Sylvia Plath. Il lamento della regina

Titolo: Sylvia Plath. Il lamento della regina

A cura di: Leonetta Bentivoglio

Editore: Edizioni Clichy

Collana: Sorbonne

Pagine: 125

Prezzo: € 7,90

Uscita: 12 settembre 2017

Oggi voglio proporvi una vera chicca come consiglio di lettura Si tratta di un libro dedicato ad un personaggio assolutamente parecchio interessante e molto famoso.

All’interno troverete anche diverse fotografie, in bianco e nero, che lo arricchiscono. Inoltre ci sono:

una ampia e dettagliata biografia,

diverse poesie ed informazioni

una ricca bibliografia.

«Non sopporto le cadute nel patetico. Niente patetismi, liberatene, decidi cosa fare e fallo»

 Trama

I molti tormenti biografici e lo spettacolare suicidio seguito alla fine del suo matrimonio hanno fatto di Sylvia Plath un vessillo del femminismo, relegandola in una gabbia ideologica che ne ha posto in ombra il valore di poeta. Ma è la sua poesia, profondamente oracolare e al di là del tempo, a sancirne il più autentico messaggio.

In questo volume, arricchito da un’accurata cronologia, da una bibliografia su quanto pubblicato di lei e su di lei in italiano, da numerose immagini poco note e da una selezione di alcuni suoi testi e interventi, Leonetta Bentivoglio, scrittrice e giornalista di Repubblica, ma qui prima di tutto «amante» e sentimentalmente quasi «specchio» della dolente femminilità e dell’arte di Sylvia, ne delinea a suo modo il profilo.

Scheda della curatrice:

Leonetta Bentivoglio è giornalista, scrittrice e curatrice di manifestazioni culturali in Italia e all’estero. Dall’inizio degli anni Novanta è inviato speciale di «la Repubblica», dove scrive di danza, musica e letteratura.

Tra i suoi libri figurano una storia de «La danza contemporanea» (Longanesi 1985) e un volume su «Il teatro di Pina Bausch» (Ubulibri 1991). Altri titoli: «Vieni, balla con me», ancora sul teatrodanza di Pina Bausch (Barbès 2008), «Corpi senza menzogna» (Barbès 2009), sul regista Pippo Delbono, e «Il mio Verdi» (Castelvecchi 2013), sui massimi interpreti verdiani del nostro tempo.

Nel 2003 ha curato il libro di Wim Wenders «Una volta» (Socrates), ripubblicato nel 2016 da Contrasto. Per Garzanti ha scelto e tradotto dall’inglese le short-stories di Thomas Hardy («I tre sconosciuti e altri racconti», 2006). Con Lidia Bramani ha firmato «E Susanna non vien – Amore e sesso in Mozart» (Feltrinelli 2014). Nel 2015 è uscita per Clichy un’altra monografia su Pina Bausch «Una santa sui pattini a rotelle».

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Comments

  • anna paola maga

    Maggio 1, 2020 at 8:41
    Reply

    una ""chicca"" davvero

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