La portinaia del 17

Titolo: La portinaia del 17

Sottotitolo: I segreti del Vieux Moulin

Autrice: Emma Cortesi

Editore: Fazi

Collana: Darkisde

Pagine: 197

Prezzo: € 17,00

Prezzo fino al 31/07/2026: € 10,00

Uscita: 23 giugno 2026

Recensione

“La portinaia del 17” dal sottotitolo invitante “I segreti del Vieux Moulin” è il romanzo giallo d’esordio di Emma Cortesi, anno 2001, pubblicato da “Fazi Editore”. È il libro del momento dell’estate 2026, infatti viene proposto ai lettori ad un prezzo speciale di soli 10 euro fino al 31 luglio. Inoltre, vi anticipo che è il primo di una serie con protagonista sempre la portinaia che lavora da parecchi anni al 17 di rue des Saules, nel cuore di Montmartre.

La vicenda parte dal mancato ritiro del quotidiano nella casella della posta di un abitante del palazzo che, in genere, secondo Berthe, questo è il nome della custode, è sempre molto meticoloso e puntuale nel ritirare la sua copia. Ciò fa insospettire Bertha e non poco, a tal punto che vuole vederci meglio sull’accaduto.

Si precipita davanti alla porta dell’appartamento del signor Gorin per capire se sta bene o no. Non sarà da sola in questo giallo intrigante e piacevole, ma verrà aiutata e coadiuvata dall’ex commissario Lefevre.

Il giallo è molto vivace, di gradevole lettura, non particolarmente alto; infatti, si legge velocemente, sia per il numero di pagine, sia perché l’autrice è riuscita ad invogliare i lettori a non staccarsi dalle pagine per saperne di più sulla vicenda.

Lo stile di scrittura di Emme Cortesi è particolare, mi ha colpito in alcuni momenti per delle frasi, che ho sottolineato, che sono parecchio incisive e puntualizzano assai bene il momento come se fosse un suo marchio di fabbrica. A volte inoltre utilizza frasi molto brevi, significative che colpiscono il lettore.

Il ritmo del giallo è piacevolmente sorprendente al punto di riuscire ad intrattenere con alte aspettative. “La portinaia del 17” è particolare anche per quanto riguarda il suo inizio che ho apprezzato moltissimo; infatti, l’autrice ha deciso di far stampare nella prima pagina il citofono con tutti i nomi dei personaggi e nelle pagine seguenti ce li descrive, brevemente, ma in maniera molto utile. Tutto ciò è sicuramente  caratteristico riuscendo a lasciare un segno positivamente.

L’indagine vede Berthe e Lefevre andare ad indagare di porta in porta per provare a capire e scoprire eventuali punti di svolta per incastrare il colpevole dell’assassinio di Gorin. In questo modo, sia loro, che noi lettori, entriamo nella vita dei diversi proprietari degli appartamenti e devo ammettere che ho trovato tutto ciò molto interessante e particolare.

A mio avviso è un romanzo tinto di giallo, che si legge molto tranquillamente senza temere dei colpi di scena da brivido e senza adrenalina, ma è pur sempre un romanzo gradevole che apre la serie con protagonista la portinaia del 17.

Qui sotto vi propongo del prologo:

“Parigi ha una sua maniera particolare di inghiottire il tempo. Nei vicoli silenziosi di Montmartre, tra una baguette an- cora calda e un caffè servito con noncuranza, le giornate scivolano via come in un film in bianco e nero, lasciando dietro di sé frammenti di vita quotidiana e segreti ben custoditi. Non si tratta di misteri fragorosi o grandi tragedie, ma di piccoli dettagli appena percettibili, quasi invisibili, che resistono tra le pieghe del giorno.

Al Residence du Vieux Moulin, in quell’inizio autunno del 2009, il tempo sembrava essersi addormentato. Il portone in legno massiccio scricchiolava ogni mattina con lo stesso lamento, le scale consumate accoglievano gli stessi passi, gli stessi saluti, le stesse piccole abitudini. Lì, le storie non si urlavano mai. Venivano mormorate tra le crepe dei muri, nei cigolii delle porte, nelle voci sussurrate dietro le tende. Ogni inquilino portava addosso il proprio ritmo, la propria maschera da indossare, il proprio passato da tenere al guinzaglio come un cagnolino vecchio e bizzoso che abita solo nei ricordi.

Poi, un mattino qualsiasi, o almeno così pareva, qualcosa si incrinò. Non fu un urlo, né un colpo di scena…”

Trama

Al 17 di rue des Saules, nel cuore di Montmartre, le giornate sono scandite da piccole abitudini e buone maniere, e la vita degli inquilini scorre lenta tra un pain au chocolat e due chiacchiere pacifiche davanti a un caffè bollente. Non c’è nulla che Berthe, portinaia dai capelli di neve, non sappia di loro. Così una mattina, quando per la prima volta in vent’anni Monsieur Gorin non ritira il suo giornale, la donna non ha dubbi: qualcosa non torna.

Decisa a seguire l’istinto e la sua inarrestabile curiosità, Berthe, aiutata dall’ex commissario Lefevre, s’introduce nell’appartamento al secondo piano dove vive Gorin. Dopo una macabra scoperta, la coppia decide di andare a fondo alla questione avventurandosi in un’indagine privata tra vecchi diari, teatri appartenenti a una Parigi lontana e misteriose fotografie, salendo e scendendo le scale del vecchio Residence che custodisce da sempre più di un segreto.

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