Titolo: L’albero di melograno
Autore: Luigi Della Penna, Simone Menna
Editore: Scatole Parlanti
Collana: Voci
Pagine: 68
Prezzo: € 14,00
Uscita: 27 maggio 2025
Recensione
“L’albero di melograno” è un libro pubblicato dalla casa editrice “Scatole Parlanti” ed è stato scritto a quattro mani. Personalmente mi incuriosiscono sempre i romanzi pubblicati da due autori, perché trovo non sia facile scriverli, ci vuole sintonia, empatia e molta organizzazione; perciò, li trovo sempre affascinanti da leggere.
In questo caso si tratta di un libro breve, ma molto appassionante e ricco di scene anche parecchio intense animate principalmente da Paolo, il protagonista, che lo vediamo crescere ed evolvere, ma anche prendere strade non consone ed assai pericolose per lui.
Indubbiamente è un ragazzo che ha sofferto molto da piccolo e ha provato un forte dolore per la perdita di una persona a lui cara. “L’albero di melograno”, che dà il titolo al libro, è un po’ il simbolo della storia e lo scoprirete nel corso delle pagine.
Paolo deve affrontare varie avversità, alcune assolutamente parecchio difficili e pesanti. Il lettore lo seguirà nel corso degli eventi e i vari colpi di scena gli procureranno emozioni di tutti i generi.
Pur essendo un romanzo breve, è anche un libro che evolve con un ritmo bello vivo ed acceso, inoltre è ricco di scene, di azione, di passaggi importanti che colpiscono al cuore. I due autori ci propongono momenti familiari, anche tristi, fragilità umane, prima di tutte quella di Paolo, promesse che non sempre possono essere mantenute o si fatica a farlo, difficoltà nel vivere, solitudine. Come potete notare sono diversi gli argomenti che Luigi Della Penna e Simone Menna ci racconto nel loro libro scritto a quattro mani.
Ci sono passaggi che danno una scossa anche al lettore, facendogli sorgere domande e dubbi, oltre alla curiosità di come finirà la storia.
Il lato caratteriale a livello psicologico di Paolo risulta, a mio avviso, parecchio interessante. Il romanzo è diviso in due parti e ciò comporta anche una lettura attenta e mirata, con novità e cambiamenti. Lo stile di scrittura dei due autori è scorrevole, molto incisivo e autentico, schietto e sincero, senza girare intorno alle cose e alle parole.
Un libro che si legge tutto d’un fiato e che vi consiglio specialmente per il protagonista del quale scoprirete, nel bene e nel male, la sua quotidianità, la sua vita fatta di alti e bassi e di vari errori, con un velo di malinconia.
Qui sotto vi propongo, invece, l’incipit.
“Il vento sembrava quasi sussurrare a Paoletto e suo padre, quella mattina, quando si incamminarono per la solita stradina malmessa che portava al loro piccolo angolo di paradiso, come erano soliti chiamare quel luogo.
Erano le sei del mattino del 28 gennaio, l’aria era gelida, le gambe intorpidite, i piedi due ghiaccioli; il padre di Paoletto combatteva il freddo, come suo solito, con la sua borraccia colma di caffè bollente che sua moglie, amorevolmente, gli preparava ogni mattina e nella quale lui, puntualmente, aggiungeva un personale tocco d’energia.
«Vedi, Paole’, se alla vita aggiungi un pizzico di follia, tutto sembra più bello e l’aria si riscalda piacevolmente».
«Davvero, papà? Posso avere anche io un po’ della tua follia? Ho le dita dei piedi che sembrano i ghiaccioli che mamma tiene in freezer».
«Non essere sciocco, questa è roba da grandi, non per ragazzini. Mamma ti ha preparato il thè: bevilo»
Paoletto è un bambino di dieci anni, nel pieno dell’età della spensieratezza, ma quella leggerezza, mista a ingenuità, stava per cam- biare. Arrivati a destinazione, il padre sistemò la loro roba ai piedi dell’albero di melograno, che abbondava dei suoi frutti.
«Guarda, Paole’, guarda cosa ci offre la natura. Ti sei mai chiesto perché il melograno nasca tra l’autunno e l’inverno?».
«No, papà».…”

Trama
Paolo è un ragazzo come tanti, forse solo più debole, che non riesce a trovare gli stimoli giusti per impegnarsi e ottenere i risultati che per molti sono banali. La vita a volte colpisce duramente e non sempre si hanno gli strumenti per affrontarla. Talvolta, conoscere e capire la storia di una persona basterebbe per aiutarla, salvarla da se stessa, dal dolore per la morte di un qualcuno che si ama, da una separazione inaspettata, da semplici scelte sbagliate che, invece, si rivelano importanti per la propria esistenza. In questo racconto Menna e Della Penna parlano di questo: della caducità dell’essere umano