Intervista all’autrice: Sara Croci

Ciao lettrici e ciao lettori,

questa settimana vi propongo l’intervista a Sara Croci, autrice del libro “Il creatore di alibi” pubblicato da “Minerva Edizioni”.

Se volete recuperare anche la mia recensione, potete cliccare tranquillamente qui.

Intervista

1 – Chi è Sara Croci e che tipo di scrittrice sei?

Sono una persona molto curiosa, osservo tanto quello che mi circonda e tendo a immaginare oltre quello che vedo. Una persona, un luogo, una situazione possono diventare il punto di partenza per una storia.

Sicuramente il thriller è il genere che sento più mio e in cui riesco a esprimermi meglio. Allo stesso tempo, però, non mi piace l’idea di rinchiudermi in un unico genere. Amo spaziare, sperimentare e mettermi alla prova con storie anche molto diverse tra loro.

Credo che il filo conduttore sia l’attenzione che dedico alla psicologia dei miei personaggi, perché per me il mistero più grande resta la natura umana.

2– Come, o da dove, è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Il creatore di alibi”?

L’idea è nata dalla volontà di creare un progetto che potesse essere transmediale, quindi una storia capace di vivere attraverso linguaggi differenti. Da lì è arrivata l’idea del podcast, che nel romanzo ha un ruolo centrale e ho iniziato a costruirgli attorno una storia, mescolando immaginazione e una realtà che conoscevo da vicino grazie alla mia collaborazione con avvocati penalisti.

Il progetto ha cominciato poi a prendere forma quando l’ho fatto leggere a un mio professore. Lui ha visto del potenziale e mi ha messo in contatto con Sabina Guidotti, che è diventata la mia editor ed è stata una guida fondamentale durante tutto il percorso di scrittura. Io arrivavo dalla scrittura per il cinema, che ha regole e meccanismi molto diversi rispetto alla narrativa, quindi il suo supporto è stato prezioso per trasformare l’idea in romanzo.

Terminata la stesura, abbiamo presentato il progetto a Minerva, che ha deciso di pubblicarlo.

Quindi, Il Creatore di alibi è nato dall’incontro di linguaggi e mondi diversi e passo dopo passo ha trovato la sua forma in un romanzo.

3 – Mi descriveresti il tuo romanzo con tre parole?

Direi onesto, introspettivo e provocatorio.

Onesto, perché i personaggi sono reali, pieni di difetti, contraddizioni e zone d’ombra.

Introspettivo, perché il lettore non si limita a osservare e giudicare i personaggi dall’ esterno. Attraverso le loro scelte, il libro lo porta a interrogarsi anche su se stesso.

Provocatorio, perché affronta temi scomodi e controversi, sui quali non esistono sempre risposte assolute.

4 – Un pregio e un difetto dei due protagonisti: Edoardo e Amanda?

Come pregio di Edoardo sceglierei il carisma: ha la capacità di affascinare. Il suo più grande difetto, invece, è l’incapacità di mettere in discussione se stesso.

Amanda è estremamente empatica e l’empatia, spesso, è un’arma a doppio taglio. Per questo penso che sia, al tempo stesso, il suo più grande pregio e il suo maggior difetto.

5 – Come hai fatto ad ideare il personaggio di Edoardo?

Edoardo nasce dalla volontà di costruire un personaggio che fosse al tempo stesso vittima e carnefice, in cui la distinzione tra bene e male non fosse mai così netta. Volevo che incarnasse quella zona grigia attorno a cui ruota tutta la narrazione.

Sicuramente, è stato il personaggio più complesso da scrivere, ma anche quello di cui vado più fiera. La sua costruzione ha richiesto molta ricerca, oltre al confronto con una psicologa che mi ha aiutato  a rendere credibili diverse sfaccettature della sua personalità. Il mio obiettivo era creare un personaggio che il pubblico potesse condannare, ma che riuscisse, almeno in parte, a comprendere.

6 – Quali sono le tematiche trattate?

Il focus del romanzo è il rapporto tra vittima e carnefice. In particolare, ho cercato di analizzare i rapporti complessi e distruttivi tra individui narcisisti manipolatori e  persone che soffrono di dipendenza affettiva. La mia storia vuole evidenziare come i traumi possano plasmare la nostra personalità, predisponendoci al ruolo di vittima o carnefice, anche se il confine può spesso essere sfumato.

7 – Qual è, secondo te, il punto di forza del tuo romanzo?

Credo che il punto di forza del romanzo sia il duplice livello narrativo su cui viaggia la storia. Grazie al podcast di Amanda, Veins of Medness, la vicenda di fantasia si intreccia con le storie reali dei più efferati serial killer, che fungono da specchio alle azioni dei protagonisti. Questo continuo dialogo tra finzione e realtà mi ha permesso di affrontare tematiche attuali e controverse, rendendole più immediate e coinvolgenti per il lettore, senza rinunciare però a uno sguardo realistico.

8 – Che sensazioni hai provato durante la stesura del libro?

Quando scrivi una storia non sai dove ti porterà. Nessuno ti da la certezza che quello a cui stai lavorando diventerà davvero qualcosa. Credo che questa sia un po’ la maledizione di noi autori: crederci prima che lo faccia chiunque altro. Durante la stesura, quindi, non sono mancati i dubbi e la paura che tutto quel lavoro potesse non portare da nessuna parte. Allo stesso tempo, però, il mio bisogno di scrivere mi ha fatto mettere da parte l’ansia del risultato e ha lasciato spazio alla fantasia.

9 – Come ti descriveresti con tre aggettivi e quali passioni/hobby hai nel tempo libero?

Mi definirei riflessiva, diplomatica, creativa.

Amo la montagna, gli animali, lo sport. Apprezzo i momenti di tranquillità: una passeggiata a cavallo, un libro mentre fuori piove, una lezione di pilates o un bicchiere di vino con gli amici.

10 – Infine una curiosità: qual è stato l‘ultimo libro che hai comprato e/o letto?

L’ultimo libro che ho comprato è Furia di Alex Michaelides. Adoro questo autore e trovo che il suo modo di scrivere sia affine al mio.

Biografia

Sara Croci nasce a Milano. Dopo un’infanzia in città, a 13 anni si trasferisce insieme alla famiglia in Valtellina. Terminato il liceo, decide di partire per New York, dove passa un anno in un campus internazionale, esperienza che le permette di confrontarsi con culture e realtà differenti. Tornata in Italia, si laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità presso l’Università Iulm di Milano. Consegue un master in Regia e Sceneggiatura presso l’Accademia Nazionale del Cinema di Bologna. Dirige il suo primo cortometraggio Post it e collabora alla realizzazione del cortometraggio Lupercalia. Da sempre appassionata di narrazione, ha approfondito lo studio dei linguaggi cinematografici e letterari, esplorando il potere della scrittura in tutte le sue forme.

Grazie di aver risposto alle mie domande!

Alla prossima!!!

Gabrio

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