La luna sulla pineta

Titolo:  La luna sulla pineta

Autore: Giorgio Scerbanenco

Editore: La nave di Teseo

Collana: Oceani

Pagine: 334

Prezzo: € 18,00

Uscita: 13 maggio 2021

Recensione

Finalmente ho avuto l’occasione ed il piacere di leggere un libro scritto da Giorgio Scerbanenco e precisamente l’ultimo pubblicato dalla casa editrice “La nave di Teseo” dal titolo: La luna sulla pineta.

Di questo scrittore mi ha colpito subito il suo modo scorrevole, fluido e coinvolgente di scrivere. Inoltre, anche le descrizioni sono molto ben realizzate, infatti è riuscito a farmi immaginare il contesto e la storia grazie alla nitidezza delle sue parole.

Per quanto riguarda i personaggi hanno, quasi tutti, una propria personalità e ciò ha reso alcuni interessanti e piacevoli, mentre altri un po’ più antipatici.

I due protagonisti, fratello e sorella: Clemente e Anna Mareschi, animano la storia con le loro vicissitudini e le loro peculiarità caratteriali. A tratti li appoggiavo, in altri momenti un po’ meno.

La vicenda, infatti ha un ritmo assai vivo e tutto risulta spesso in gran movimento e vivace. Grazie a ciò, la lettura è resa avvincente ed appassionante. Ovviamente deve piacere il genere noir, in cui però, troviamo anche una spruzzata di altri elementi.

Tra scelte, proposte, decisioni da prendere e un po’ di adrenalina, si procede capitolo, dopo capitolo, a volte anche con frenesia, e si assiste all’evolversi delle scene e delle varie situazioni. Non mancano alcuni momenti di tensione e anche qualcuno dedicato alle situazioni d’amore. Tutto ciò è stato possibile grazie proprio alla penna di questo grande autore che sa proporre, ai suoi lettori, un libro che si fa leggere con trasporto e attenzione. Forse qualche scena è, a mio avviso, un po’ datata, ma ci permette anche un confronto ed una riflessione in più.

Se non avete ancora letto nessun romanzo di Giorgio Scerbanenco, potete iniziare, anche voi, con La luna sulla pineta” uscito grazie a “La nave di Teseo”. In tal modo potrete scoprire la sua scrittura e la sua abilità nel gestire le storie. Inoltre, capirete anche il motivo della scelta del titolo.

Concludo con l’incipit:

“Faceva molto freddo. Mamma era già nel camioncino, chiusa nel paltò, il viso avvolto nella sciarpa di lana, e la coperta sulle ginocchia. Le si vedeva solo un po’ di naso, e gli occhi rossi di pianto. Clemente fingeva di non guardarla. A guardarla, la mamma si metteva a piangere. Forse anche per il freddo. Il cortiletto era cosparso di chiazze di ghiaccio, la tazza della fontanella era un blocco di ghiaccio, mai a fine novembre aveva fatto un freddo simile. Papà prima di morire lo aveva detto: “È stato questo freddo, stavo così bene, prima.” Ma non era stato il freddo, pensò per la millesima volta Clemente e finì di caricare sul camioncino il piccolo torchio, le bacinelle, il valigiotto con le bottiglie di acido e le altre cose che Anna aveva ammucchiato in terra vicino al camion.

Era l’alba: serena, gelida. Anna venne fuori di casa col paltoncino nero, livida anche lei in viso dal freddo. Per accontentare la mamma aveva fatto tingere di nero un paio di abiti e il paltò. Una tintura fatta in fretta che lasciava trasparire qua e là qualche chiazza meno nera, e così Anna sembrava una poveretta; se non fosse stata così giovane, avrebbe potuto andare vicino al duomo a chiedere la carità, pensò con amarezza Clemente…”

Trama

Clemente e Anna Mareschi sono costretti a lasciare il loro paesino alla periferia di Treviso dopo che il padre, uno dei migliori incisori d’Italia, resta coinvolto in una misteriosa storia di banconote false. Partono in pieno inverno diretti a Viareggio, dove trovano ad attenderli un poliziotto, Mauro, che chiede la loro collaborazione per sgominare una banda di falsari internazionali. Clemente rifiuta perché non vuole avere più nulla a che fare con la storia disgraziata del padre, ma quando si presenteranno gli affascinanti emissari della banda di falsari, sarà difficile resistere alle loro proposte per far fronte alle difficoltà economiche della nuova vita.

Un romanzo che getta due ragazzi (quasi) innocenti nel mondo spietato della criminalità organizzata, dove, tra amori fatali, soldi, eccessi e la musica di Elvis Presley, sarà sempre più difficile distinguere i buoni dai cattivi. Ritrovato dopo 50 anni, esce per la prima volta con la firma di Giorgio Scerbanenco un romanzo letale che racconta l’Italia prima del boom come un forsennato gangster movie americano.

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