Messa in scena – Il commissario Incantalupo

Titolo: Messa in scena – Il commissario Incantalupo

Autore: Paolo Domenico Montaldo

Editore: Yowras Editrice

Pagine: 214

Prezzo: € 12,00

Uscita: 25 marzo 2022

Recensione

Con “Messa in scena” sono arrivato all’ottava indagine de “Il commissario Incantalupo”, scritto come sempre da Paolo Domenico Montaldo e pubblicato da “Yowras Editrice”.

Questo è il penultimo libro della prima serie. Queste indagini stanno conquistando, giustamente, sempre più lettori perché sono tutte appassionanti ed avvincenti. Infatti, lo stile di scrittura dell’autore è scorrevole, preciso e dettagliato, inoltre i personaggi sono ben caratterizzati ed ogni indagine riguarda un tema e un ambito particolare contraddistinguendosi dagli altri.

In questo caso, il teatro ricopre il ruolo del protagonista, infatti la storia è ambientata proprio qui.

Oltre a tutto ciò, c’è la storia d’amore tra Marianna ed Incantalupo che prosegue e che tanto fa sognare i lettori tenendoli incollati alle pagine, curiosi di scoprire che cosa accadrà tra di loro e se finalmente si sposeranno.

Come ho scritto nella recensione precedente, Marianna mi piace sempre di più perché la vedo migliorare caratterialmente e nel suo lavoro, si nota la sua grande crescita in tutto.

Oltre a lei ho un debole per Elvira, non so perché, ma me la immagino, ogni volta che interviene nelle indagini, e mi fa sorridere; anche in questo libro c’è stato un momento che ho avuto il suo viso davanti durante la seguente telefonata:

“Sono il commissario Armando Incantalupo” disse infervorato, “ho urgenza di parlare con il signor questore”.

“Io invece sono Elvira e la devo ringraziare per avermi caricato anche del cellulare del questore, come se non avessi abbastanza guai da risolvere”

“Non capisco”

“È stato lei a dire al questore che dovevo rispondere io alle chiamate per farlo stare più tranquillo, e allora adesso lei parla con me, qualsiasi brutta notizia o bellissima cosa abbia da dire”. Il tono era molto seccato e non sembrava per nulla conciliante.

E poi la loro telefonata continua in un crescendo che vi lascio scoprire. Tra lo scambio di battute, ci sono in corsivo i pensieri del commissario in cui l’ironia, come sempre, è presente in modo brillante. Ho adorato queste pagine, ve le consiglio!!!!

L’ironia, comunque, è sempre presente in tutto il libro ed è gestita nel modo migliore, regalando al lettore dei sorrisi durante la vicenda. Questi gialli sono, quindi, adatti a tutti, anche a chi non ama il genere, proprio grazie allo stile narrativo di Paolo Domenico Montaldo.

Per quanto riguarda il commissario come sarà fisicamente? La risposta è semplice e questa volta, grazie all’autore che ha soddisfatto, senza saperlo, la mia curiosità, ve lo dico:

“Armando Incantalupo era un uomo alto, dal fisico asciutto, con i capelli leggermente brizzolati, un cortissimo pizzetto e dei baffi altrettanto corti che gli davano un’aria, come dire da lupo…”

Più si procede nella lettura delle varie indagini e maggiormente ci si sente coinvolti e di famiglia con i diversi personaggi che, grazie all’autore, riusciamo a conoscere sempre meglio, sia fisicamente, che caratterialmente!!!!

Ed ora mi attende, prossimamente, la lettura della nona indagine per scoprire quale caso verrà affrontato, come proseguirà il rapporto tra Armando e Marianna e le novità circa la vita degli altri protagonisti.

Inoltre, si concluderà questa prima serie, devo ammettere di essere molto curioso. Vi farò sapere. Intanto voi iniziate a leggere i precedenti volumi a partire da “Risposta sbagliata”, per proseguire con “Un gesto inconsapevole”, “Garibaldi fu ferito” ecc…

Trama

In un piccolo teatro della città le prove vanno a rilento e manca solo una settimana al debutto. L’ultima drammatica scena viene sconvolta da un omicidio vero, davanti agli occhi di tutti. Anche questa volta le luci della ribalta investono Armando Incantalupo e il vicecommissario Santini che devono dipanare grovigli di pettegolezzi, mentre gli omicidi aumentano e i trabocchetti occhieggiano tra le assi del palco.

Dietro le quinte e nelle risposte si nascondono i segreti del presente e del passato, e le maschere non sono soltanto quelle che il drammaturgo ha scelto per coprire la verità. La pioggia fa da sfondo e da sipario alle vicende artistiche e umane di un piccolo gruppo di sognatori di cartapesta e alla storia d’amore del commissario che, dopo qualche inciampo, troverà la sua giusta strada.

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