Recensioni

US

Titolo:  US

Autore: Michele Cocchi

Editore: Fandango Libri

Collana: Weird young

Pagine: 320

Prezzo: € 17,00

Uscita: 28 maggio 2020

Recensione

“Us” scritto da Michele Cocchi è il secondo libro della collana Weird Young, nata da poco in casa “Fandango Libri”.

Inizialmente ero un po’ titubante circa l’argomento trattato, ma dentro di me sentivo che dovevo leggerlo. Infatti, dopo averlo iniziato, mi sono lasciato coinvolgere e trasportare dalle pagine di questo romanzo che è praticamente costituito da due storie: una (che ho trovato splendida) di Tommaso e della sua vita personale e familiare, l’altra che riguarda il gioco “Us” col quale il ragazzo passa il suo tempo e, grazie a cui, ha stretto forti amicizie con due ragazzi, nonostante tutto. Questa parte che riguarda il gioco l’ho trovata ben scritta, ma non essendo un appassionato di giochi online, pur ritenendola avvincente, non mi ha preso completamente.

Il fatto che lui non esca da casa da moltissimo tempo e circa il suo stato di salute ci fa riflettere, infatti è proprio il tema principale ed assolutamente molto importante di tutto il romanzo. Fino a che punto un giovane si chiude in se stesso, venendo inglobato in un gioco online tanto da chiudere fuori il mondo? Questa è una delle varie domande che sorgono durante la lettura di “US”.

Questo è un libro molto interessante e costruttivo che dovrebbe essere letto non soltanto dai giovani, a cui la collana si rivolge, ma assolutamente anche agli adulti, in particolare a chi è genitore, perché servirebbe molto a far luce su determinati comportamenti.

Pur non essendo un appassionato di giochi online, mi sono trovato interessato alla vicenda, specialmente per quanto riguarda la parte in cui si racconta dei suoi rapporti familiari, con la scuola e col resto della quotidianità. A mio avviso, sono meravigliosi i passaggi in cui entra in scena la psicologa per andare a casa del ragazzo a parlare con lui. Secondo me è stato ottimo il suo modo di porsi e di rivolgersi a Tommaso.

La critica che mi sento di fare al libro è proprio il fatto di aver dato poco spazio ai loro incontri, infatti avrei gradito molto se fossero stati maggiori e più ampi, perché ritengo che sarebbero stati utili, a tutti, proprio per il modo in cui si costruisce il loro rapporto.

Per il resto mi è piaciuto il rapporto di amicizia di Tommaso con gli altri due giovani, che si amplia strada facendo, ma non vi svelo in che modo. Molto significativa è la frase che compare in quarta di copertina:

“Credi davvero di non essere un eroe? Io ti dimostrerò il contrario”

Per quanto riguarda le descrizioni  in cui si racconta del gioco sono ben realizzate e realistiche, a volte forse anche forti.

La scrittura di Michele Cocchi è assolutamente scorrevole, profonda, incisiva e con la giusta terminologia. Inoltre è in grado di attirare l’attenzione di noi lettori, senza provocarci ansia, tensione o sensazioni varie dovute al difficile e complicato tema di cui tratta.

Le parti in cui si racconta dei rapporti di Tommaso con i suoi genitori, il fratello e la sorella sono memorabili, ben scritte ed appassionanti. Infatti sono i passaggi che ho gradito maggiormente e che mi hanno tenuto assolutamente incollato alle pagine. Secondo me sono molto significativi.

Tommaso si troverà ad affrontare diverse situazioni e prove che, a mio avviso, dimostreranno la sua crescita  interiore. Infatti egli maturerà strada facendo, seppure avrà ancora molto lavoro da compiere per poter tornare a vivere serenamente.

“Us” di Michele Cocchi è un romanzo importante perché tratta alcuni argomenti attuali e dà voce sia agli adulti, ma specialmente ai più giovani. Personalmente avrei accorciato le parti in cui si racconta del videogioco ed avrei dato maggior enfasi ed importanza ai rapporti quotidiani, seppure capisco bene che il libro è incentrato, ovviamente, sul gioco. Ho apprezzato la bravura dell’autore nel modo con cui ha proposto i temi importanti collegati alla situazione dei Tommaso: amicizia, legami familiari particolari, carattere del ragazzo…

Sono sinceramente contento e soddisfatto di aver letto “Us” perché mi ha permesso di entrare in contatto con un mondo a me non del tutto noto: quello dei videogiochi e dell’isolamento dal resto della società

Qui sotto vi riporto un breve passaggio:

“Che suo padre lo ascolti gli fa piacere, ma allo stesso tempo lo fa arrabbiare, perché sa che tutto ciò che lui e sua madre fanno ha un unico obiettivo: quello di tirarlo fuori dalla sua camera. Avrebbero dovuto interessarsi alle sue cose un po’ prima…”

Trama

Tommaso ha 16 anni e da 18 mesi non esce di casa, quasi non esce dalla sua stanza, è quello che gli psicologi chiamano hikikomori, letteralmente “chi si è ritirato, chi sta in disparte”.

Da un giorno all’altro, ha abbandonato il basket, la scuola, le sue passioni e ormai passa il tempo a guardare video di vecchie partite NBA e a giocare ai videogame. C’è un gioco in particolare intorno a cui organizza le sue giornate, è il suo unico appuntamento fisso.

Si chiama Us, noi in inglese: il gioco forma squadre da tre giocatori e le impegna in 100 campagne in un anno, una al giorno, vince la squadra che le completa per prima restando unita. L’avatar di Tommaso si chiama Logan e la sua testa è un teschio, insieme a lui giocano Rin che è una ragazza e assomiglia a un manga giapponese e Hud che sembra uscito da un videogame sparattutto. I tre non si conoscono, non possono parlare di sé, lo dicono le regole, ma diventano amici.

Us ogni giorno propone loro una missione “storica”, ogni giorno li mette dalla parte delle vittime o dei carnefici, dalla parte delle Farc in Colombia, dei nazisti in Germania, di Mandela in Sudafrica, ogni giorno devono capire come arrivare alla fine avendo sotto gli occhi i massacri del ‘900.

Ogni giorno avranno qualcuno da salvare e qualcuno da eliminare. La Storia però può essere feroce e comportarsi da eroi non sempre è possibile, ammesso che eroe sia chi esegue gli ordini.

“Us” di Michele Cocchi è un romanzo per lettori giovani e non solo, in cui la storia del ‘900 diventa azione e ci costringe a schierarci, una sfida in cui la missione ultima è imparare

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