Intervista all’autrice: Marta Brioschi

Ciao a tutti e a tutte!!!

Vi propongo una nuova interessante intervista. La protagonista ospite è Marta Brioschi, autrice del libro “Il gioco delle ombre” pubblicato da Be Strong Edizioni.

Se volete leggere anche la mia recensione potete cliccare tranquillamente qui.

Intervista

1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Il gioco delle ombre”?

Da un articolo sulle attività dei servizi segreti inglesi durante la Seconda guerra mondiale, principalmente. Mi piace molto la musica e l’estetica degli anni Quaranta e mi attirava l’idea d’immaginare una storia che avesse le sue radici in una serie di eventi legati a quel periodo, che tra l’altro coincide anche con la “Golden Age” della letteratura gialla. E poi mi piaceva l’idea di scrivere un romanzo classico ad enigma che fosse anche un tributo ai gialli di quell’epoca, anche se ambientato ai giorni nostri.

2 – Mi descriveresti il tuo romanzo con tre aggettivi?

Immersivo. Incalzante. Sorprendente.

3 – Un pregio e un difetto di Mae Son-Jun?

Il principale pregio credo sia la sua innocente spontaneità. Il difetto forse non è ancora emerso pienamente nei primi due libri in cui è protagonista. Forse lo si è solo intuito. C’è una fragilità profonda e latente nel suo essere che non ho ancora esplorato pienamente. Per ora è tenuta in scacco da una mente lucida e razionale, ma nelle giuste condizioni potrebbe essere messa a dura prova e persino costituire la sua rovina.

4 – Ci racconti qualcosa di Hiraeth House?

Hiraeth House è la casa dell’eterno rimpianto per un Destino che non si è potuto compiere. In effetti, Hiraeth è una parola gaelica che significa, rimpianto per una casa agognata e perduta. È uno stato d’animo quindi, più che una casa, che racchiude in sé tutti gli elementi su cui ho strutturato la storia. Nel romanzo è però anche la dimora del centenario quindicesimo Barone di Windermere che, costretto dalle proprie cattive finanze, decide di affittarla per l’estate a degli stranieri.

5 – Quali sensazioni hai provato mentre scrivevi il romanzo?

Mi sentivo immersa nelle atmosfere che amo e conosco bene di quella parte d’Inghilterra al confine con la Scozia conosciuta come Lake District, Distretto dei Laghi. Ho provato ansia, tensione muscolare, malinconia, pena, compassione… vivendo ogni istante nella pelle dei miei personaggi.

6 – Scaletta sì o scaletta no e come ti sei organizzata per la stesura?

Qui la cosa è un po’ complicata. Utilizzo, diciamo, una tecnica mista. Sono abbastanza rigorosa e particolareggiata nella scrittura della struttura generale e portante della trama gialla, tranne il finale, che fino a stesura inoltrata è aperto. Scelgo alcuni personaggi chiave e ne determino le motivazioni ad agire e infine formulo una domanda centrale intorno a cui sviluppare la o le sottotrame, ma poi lascio all’intuizione e alla spontaneità tutto il resto, determinando scena dopo scena lo svolgersi della narrazione.

Sono i personaggi a rivelarsi a poco a poco e a raccontarsi, in pratica e io mi limito a seguirne le indicazioni. Una curiosità: alcuni personaggi sono come cellule staminali. Non ne determino a priori il ruolo né l’orientamento morale. In base alle circostanze che si vengono a creare mentre la storia evolve, acquistano quindi una funzione e un senso in corso d’opera, che può anche essere semplicemente un intermezzo, una coloritura utile al ritmo della narrazione.

7 – Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

Sì. C’è stata fino ad ora una sola persona ad avermi detto di aver capito quasi subito chi fosse il colpevole e ha affermato di esserci riuscita poco dopo pagina 100. Le ho risposto che ha battuto persino me, infatti avevo deciso quali dei miei personaggi investire del ruolo di colpevole solo dopo pagina 200.

8 – Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Pigra. Solare. Osservatrice.

9 – Quali sono le tue passioni e hobby?

Leggere, Cinema, Teatro, Serie TV Asiatiche, Viaggiare, Imparare lingue straniere e naturalmente anche scrivere.

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

L’ultimissimo che ho letto è “Il Bacio del Figlio” di Raffaele Costantini, l’ultimo che ho comprato è “Wa” di Laura Imai Messina e quello che sto leggendo in queste ore è “I Misteri di Chalk Hill” di Susanne Goga.

Biografia

Nata a Milano nel 1967, single di ritorno con tre figli, vive a Bolzano. Laureata in Economia e Commercio, dopo il liceo classico. È da sempre appassionata di libri, viaggi, cinema e culture orientali. Viaggia moltissimo, ultimamente soprattutto perché le due figlie femmine vivono all’estero. Per diletto traduce dall’inglese i sottotitoli per serie TV asiatiche, che le hanno fornito l’ispirazione per questo libro. Si è avvicinata alla scrittura per una scommessa persa con il figlio durante il lock-down e si è così accorta di divertirsi parecchio a creare personaggi e situazioni.

Grazie di aver partecipato all’intervista!

ciao

Gabrio

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