono a somigliarsi. È una coppia che borbotta, bisticcia, i due “se le dicono” in frequenti battibecchi. Comunque l’unica differenza è che Cristian è sempre stato schietto, pronto ad affrontare la vita, mentre Gabriele si era arreso.

4 – Come è avvenuta la scelta del titolo e della copertina?

A volte succede che mi nasca in testa un titolo, che sembra già racchiudere il senso di un romanzo, e allora lo sviluppo; altre volte, come in questo caso, nella stesura mi sorprende una frase bella, come quella che dice Gabriele, ed è così risolutiva, in un momento fondamentale per la loro storia, che diventa la bandiera dell’intero libro. La copertina è stata una scelta della Casa Editrice, e mi ha trovato subito d’accordo.

5 – Cosa hai provato mentre lo scrivevi e che cosa vorresti arrivasse ai tuoi lettori?

Sul finale c’è un discorso che Gabriele fa ai suoi figli e riguarda i colori che ha l’amore: sono tanti e tutti diversi, ma ugualmente belli.

Il senso è questo: un sentimento, che sia fra persone eterosessuali o omosessuali, ha pari dignità e va rispettato. Mi disturba sentir parlare di “accettazione”; “rispetto” è la parola chiave.

Nello scrivere mi sono emozionato con i due ragazzi, ho riso e sofferto con loro.

6 – Hai scritto vari romanzi: com’è nata la tua passione per la scrittura e quando?

Nel tempo libero, che poi era quello che sentivo più “mio” cercavo di esprimermi in tanti modi, scrivendo, disegnando… e altro ancora. Ma a un certo punto ho capito che mi spargevo in troppi campi e in tutti restavo in superficie. Ho scelto di tuffarmi in quello che più mi dava soddisfazione; le parole hanno mille sfumature, si combinano con magia fra di loro, colorano le tue idee e ti rappresentano alla perfezione.

7 – Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Chiassoso, timido (il che sarebbe in contrasto con il primo aggettivo) e gentile.

8 – Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Come sai bene, chi scrive mette sempre qualcosa di fortemente “suo” nei propri racconti. In questo, c’è una scena che riporta, per filo e per segno, un momento che ho vissuto in prima persona.

Gabriele è professore, la classe sta svolgendo un compito e lui avverte nell’aria il dolore di un alunno. Lo raggiunge e pone rimedio, ma Gabriele è così fragile che nel farlo mischia il proprio dolore a quello del ragazzo. In un abbraccio lo sentono tutti e due.

9 – Quali sono le tue passioni e hobby?

A parte gli impegni della vita familiare e quotidiana, nel tempo libero, oltre a scrivere, seguo la musica, suono chitarra e tastiera, e a volte riprendo i pennelli in mano per dipingere.

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

“Tre gocce d’acqua” di Valentina D’Urbano, una storia molto particolare e intensa, che consiglio caldamente.

Biografia

Nasce in Sicilia, terra solare che però imparerà a conoscere solo da grande, come turista, perché quando ha appena tre anni, la sua famiglia si trasferisce a Firenze. Per questo aspira tutte le “c”.

Studia, non molto in verità, al Liceo Artistico e poi frequenta la Facoltà di Lettere.
Il suo lavoro principale è quello di insegnante alle scuole superiori ma, nel privato, appassionato di pittura, di musica e della parola scritta, si dedica a tutte e tre le possibilità espressive. Ha una bella famiglia con cui condivide stimoli e soddisfazioni.
I suoi primi passi nell’editoria lo vedono come autore di libri scolastici, per Mondadori e Tramontana; ma la sua indole è quella di raccontare storie.

Ha sempre scritto, fin da ragazzo, e arriva alla narrativa con “Tanto Sonno” (una raccolta di 9 racconti), con i  romanzi “Le strade che non portano”, e “Un’immensa giornata”, che ne è il seguito ideale.
Con il romanzo “Le cose cose accadono”, delicata e intensa storia, abbraccia la tematica  M/M, che caratterizzerà tutta i suoi successivi lavori. Nascono quindi  “Sapessi, Luca”, “Dimmi chi sei” (la vita di Antonio e Pietro da adolescenti nel 1961 fino ad oggi) e “Stellato il cielo com’è“. In questo ultimo libro uno dei personaggi secondari, Martino, ha una personalità così forte che non poteva essere imbrigliata in quel ruolo ed è diventato in ”È la vita che gioca” il protagonista assoluto di una storia dolce e comunque inconsueta per le vicissitudini che lo coinvolgono.
Ha poi pubblicato “Mi chiamo Pietro“, che non è un sequel né un prequel di “Dimmi chi sei”, ma un “inserto”;  un racconto in cui Pietro parla da protagonista e racconta ciò che ha provato lui quando ha avvertito i primi sintomi della malattia che gli stava portando via i ricordi.
È seguito, in collaborazione con Dawn Blackridge “La musica che fai” e recentemente, per la Casa Editrice Officina Milena  Rainbow, “Il solo posto al mondo“.

Ti ringrazio di aver riposto alle mie domande

A presto

Gabrio

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Comments

  • Giacomo

    Settembre 21, 2021 at 14:35
    Reply

    Gabrio, sei veramente una persona squisita. Ti ringrazio per l'attenzione che hai prestato a "Il solo posto al mondo" e a me. Veramente copn il […] Read MoreGabrio, sei veramente una persona squisita. Ti ringrazio per l'attenzione che hai prestato a "Il solo posto al mondo" e a me. Veramente copn il cuore. Read Less

    • Gabrio
      to Giacomo

      Settembre 22, 2021 at 15:32
      Reply

      Grazie a te di aver accettato di partecipare all'intervista !!! A presto !

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