James Hook. Il pirata che navigò in cielo

Titolo:  James Hook. Il pirata che navigò in cielo

Autore: Mario Petillo

Editore: Scatole Parlanti

Collana: Mondi

Pagine: 200

Prezzo: € 15,00

Uscita: 4 giugno 2019

Recensione

Appassionati di Capitan Uncino e di Peter Pan, “James Hook” è il libro per voi e sono certo vi saprà incuriosire ed intrattenere piacevolmente. Mario Petillo, infatti, ci racconta la storia da un altro punto di vista, cambiando, cioè la prospettiva degli eventi.

Il romanzo parte da quando Capitan Uncino era giovane e ci viene proposta una storia ricca di dettagli, di notizie che fanno scaturire domande capaci di far traballare l’idea che abbiamo del classico libro. Per esempio una delle curiosità che l’autore ci svela è come James Turner, ossia Capitan Hook, sia arrivato sulla famosa “Isola che non c’è”. Inoltre siamo sicuri di sapere chi sia il vero “cattivo” della storia? E chi è davvero il famosissimo e tanto acclamato Peter Pan?

A tutti questi interrogativi verranno date le relative risposte nel corso dei capitoli di “James Hook. Il pirata che navigò in cielo”. Poi starà a noi credere o no, ma ad ogni modo ho trovato questo originale racconto molto interessante.

Durante la lettura vi appassionerete sicuramente perché è parecchio avvincente e, grazie ai vari colpi di scena, non vi annoierete mai. Il ritmo è scandito bene rendendo i vari capitoli effervescenti e caratteristici. Mario Petillo ci racconta anche della mitica figura di Barbanera che animerà alcune parti della storia. Il viaggio che ci propone l’autore è ricco di imprevisti, di azione e di scene che hanno la capacità di intrattenere i lettori. Ovviamente è necessario amare il genere fantasy e l’argomento trattato altrimenti non sarà possibile che la storia possa conquistarvi. Alcune parti sono indubbiamente più interessanti di altre, ma ciò va anche secondo i propri gusti. Personalmente mi ha catturato dopo i primi capitoli.

Questo racconto, narrato da Mario Petillo, ci permettere di riflettere e di vedere la storia sotto un’altra angolazione, compresi i caratteri dei protagonisti. In alcuni casi l’atmosfera non risulta delle più felici e tranquille, ma anzi aleggia una certa tensione e anche preoccupazione.

I personaggi che conosciamo ne escono in modo diverso dalla tradizionale storia e trovo che ciò sia interessante perché ci permette di allargare la nostra mente e stuzzicare la nostra curiosità. Infatti è l’occasione di vedere la storia sotto altri punti di vista, sotto altre sfumature che mai avremmo immaginato, ma chissà, magari potrebbero essere anche esatte. Tra i vari personaggi un ruolo importante, all’interno di questo libro, è occupato anche da Spugna. Di Capitano Hook verremo a sapere le delusioni, i suoi rimpianti e le sue rinunce.

“James Hook. Il pirata che navigò in cielo” è un libro più ricco di descrizioni che di dialoghi.
Una cosa che mi ha colpito molto è come finisce ogni capitolo, infatti, si conclude sempre con una “frase ad effetto” è ciò l’ho apprezzato parecchio. Mi è piaciuto anche il momento in cui entra in scena “L’isola che non c’è”. Durante la lettura, credo che pure a voi capiterà di apprezzare e gradire maggiormente alcune parti rispetto ad altre.

Indubbiamente, quella scritta dall’autore, è una storia particolare capace di tenere gli appassionati attaccati alle pagine. Invece, chi non ama il genere, dubito troverà interesse, a meno che non sia talmente curioso di scoprire lati e curiosità sotto un altro punto di vista rispetto alla storia originale.

Concludo proponendovi l’incipit:

“Un’avventura non inizia mai con un cielo limpido e un mare disteso: un’avventura ha bisogno di azione, di movimento, di personaggi attivi. Invece il nostro scenario non lascia presagire alcun tipo di avvenimento, né positivo né negativo: tutt’altro. Nessuna nuvola in cielo, nulla che possa aprire la strada a intemperie o piogge; non un cenno da parte dei gabbiani ad annunciare la vicinanza della terra; non un rumore provocato dal rifrangere del movimento delle onde contro lo scafo delle imbarcazioni. Il silenzio, la quiete, la pace. La tempesta, però, manca da tantissimo tempo e quella tranquillità sta durando da fin troppi giorni, forse settimane. Il cielo e il mare si confondono alla linea dell’orizzonte, un flebile sole illumina l’intera baia e nemmeno il vento riesce a fare capolino in questo scenario immobile.”

Trama

Vi siete mai chiesti come Capitan Uncino è arrivato all’Isola che non C’è? Questa è la storia di James M. Turner, meglio noto come Capitan Hook, il leggendario pirata che da più di un secolo fa sognare i lettori. Si tratta però di un romanzo che cambia la prospettiva degli eventi, fornendoci dei dettagli importanti sulla vita del capitano della Jolly Roger.

È davvero lui il “cattivo” oppure le sue azioni hanno motivazioni particolari? E chi è davvero Peter Pan, leader indiscusso di Neverland?

Per scoprirlo non resta che ripercorrere le origini dell’unico uomo che ha saputo tenere testa a Barbanera, scoprendo che nel suo cuore hanno albergato sentimenti contrastanti, compromessi troppo presto dagli eventi di un’esistenza difficile.

Tra l’Inghilterra di inizio Settecento, gli oceani e le sponde di un’isola incantata, il mito di James Hook, a distanza di tanti anni, è ancora in grado di riservare delle sorprese.

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Comments

  • anna paola maga

    Luglio 14, 2020 at 13:35
    Reply

    ottimo per gli appassionati del genere !

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