Una felicità semplice

Titolo:  Una felicità semplice

Autrice: Sara Rattaro

Editore: Sperling & Kupfer

Collana: Pandora

Pagine: 243

Prezzo: € 16,90

Uscita: 20 aprile 2021

Recensione

“Una felicità semplice” è il titolo dell’ultima fatica di Sara Rattaro e, questa volta, è firmato da “Sperling & Kupfer”.

Come sempre, al suo interno, troviamo la vita sotto le sue varie forme, con i diversi eventi che la caratterizzano, oltre ai protagonisti rigorosamente umani, reali, veri.

In questo nuovo romanzo si respira, inizialmente, più sofferenza e maggior tensione per le sorti dei protagonisti, ma come in un puzzle occorre leggere capitolo, dopo capitolo per scoprire l’andamento egli eventi.

La particolarità di questo libro è che si alternano le parti in cui vengono narrate le due storie con la stessa protagonista, Cristina, ma con co-protagonisti differenti. Non voglio anticiparvi le motivazioni per non  togliervi la voglia di leggerlo, quindi non aggiungo altro.

Posso, però, segnalarvi che la scrittura dell’autrice è, come sempre, molto profonda, sincera e schietta. La sua penna scivola sulle pagine provocando nei lettori emozioni e sensazioni di vario genere.

 

Alcune parti, secondo me, hanno un ritmo maggiore di altre che risultano più lente, ma ciò è perché sono maggiormente riflessive. Attenzione quindi: lente, a mio avviso, non indica sempre noiose, infatti qui la noia non esiste.

I temi toccati sono diversi e tutti ben descritti. Alcuni di essi mi hanno coinvolto maggiormente, altri di meno perché ho un altro vissuto e non sempre mi è stato facile immedesimarmi. Posso però anticiparvi che, se da una parte si respira sofferenza e tristezza, (ebbene sì qualche lacrima alle persone più sensibili potrebbe scendere), dall’altra ci arriva una forte carica di energia, di forza interiore e di voglia di superare i problemi e le difficoltà.

Cristina si trova spesso davanti ad alcune scelte difficili e complicate, decisioni da prendere che possono cambiare la sua vita. Inoltre in vari momenti deve dimostrare, a se stessa e a chi ha intorno, di possedere quella dose di grinta per affrontare le avversità che la vita le propone.

I personaggi, ben descritti, riescono a tenere viva la nostra attenzione durante tutto il romanzo, grazie anche ai loro lati caratteriali ben distinti e variegati.

La storia si dipana tra passato, presente e futuro in modo scorrevole e cristallino. Rispetto a tutti gli altri romanzi di Sara Rattaro, l’ho trovato emotivamente un filo meno forte, meno incisivo, ma indubbiamente è stata una lettura costruttiva e piacevole. Inoltre, dalle pagine ci arriva la forza di lottare, di non lasciarci andare, ma di reagire per tornare a galla.

Se ami i romanzi intensi e profondi, ricchi di emozioni forti, compreso il dolore, ma anche la voglia di farcela, allora questo è il libro per te. Inoltre la penna di Sara Rattaro è sempre una garanzia.

Concludo, questa volta, con la quarta di copertina, perché nell’incipit c’è già un colpo di scena che non voglio anticiparvi:

“Mi ha risposto stringendomi a sé … forse nella speranza di allontanare da me – quella sensazione di essere una persona che aveva già avuto tutto, come se non meritassi questo amore, come se prima o poi dovessi sacrificarlo in nome di tutta la felicità che avevo già vissuto.”

Trama

Un giorno come tanti, Cristina entra in un negozio sotto casa per fare la spesa. Un saluto veloce all’ingresso, i gesti automatici di sempre, qualche pensiero per la testa. Poi, all’improvviso, un uomo la afferra alle spalle e le punta qualcosa alla schiena. E così quella commissione insignificante diventa un momento cruciale, uno spartiacque tra un prima e un dopo, o addirittura tra la vita e la morte.

Proprio in quell’attimo, ostaggio di una rapina, Cristina percepisce l’essenza di tutto, come se le si squarciasse un velo davanti agli occhi. E si vede per quella che è davvero: una madre che non ha ancora sanato la frattura profonda che la divide da sua figlia, e una figlia che non sa comprendere il desiderio di sua madre di rifarsi una vita; una vedova chiusa in un dolore indicibile, e una donna che crede di avere già amato abbastanza – forse, di non avere nemmeno più diritto alla felicità.

È un istante sospeso, tra mille variabili e mille possibilità: una fatale follia o un soccorso insperato; un futuro da cancellare o un nuovo inizio per rinascere. È l’incipit di un romanzo che sa sorprenderci e metterci in discussione a ogni pagina. Perché tutti noi, come Cristina, siamo sospesi tra occasioni che non sappiamo cogliere e scorci di felicità che ci fanno paura, tra mani che la vita ci tende e assi nella manica che potrebbero regalarci la mossa vincente.

Il destino potrà confonderci con i suoi percorsi imprevedibili, ma a salvarci sarà solo il nostro coraggio: quello di inseguire i nostri sogni o di concederci l’occasione di amare di nuovo.

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