La lussuria è una lepre bisessuale

Titolo: La lussuria è una lepre bisessuale

Sottotitolo: Mostri, marionette e luoghi fantastici

Autore: Maurizio Bettini

Editore: Mauvais Livres

Collana: Sassifraga

Curatore Collana: Valerio Magrelli

Pagine: 189

Prezzo: € 25,00

Uscita: 17 novembre 2021

Trama

Nel corso del tempo le categorie culturali hanno preso veste di animali, presentandosi alla nostra riflessione sotto forma di leoni, volpi e gru dal lungo becco. Se si combina un lupo con un agnello, si può ragionare sull’arroganza dei forti e l’eterna rassegnazione dei deboli; se si fanno incontrare un topo e un elefante, si può scoprire che persino i giganti hanno le loro inattese debolezze. Dunque, mai disperare…

Una volta posta sul viso dell’uomo, la maschera dell’animale si trasforma automaticamente nel suo opposto: smaschera la natura vera, definiva, giungendo all’essenziale. La lussuria è una lepre bisessuale, il figlio di Dio un agnello bianco e indifeso, la regalità un leone, l’aristocrazia, stupida e arrogante, una combriccola di lupi. Gli animali trasmettono insomma significati e messaggi; sono come le parole di un linguaggio, gli elementi di un codice.

Biografia

Maurizio Bettini, classicista e scrittore, è direttore del Centro “Antropologia e Mondo antico” dell’Università di Siena. Dal 1992 tiene seminari presso il “Department of Classics” della University of California a Berkeley. Con l’editore Einaudi cura la serie “Mythologica”, presso l’editore Il Mulino è responsabile della collana “Antropologia del Mondo Antico”. Il suo principale campo di studi è costituito dalla riflessione antropologica sulla cultura greca e romana, spesso in rapporto con l’esperienza della modernità. Ultimi volumi pubblicati: Homo sum. Essere umani nel mondo antico, Torino Einaudi 2019; Hai sbagliato foresta. Il furore dell’identità, Bologna Mulino 2020; (a cura di) Il sapere mitico. Un’antropologia del mondo antico, Torino Einaudi 2021.

Sommario

Introduzione

Realtà e favola

I mostri sono buoni per pensare

Luoghi fantastici

Ornamentum

Le contraddizioni della nudità nella cultura romana

Nostalgici e indiscreti

Il neuróspaston fra vita e morte. Appunti sulla marionetta antica

Il complesso di Ificlo

Autoctonia, barbarie e il disagio dei Romani nei confronti dei Greci

Il profumo della voce

Prima Pagina

“Ho conosciuto molta gente che sapeva cosa fosse la realtà, o perlomeno, pretendeva di saperlo. Quando parlava lo faceva anzi come se volesse sfidarti: “non sai cos’è la realtà, io invece lo so”! Sono i cosiddetti “realisti”. Molti di meno, invece, ne ho conosciuti che sapevano cosa fossero le favole e spesso ho notato che alcuni fra loro tentavano addirittura di nasconderlo. Forse per paura dei realisti, forse perché la favola è per sua natura pudica, tende a dissimularsi. Se solo sapessero, i realisti, che la loro realtà è tutto meno che concreta! Mentre, a mio giudizio, quelli che sanno cosa sono le favole, sanno anche che sono molto più concrete, molto più reali di quanto altri ritengano. Per giungere a queste conclusioni, sia pur provvisorie come avviene con ogni ricerca sul linguaggio, ho dovuto chiedere aiuto alle parole come del resto faccio spesso nei miei studi – an che perché il mondo che frequento (l’antichità classica) è scomparso quasi completamente, se si eccettua l’uno o l’al tro monumento che ci ha lasciato in eredità: per il resto la sua esistenza è tutta racchiusa nelle parole di cui sono fatti i libri che degli antichi ci sono rimasti…”

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