Titolo: Cosenza
Autore: Alexandre Dumas padre
Traduttore: Enrico De Luca
Editore: Caravaggio
Pagine: 96
Prezzo: € 6.90
Data di pubblicazione: 23 giugno 2025
Recensione Un libro in soffitta su A Tutto Volume Libri
Assai pregevole questa “Delizia Letteraria” di Caravaggio Editore che reca la firma di Alexandre Dumas.
Parte integrante dei suoi racconti di viaggio, narra le gesta intraprese dall’ autore insieme all’ amico Jadin nella terra di Calabria, dilaniata da un violento terremoto nell’ ottobre del 1835.
Fu la tappa di un viaggio più lungo che toccò San Giovanni, Scilla, Vibo Valentia, Pizzo, Vena, Maida, Catanzaro e Rogliano.
Del tutto inconsapevoli della calamità occorsa ai cittadini di Cosenza, Dumas e l’ amico, stanchi e bisognosi di un letto comodo e di un pasto caldo, ripararono in questa città, chiedendo ospitalità presso l’ albergo del Riposo di Alarico.
In realtà avevano anche un compito da portare a termine ovvero la consegna di una missiva al barone Mollo, personalità di spicco del cosentino.
Qui incontrarono lo stupore del gestore della locanda che sconsigliò loro di pernottare nelle stanze, avendo la popolazione tutta cercato un rifugio nelle cantine dell’ albergo o in un accampamento di fortuna. Sprezzanti del pericolo i due scelsero di trascorrere una notte all’ interno della struttura…
Racconto degno di nota e di lettura, arricchito dai dettagli delle condizioni in cui versava la popolazione dopo il terremoto, senza distinzione alcuna tra popolani e aristocratici. La penna, vivida, impeccabile e superba di Dumas scaturisce anche da questo breve racconto, arricchito da illustrazioni in bianco e nero e accompagnato da un’ apprezzata mappa della Calabria del tempo.
Consigliata la lettura.

Trama
“Il mese d’ottobre, solitamente bello in Calabria, venne completamente sconvolto dal terremoto. Inoltre, per due o tre giorni, e mentre ci avvicinavamo a Cosenza, il terremoto divenne la causa o meglio il pretesto di tutte queste disgrazie che ci stavano capitando. […] Verso le due si scatenò il temporale che ci minacciava fin dal mattino: bisogna aver vissuto un temporale nei paesi del sud per farsi un’idea dello scompiglio in cui vento, pioggia, tuoni, grandine e fulmini possono gettare la natura.”