Non spegnere la luna

Titolo:  Non spegnere la luna

Autore: Roberto D’Amico

Editore: Scatole Parlanti

Collana: Echi

Pagine: 74

Prezzo: € 9,90

Uscita: 22 febbraio 2019

Recensione

“Non spegnere la luna” potrebbe essere, a prima vista, un normale libro di poesie, ma non appena lo si sfoglia e si inizia a leggerlo ci si accorge che non è assolutamente così. Infatti è molto di più.

Prima di tutto si nota che è diviso in tre parti: la prima dal titolo “Precipitando”, la seconda “Abisso” e la terza “Rinascita” e da ciò si  potrebbe intuire qualcosa di ciò che si leggerà.

Dopo una interessante prefazione di Michela Cimmino ed una nota dell’autore, si entra nel vivo del libro. La prima parte è preceduta da due brevissimi scritti che mi hanno colpito moltissimo, specialmente il secondo. Iniziando “Precipitando” ci si rende davvero conto che questo libro è assolutamente unico nel suo genere, infatti le poesie (che a leggerle bene e come poi ho avuto conferma anche dall’autore ci si accorge che in effetti hanno poche rime, quindi non sono le classiche poesie) hanno tutte una loro logica, un loro significato e possiedono un filo logico che porta, dalla prima all’ultima, verso una narrazione come se fosse un romanzo.

“Non spegnere la luna” va capito, va letto lentamente per gustarne al meglio ogni singola frase, anche se non è facile non provare la voglia di procedere spediti tra le sue pagine, perché le emozioni, spesso intense, che ci regala sono tante. Me ne sono reso conto già alla quarta “poesia” che è tra le mie preferite. In questa prima parte si respira, a mio avviso, un’atmosfera a volte di pace interiore, che si alterna a momenti di tristezza, di solitudine, di nostalgia, ma c’è la consapevolezza di tutto ciò. Devo ammettere che leggere questa prima sezione mi ha fatto stare bene, ho provato delle sensazioni comunque di tranquillità e di serenità.

Passando ad “Abisso” è forse, secondo me, la parte più complessa, più particolare. Le “poesie” sono, in maggior numero, più lunghe rispetto alle altre due. L’atmosfera, in questo caso è, a mio avviso, più cupa ed è come entrare nel cuore del libro. Qui occorre porre attenzione, durante la lettura, per cercare di capire, per farsi coinvolgere. Si apprezza ciò che ci viene raccontato dall’autore con molto cura e meticolosità, infatti Roberto D’Amico scrive con l’intenzione di trasmetterci davvero molto attraverso queste suo libro.

Infine “Rinascita” come già dice la parola, è come se fosse una esplosione in positivo, si torna a galla dopo l’apnea della seconda parte. Si cerca di ritornare a sorridere, a riconquistare un minimo di serenità e di tranquillità, si prova un certo senso di benessere interiore, un pacato senso di ottimismo e di speranza. All’interno di questa parte c’è un altro pezzo che è tra i miei preferiti e che mi ha conquistato immediatamente. Stupendo!!!

“Non spegnere la luna”, che oltre ad essere il titolo del libro lo è anche di un componimento all’interno, è un libro davvero intenso, profondo, che mi ha regalato una marea di emozioni, specialmente nella prima parte che è la mia preferita e che mi ha conquistato moltissimo.

Conclusa la lettura posso confermare che è veramente come se fosse un romanzo. Si affronta la vita, i momenti più difficili e bui, quelli in cui si è scoraggiati o pessimisti, per poi reagire e cercare ciò che c’è di buono e di positivo. Ci si aggrappa alle situazioni e ai momenti belli che ci fanno stare bene e si reagisce per tornare a vivere!!!!

Grazie alla scrittura di Roberto D’Amico, questo libro è, a mio avviso, un piccolo gioiellino, che mi ha coinvolto molto. Vi ho raccontato come io l’ho interpretato, ciò che mi ha trasmesso, le mie sensazioni e il mio parere è assolutamente personale. Credo, infatti, che ognuno di noi che lo leggerà (e vi esorto a farlo) lo farà col proprio bagaglio di vita vissuta, infatti pur essendo un romanzo molto emozionante, lo diventa ancora di più se abbinato alle proprie esperienze personali ed alla propria sensibilità.

Concludo con un pezzo che presente all’interno:

“Ogni battito

è un battito di cuore,

un solo cuore

che batte in due petti,

per due anime

che riscaldano due corpi

o forse solo uno.”

Prefazione

“Le composizioni si svolgono sul filo della memoria, in un tempo qualitativo che è scrigno emozionale e senso al nostro esserci, una memoria che nell’incedere delle liriche fotografa l’anima e avvolge il gomitolo dei ricordi. Roberto canta di sé; quel filo sarà integro, sfilacciato, liso, magari con qualche nodo, ma tutto è fortemente in contatto, non si perde nulla, gli attimi già vissuti bussano impazienti alla porta del presente, presentano il conto con sentimenti, paure, gioie e lacerazioni. E tutto questo fa di noi quel che siamo.” (dalla prefazione di Michela Cimmino)

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