Piccoli viaggi

Titolo:  Piccoli viaggi

Autore: Paola Ivaldi

Editore: Robin Edizioni

Collana: Le giraffe

Pagine: 124

Prezzo: € 12,00

Uscita: 17 marzo 2020

Recensione

Paola Ivaldi è l’autrice del libro “Piccoli viaggi” della casa editrice “Robin Edizioni”. Si tratta di un romanzo molto breve, ma molto intenso ed introspettivo che colpisce, secondo me, per la sua profondità. Esso è un flusso continuo che investe il lettore e lo intrattiene, tanto da riuscire a tenerlo incollato alle pagine in modo potente.

Questo racconto è diviso in tre lunghe parti: “La fine è l’inizio”, “L’agave e la pigna” e “Felice a Treblinka”. In ognuna di queste la scrittrice è un fiume in piena e ci propone anche diversi momenti di importanti riflessioni. Non vi nascondo che è un libro anche delicato, molto gradevole e che, ogni tanto, riesce a commuovere.

La sua scrittura, a mio avviso, è spesso molto poetica e coinvolgente. Paola Ivaldi riesce, con grande capacità e forte sensibilità, a colpire il cuore e a conquistare l’attenzione del lettore, ma tutto ciò in modo genuino, gradevole e non melenso. Proprio agendo così dimostra la sua bravura nel non cadere in uno stato strappalacrime apposta per colpire chi legge.

“Piccoli viaggi” è un romanzo che arriva a toccare anche la sensibilità di chi legge, ma in modo naturale e semplice.

La lettura risulta gradevole, costruttiva e porta pure a delle riflessioni personali. Un libro che, nel suo complesso, è intimo e scritto con forte coinvolgimento, senza esagerare, infatti non ho mai trovato un passaggio eccessivo o costruito in modo artificiale. Parte forse un po’ in sordina, o sono io che non ho ingranato subito, ma poi si evolve e si percepisce tutto ciò che Paola Ivaldi vuole comunicarci, comprese le sofferenze e le ricche emozioni che riesce a trasmettere ai suoi lettori.

Per leggerlo e viverlo nel miglior modo possibile, occorre, secondo me, lasciarsi andare e farsi coinvolgere dalla storia e dalle sensazioni che ci arrivano. Inizialmente sono partito un pochino chiuso, ma nel corso della lettura ammetto che mi sono lasciato trasportare dalle pagine e ho iniziato a percepire tutta la forte intensità che esse contengono.

“Piccoli viaggi”, a mio avviso, è un romanzo che sarà apprezzato di più da un pubblico femminile perché, magari, potrebbe sentirsi maggiormente coinvolto ed è più portato ad assaporare la delicatezza di una storia così intensa e poetica.

I viaggi presenti raccontano esperienze importanti che lasciano il segno, anche perché trattano argomenti significativi. La cosa curiosa, che ho notato, è che si fa riferimento ad una malattia della donna, ma se non sbaglio, non viene mai specificato nulla e ciò mi ha lasciato un po’ di curiosità ed ammetto che avrei gradito sapere qualcosa in più, anche per capire meglio la protagonista ed il suo modo di agire, per apprezzare maggiormente la sua forza.

“Piccoli viaggi”, in alcuni passaggi, non è un libro facile proprio per la forza che ha in sé e per l’intensità che contiene. Indubbiamente va letto con grande calma e lentamente, per assaporare meglio il suo contenuto. La scrittura di Paola Ivaldi è sicuramente molto curata, sofisticata e per palati esigenti.

Quarta di copertina:

“Quanto vorrei che fosse così per sempre, per tutti, che tornassimo a tacere, quando è il momento di tacere, e poi sì, anche a parlare, ma guardandoci negli occhi.”

Trama

Nell’arco di due estati, una donna vive l’esperienza del viaggio e della malattia, trovandosi a dipanare il tormentato rapporto con se stessa e con gli altri e ad azzardare i primi timidi bilanci della mezza età, dando parola a sentimenti e ansie di un’incerta soglia anagrafica innestata nell’attuale epoca inquieta. In un’intima trama che unisce fra loro luoghi e tempi, persone e cose, gli arrivi che si credevano mete si riveleranno inedite tappe, lo sguardo e l’ascolto, facendosi via via più profondi, trasformeranno i piccoli viaggi in altrettante occasioni di crescita e di tardiva emancipazione.

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Comments

  • Giorgio Bianchi

    Luglio 5, 2021 at 15:41
    Reply

    Ci sono tante domande in questo lungo racconto, domande per lo più senza risposte. Io non amo le risposte perché ognuno ha le sue, preferisco […] Read MoreCi sono tante domande in questo lungo racconto, domande per lo più senza risposte. Io non amo le risposte perché ognuno ha le sue, preferisco le domande senza risposta. E' soltanto inseguendo domande senza risposta che la si può infine trovare e non sarà una spiegazione, un discorso, sarà un fare che ci permetterà di scoprire chi siamo, perché noi non siamo quello che pensiamo o che diciamo, siamo quello che facciamo. Ho amato questo lungo racconto già dalle prime pagine. Certi passaggi mi hanno fatto urlare dentro. Le sue pagine esprimono una profonda sacralità e di fronte al sacro le parole rischiano di banalizzare tutto. Meglio il silenzio, un silenzio in cui possano germogliare nuovi percorsi. Read Less

  • anna paola maga

    Dicembre 30, 2020 at 14:33
    Reply

    meritevole di lettura

  • Paola Ivaldi

    Dicembre 30, 2020 at 13:38
    Reply

    Così bello scoprire che le mie pagine vanno verso i "palpitanti cuori lontani"... Grazie per questa generosa recensione.

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