Imparare a parlare con le piante

Titolo:  Imparare a parlare con le piante

Autore: Marta Orriols

Editore: Ponte alle Grazie

Collana: Scrittori

Pagine: 250

Prezzo: € 16,00

Uscita: 11 giugno 2020

Traduzione: Stefania Maria Ciminelli

Recensione

“Imparare a parlare con le piante” ho deciso di leggerlo dopo essere stato colpito dalla sua trama e dall’argomento trattato. Ho pensato che fosse la lettura giusta e potente che cercavo.

L’autrice tratta il doppio dolore della protagonista, Paula. Infatti Mauro, la persona con cui è legata, prima di avere un incidente mortale, le confessa di averla tradita e di volerla lasciare.

“Io e Mauro siamo stati insieme per tanti anni. Poi, e solo per poche ore, non ci siamo più stati. È morto di colpo qualche mese fa, senza preavviso. Quando la macchina l’ha investito, ha portato via lui e tante altre cose.”

Il romanzo, in modo molto profondo ed intenso, ci racconta la vita della donna da quel momento in poi. Noi lettori assistiamo e percepiamo il suo dolore, la sua delusione ed il suo sconforto ed intanto la seguiamo nella sua quotidianità e nel rapporto con gli amici, con i parenti e con i colleghi. Questo  periodo della sua vita è assolutamente molto difficile. Lei, imperterrita, continua il suo lavoro con grande professionalità e competenza.

 “I giorni passano tutti uguali, incolori, inquisitori di questa nuova fase che pesa in modo indefinito. Lavoro molto, dormo poco, mangio meno e ricordo troppo. Tecnicamente non posso farci niente. Ho smesso di avere il controllo su me stessa.”

Il segreto circa la decisione di Mauro di lasciarla è ancora solo dentro di lei, nessuno sa, almeno per ora. Paula cerca di convivere con la sua doppia ed immensa sofferenza dimostrandoci la sua grande forza interiore ed il suo carattere. Tra lavoro, amici, familiari ed attenzioni amorose, capitolo, dopo capitolo si procede con la storia.

Inizia a prendersi cura delle piante e impara a coltivarle al posto di Mauro. “Imparare a parlare con le piante” mi ha conquistato, grazie alla scrittura dell’autrice che risulta sempre molto ben delineata e mai esagerata, infatti ho sottolineato diversi passaggi per me meritevoli di essere ricordati. Marta Orriols, infatti, non ha mai esagerato nel descrivere il dolore di Paula e non è mai caduta nel patetico, anche se il dolore della donna è assolutamente enorme, come del resto quello di chiunque abbia perso una persona cara. Infatti anche noi moriamo un po’ dentro. Ognuno affronta la sua sofferenza in modo diverso ed in questo caso assistiamo a come Paula gestisce il suo lutto, oltre al tradimento.

Verso la fine del libro c’è un bel colpo di scena. La struttura del libro è, a mio avviso, ben articolata e gestita. I capitoli si alternano, a volte, tra la vita attuale e presente di Paula con quelli del suo passato e del suo rapporto con Mauro. In tal modo Marta Orriols ci permette di capire meglio e maggiormente le due persone oltre  alla situazione.

Paula è una donna forte, che cerca di gestire i sentimenti che prova: sofferenza, delusione, odio… Per gli altri, specialmente per i suoi pazienti, c’è sempre, si dimostra molto disponibile ed attenta, invece per se stessa ha un lungo percorso da seguire per tornare ad amarsi ed a vivere la sua vita con un filo di serenità in più.

“Imparare a parlare con le piante” è sicuramente un romanzo delicato, commovente e toccante che affronta dei temi importanti e difficili e si nota la bravura dell’autrice nell’essere in grado di gestirli bene. Sono rimasto abbastanza colpito anche dal fatto che la sua scrittura, in alcuni momenti, è asciutta, non arida, ma senza fronzoli, diretta, limpida.

Questo romanzo lo consiglio a tutti, seppure non sia un libro allegro, ma al suo interno affronta argomenti importanti e lancia anche alcuni messaggi da tenere presenti.

Concludo col passaggio presente sulla quarta di copertina:

“Guardo dal letto la terrazza trascurata. A poco a poco sono morte tutte le piante. Come facevi, Mauro? Sicuramente non basta innaffiarle. Tu parlavi con loro. Non lo facevi apertamente, non lo facevi mai davanti agli altri. Dicevi che parlare con le piante era un atto intimo e trasformatore, un atto di fede per chi non crede nei miracoli. Mi alzo, respiro e aggiungo alla lista: <<Imparare a palare con le piante>>”

Trama

Barcellona, una coppia è a pranzo in un ristorante: stanno insieme da vent’anni e Paula sta per dire a Mauro che vorrebbe sposarsi e avere un figlio, ma prima che lei possa parlare, lui le annuncia che ha un’altra donna e la loro storia è finita. Poi si alza e se ne va, lasciando Paula sola e furiosa. Due ore dopo, una telefonata la informa che Mauro ha avuto un incidente appena fuori dal ristorante, ed è gravissimo all’ospedale. Paula non riuscirà e rivederlo vivo.

Il romanzo è l’elaborazione di questo lutto bifronte: il dolore per la perdita e la rabbia per il tradimento. Il lavoro di neonatologa in ospedale di Paula scandisce i suoi momenti di sconforto e il suo disperato bisogno di resilienza. Salvare le vite dei bambini la mette a contatto con il miracolo della vita e la sua fragilità. Sono tra le pagine più affascinanti del libro e fanno da contrappunto al flusso di coscienza di Paula, al suo dolore, ai suoi piccoli progressi verso la rinascita.

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