Il viaggio di Lillo verso la libertà

Titolo: Il viaggio di Lillo verso la libertà

Autore: Silvia Ruffinello

Editore: Pathos Edizioni

Pagine: 188

Prezzo: € 14,00

Uscita: 30 aprile 2019

Recensione

Per tutti gli amanti degli animali ed in particolare dei cani, questo libro sarà un pugno nello stomaco, e vorrei fosse una lettura anche per tutti coloro che pensano di essere estranei all’argomento.

“Il viaggio di Lillo verso la libertà” tratta un tema molto serio, importante e tristemente attuale.

L’autrice Silvia Ruffinello collabora con la sezione OIPA (Organizzazione Internaz. Protezione Animali) di Torino come volontaria nella raccolta di cibo per animali in difficoltà e vive con due beagle salvati da situazioni di degrado e sofferenza e con due gatti. Nel libro lancia un allarme ed un appello per fermare la sperimentazione sugli animali.

Nei vari capitoli ci illustra in modo molto dettagliato e ricco di dati, informazioni e notizie ciò che purtroppo accade a loro per colpa della sperimentazione. Da amante, in particolare, di cani e gatti, mi si spezza il cuore. Infatti non è stata per me una lettura facile, ma anzi molto dolorosa e difficile. Sono rimasto spesso impietrito nell’apprendere determinate notizie e modi di gestire la vita di questi esseri viventi.

Nel corso del libro vengono affrontati vari temi e, inoltre, viene raccontata l’esperienza del cane Lillo che, prima di entrare a far parte di una famiglia adottiva, ha sofferto moltissimo, passando situazioni molto difficili e problematiche. Il racconto dei giorni che ha trascorso prima di trovare un po’ di serenità è davvero molto angosciante e traumatica. Si percepisce, infatti, tutta la sua sofferenza.

Nelle varie pagine Silvia Ruffinello, come dicevo, ci illustra diverse notizie importanti, per esempio ci racconta nello specifico la vivisezione. Più avanti affronta, in un capitolo, il tema dei “Comitati etici” partendo dalla definizione.

Tra le varie pagine ci presenta anche due importanti figure: la prima è Susanna Penco che è una biologa e lavora come ricercatrice all’Università di Genova ci racconta che: “Da sempre sono obiettrice di coscienza verso la sperimentazione animale per due motivi: perché non ho alcuna fiducia scientifica in tale pratica, e perché provo un grande senso di pietà nei confronti di tutti gli animali, umani e non umani” e ci porta la sua testimonianza ed esprimendo il suo parere.

La seconda persona che l’autrice ci illustra è il professor Pietro Croce, scomparso nel 2006, che fu medico e ricercatore e qui nel libro si legge una suo passaggio circa le proprie idee riguardanti il tema della vivisezione che lui chiamò “errore metodologico”.

I capitoli successivi, alcuni abbastanza tecnici e molto dettagliati in fatto di informazioni, continuano a illustrarci sull’importante tema. Nella parte finale si entra, invece, più nello specifico nella vita di Lillo raccontando poi il suo arrivo nella famiglia adottiva.

Questo libro vi farà riflettere moltissimo, oltre a farvi arrabbiare per il modo in cui spesso sono trattati gli animali, inoltre, ahimè, vi farà soffrire per lo stesso motivo.

“Il viaggio di Lillo verso la libertà” è una toccante testimonianza ed un libro dettagliato sull’argomento della vivisezione che merita di essere letto perché porta a nostra conoscenza la triste e vera situazione.

Vi segnalo due cose importanti. La prima che, alla fine del libro, sono presenti delle tabelle aggiornate e diffuse sulla Gazzetta Ufficiale che riportano specie per specie il numero totale di animali utilizzati nel 2016 per la sperimentazione nel nostro paese.

Il secondo punto importante è che il ricavato del libro sarà diviso tra i “Ragazzi del 28 aprile” per sostenere le spese processuali dopo la condanna per aver salvato una settantina di cuccioli da Green Hill e l’associazione “Ratti e piccoli roditori della Collina dei Conigli Onlus” di Torino che salva e riabilita conigli e piccoli roditori reduci da laboratori e maltrattamenti.

Trama

Il viaggio di Lillo inizia in Francia, in un allevamento per beagle da destinare alla ricerca. Venduto a un laboratorio spagnolo, viene sottoposto a una sperimentazione sulla Leishmaniosi e, dopo molti mesi, alla fine del test si ritrova in “quarantena” all’interno di una struttura napoletana.

Da qui viene salvato e approda in canile all’età di quasi tre anni, i volontari di Enpa Monza lo curano, lo riabilitano e lo affidano ad una famiglia. Il viaggio di Lillo finisce in libertà.

Questo beagle ha sperimentato sulla propria pelle la ricerca dell’uomo che vuole sostituirsi a Dio. L’autrice racconta l’esperienza all’interno degli stabulari e la sua nuova vita come cane libero. Ora Lillo è felice ma non dimenticherà mai il suo passato fatto di prigionia e maltrattamenti.

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