Titolo: Psygothic vol.1
Sottotitolo: Una vita da maniaco
Autore: Fabio Gagliardi
Editore: Pathos Edizioni
Pagine: 150
Prezzo: € 16,00
Uscita: 28 febbraio 2026
Recensione
“…il puro virtuosismo tecnico a Victor non era mai interessato, così come il gusto del bello-per-il-bello. Gli interessava chiunque avesse qualcosa di inedito e inaudito da esprimere coi mezzi di cui disponeva”
Fabio Gagliardi ci propone il primo volume di una trilogia. Il titolo è “Psygothic” col sottotitolo, molto particolare e curioso: “Una vita da maniaco”. Voglio tranquillizzarvi subito: un maniaco nel senso più letterario e meno giudicante del termine È stato presentato al Salone del libro di Torino del 2026 dalla sua casa editrice “Pathos Edizioni” che ha sempre una grande cura sia dei libri, che dei suoi autori.
Il romanzo è breve, ma anche parecchio intenso ed originale. Il protagonista è Victor e il suo rapporto con la figura femminile che è sempre stato quanto mai controverso.
Nel libro si racconta molto del suo comportamento con il gentil sesso, dei suoi pensieri, dei particolari sentimenti verso di loro, delle emozioni di diverso tipo che scaturiscono in lui. Egli ha sempre avuto un senso di inferiorità verso di loro; infatti, le ritiene intellettualmente superiori agli uomini, ma fino a quando non esagerano nel voler dimostrare la loro superiorità.
“Psygothic” spinge molto sul rapporto uomo/donna e ne parla diffusamente attraverso appunto Victor, quindi tra pregi e difetti, tra superiorità e inferiorità si procede nella lettura e negli avvenimenti. Egli, inoltre, ha giustamente come tutti, i suoi gusti, le sue preferenze.
Tra le varie donne, egli conosce, per esempio, Nadia. Il dialogo tra di loro è un punto di partenza e pare comunque fondamentale. Per fortuna, aggiungo io. La chiacchierata, anche su temi importanti, si dilunga e cambia diventando più leggera ed intrigante. Ho trovato davvero particolare il modo di Victor di comportarsi con le donne, oltre con Nadia, pure con Consuelo, un’altra ragazza che incontra e che risulta essere particolarmente gelosa.
Non sto, ovviamente, a raccontarvi nei dettagli, ma il libro svela questo rapporto uomo/donna, prendendo Victor come punto di partenza e di “analisi”, ma devo ammettere che anche le figure femminili hanno le loro particolarità e caratteristiche più o meno positive.
La scrittura di Fabio Gagliardi è sì scorrevole, ma a tratti anche intrigante, parecchio tagliente e psicologicamente stimolante. Egli ci trascina dentro un corridoio mentale dove ogni porta conduce a un diverso livello di inquietudine.
Circa il ritmo, alterna momenti maggiormente lenti, quasi ipnotici, ad improvvise accelerazioni che sono simili ad un montaggio cinematografico. Inoltre, ho notato che c’è, a mio avviso, abbastanza introspezione, una parte che apprezzo sempre quando la trovo nei libri.
Se volete leggere un genere che vi stupirà, vi farà riflettere specialmente sul rapporto uomo/donna e con un protagonista assai particolare, allora “Psygothic” fa al caso vostro.
Qui sotto l’incipit del prologo:
“Nei pensieri di Victor, nella sua storia, di perfetto c’è davvero poco. Di nitido, ancor meno. Ma tra le poche cose che ho in comune con lui c’è che continuo a pensare, su tutto. Anche al fatto che io pensi troppo. Il pensiero sul mio stesso pensiero. So che ciò è piuttosto ridondante, un puro esercizio stilistico a livello mentale senza senso pratico, privo di un fine utile, ma non posso farci nulla. Mi interessa ciò che penso, tutto ciò che penso, solo ciò che penso. E ora mi interessa pensare a Victor e scrivere. Oltre a interessarmi, questi sono gli unici argomenti di cui io mi intenda realmente. Il mio eterno danno limitante è questo, è sempre stato questo. Poche competenze in generale. Vi chiederete chi sono io, col procedere del racconto, e a tempo debito lo saprete, per ora seguitemi e basta.
Come la persona di cui vi andrò a narrare, non posso neppure definirmi orgogliosamente un libero pensatore, perché di tutto quel che mi passa per la testa sono schiavo e quindi vittima io per primo…”
Trama
Victor è un uomo che nutre scetticismo verso le donne, grande perditempo all’università, la notte striscia tra le pareti dei locali dark. Trova soddisfazione soltanto nell’accumulare relazioni fugaci con l’altro sesso, basate sulla sopraffazione psicologica e la scarsa empatia, sia con la svampita Nadia che con la disinibita Consuelo. Incapace di stringere rapporti sinceri e di relazionarsi con la realtà, all’improvviso conosce la vera passione amorosa con la sobria e seriosa Veronica, attratta proprio dal suo disfattismo.
