Paradiso vista Inferno

Titolo: Paradiso vista Inferno

Autore: Chiara Frugoni

Editore: Il Mulino

Collana: Grandi illustrati

Pagine: 337

Prezzo: € 38,00

Uscita: 26 settembre 2019

Recensione

Verso la fine settembre è arrivato in libreria un nuovo splendido libro della professoressa Chiara Frugoni. Dopo il grande successo del suo precedente lavoro “Uomini e animali nel medioevo. Storie fantastiche e feroci” (col quale ha vinto il “Premio Giuria-Viareggio” 2019) di cui vi parlai a suo tempo sul blog, vi racconto qualcosa di “Paradiso vista Inferno”.

Prima di tutto ci si rende immediatamente conto della bellezza estetica e della cura che è stata messa nel realizzare questo interessante saggio.

La carta usata è di grande pregio e, quindi, rende il contenuto assolutamente ben realizzato comprese le splendide illustrazioni.

Il contenuto di questo volume dimostra ancora una volta la bravura di Chiara Frugoni nella ricerca e nello studio circa gli argomenti trattati e di come sia assolutamente competente nel riuscire a risvegliare l’attenzione nei lettori ed invogliarli ad addentrarsi nella lettura di questo suo nuovo lavoro.

“Paradiso vista Inferno”, con il suo sottotitolo “Buon governo e tirannide nel medioevo di Ambrogio Lorenzetti”, è formato da otto validi capitoli introdotti da un utile prologo. Ogni illustrazione presente ha la sua dicitura che permette al lettore di ricevere ulteriori informazioni. Per quanto riguarda invece i numeri che incontriamo durante la lettura su alcune parole, indicano le note che si trovano alla fine del libro e sono esaustive. Vi segnalo anche che, dopo le pagine dedicate alle note, c’è una sezione che ho trovato molto utile e sono sempre molto felice quando i libri di questo genere la riportano, ossia “Indice dei nomi e delle cose notevoli” rigorosamente in ordine alfabetico.

Sulla quarta di copertina invece si legge:

“Far politica con le immagini: bene comune, giustizia e pace contro bene proprio, violenza e paura”

Ed ora, per incuriosirvi ed invogliarvi a leggere, vi propongo i titoli dei capitoli:

I – Buon Governo e Tirannide

II – Chi difende i deboli e i miserabili?

III – Un grande manifesto politico

IV – “Amate la giustizia voi che giudicate sulla terra”

V – Tyrannides e i suoi perversi compagni all’opera in città e in campagna

VI – Sbaragliare la schiera dei Vizi: Giotto e compagni

VII – Il manifesto della felicità. La vita in città

VIII – Il manifesto della felicità. La vita in campagna

Per quanto mi riguarda ho amato, in particolare, i capitoli VI e VIII, li ho letti con enorme interesse ed attenzione e ve li consiglio caldamente.

“Paradiso vista Inferno” ci permette di migliorare la nostra cultura circa ciò che tratta, regalandoci molte notizie ed informazioni interessanti che ci arricchiscono interiormente.

I miei complimenti vanno a Chiara Frugoni per la quale nutro una sincera ammirazione per la sua grande cultura, passione e per i meravigliosi libri che ci propone.

Quindi qui sotto trovate qualche riga circa i suoi lavori perché mi fa piacere che la conosciate un pochino meglio.

Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi. Tra i suoi libri segnaliamo: «Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali» (Laterza, ultima rist. 2014), per Einaudi «Quale Francesco?» (2015) e «Senza misericordia» (con S. Facchinetti, 2016), per il Mulino «Vivere nel Medioevo. Uomini, donne e soprattutto bambini» (2017) e «Uomini e animali nel Medioevo. Storie feroci e fantastiche» (2018). I suoi saggi sono tradotti nelle principali lingue europee, oltre che in giapponese e in coreano.

Vi consiglio, con entusiasmo, questo libro e sono certo che ne resterete pienamente soddisfatti. Oltre ad arricchirvi con il suo contenuto sarà un ottimo volume per dare valore alla vostra libreria ed attirerà sicuramente l’interesse dei vostri amici e familiari.

Trama

Nel Medioevo il diritto all’immagine appartiene soprattutto ai protagonisti del mondo religioso, della Chiesa come delle Sacre Scritture, o a grandi personaggi laici e famosi. Con gli affreschi di Palazzo Pubblico a Siena Ambrogio Lorenzetti ci propone una straordinaria novità, rappresentando gente comune, senza storia. Ad essa per la prima volta è affidato il compito di illustrare la ridente vita in città e in campagna assicurata dall’ottimo governo dei Nove. Non importa che la realtà, ben diversa, fosse fatta di carestie, rivolte, corruzione.

Nella prestigiosa Sala dei Nove i cittadini e i contadini senesi del tempo – siamo intorno al 1338 – vedono raffigurata una città orgogliosa dei suoi splendidi palazzi, una lieta e fertile campagna dove vecchi e giovani, donne e bambini, e poi artigiani, mercanti, nobili e intellettuali, contadini e pastori sono partecipi di una convivenza operosa e felice.

È il trionfo del Bene Comune, e della guida illuminata dei governanti cittadini. Dove invece ognuno tende al bene proprio ecco infuriare un corteo nefasto: anarchia, violenza, distruzione, soprusi, guerra. Un capitolo vivo di storia medievale, ma non solo: additando il pericolo della Tirannide e le sue conseguenze, questo grande manifesto politico ha parlato a tutte le epoche, e oggi parla a noi con voce particolarmente forte.

 

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