Titolo: Proprietà privata
Autrice: Julia Deck
Editore: Prehistorica Editore
Collana: Ombre lunghe
Pagine: 180
Prezzo: € 17,00
Uscita: 9 maggio 2025
Traduzione: Lorenza Di Lella, Francesca Scala
Recensione
“Proprietà privata” è il secondo libro di Julia Deck che “Prehistorica Editore” propone al pubblico italiano dopo “Sigma”, che ho letto e di cui potete trovare la mia recensione cliccando qui. Tra i due romanzi ho nettamente preferito il suo ultimo lavoro.
La storia è molto particolare e ricca di spunti sui quali riflettere e confrontarsi. Al centro ci sono alcune famiglie che vivono nelle loro proprietà private, vicino le une alle altre. Leggendo il libro si scopre quanto queste persone siano curiose, pettegole e anche abbastanza cattive. Ma non è tutto. Infatti, c’è, a mio avviso, anche una certa dose di ironia che l’autrice ha voluto per movimentare maggiormente la storia e le vicende.
Le descrizioni sono state scritte in maniera schietta e lucida, le ho apprezzate parecchio perché mentre leggevo, riuscivo ad avere davanti a me le varie scene e le persone in azione. Ovviamente l’inizio del libro mi ha sconvolto, ho chiuso per un attimo per poi, dopo essermi fatto forza, riaprirlo e proseguire la lettura. Non vi anticipo il motivo, lascio a voi scoprirlo.
La scrittura di Julia Deck l’ho trovata pungente, molto incisiva e decisamente coinvolgente tanto da incuriosirmi man mano che proseguivo nella lettura.
Nella storia troviamo diversi “ingredienti” che stimolano la nostra curiosità e la voglia di saperne di più, al punto da far fatica a smettere di leggere. Tra questi vi segnalo la presenza di molti segreti per quanto riguarda i protagonisti e i vari personaggi che sono coinvolti nella storia. Tutti, a mio avviso, sono comunque dotati di una certa dose di cattiveria, di cinismo, di invidia, di mistero. Non sono persone simpatiche e forse, proprio per questo motivo, hanno stimolato in me un maggior interesse verso i fatti e il desiderio di sapere come si sarebbero poi svolti e conclusi.
Inoltre vi segnalo che, all’interno di “Proprietà privata”, ci sono molti colpi di scena che rendono la lettura assai scorrevole, avvincente ed appassionante. Grazie a tutto ciò chi ci guadagna è il ritmo della storia che è bello vivace e parecchio movimentato, tanto da non permettere al lettore di annoiarsi, ma lo tiene in balia dei vari avvenimenti.
I personaggi sono carismatici e ben descritti, hanno i loro caratteri ben affilati ed incisivi, inoltre alcune scene, nonostante tutto, mi hanno strappato un sorriso, proprio perché mi immaginavo le persone davanti agli occhi e il loro modo di agire, le loro espressioni. Per esempio, la protagonista Eva e la vicina Annabelle danno vita a delle scene spettacolari.
In “Proprietà privata” c’è pure una dose di mistero e di giallo, con relativa indagine che scuote gli abitanti delle case. Eva è sempre parecchio agitata, agisce in modo spesso frenetico, a volte sembra una pazza, mentre Annabelle trasuda cattiveria da tutti i pori, ma non è l’unica ad essere così; infatti, Eva e suo marito Charles non son da meno. Inoltre Eva come tutti, ha un suo intrigante segreto.
Posso quindi affermare che in questo romanzo di Julia Deck ne accadono “di tutti i colori” e devo ammettere che è stato per me un vero piacere leggerlo, mi sono appassionato, seppure alcuni passaggi siano riusciti ad irritarmi e a farmi addirittura arrabbiare perché hanno toccato un argomento a me caro.
A questo punto non mi resta che promuovere assolutamente questa lettura e consigliarvela se siete appassionati di personaggi sopra le righe, di cattiveria e di pettegolezzi che serpeggiano nelle varie villette vicine, di mistero e di segreti vari, senza dimenticare il giallo che arriva come una ciliegina sulla torta.
Qui sotto vi propongo l’incipit del secondo capitolo…ebbene sì, questa volta non vi svelo l’inizio della storia altrimenti scoprireste come mai ho chiuso per un attimo il libro, per farmi forza, per poi riaprirlo e continuare la lettura.
“All’inizio il fatto che tu non guidassi più non mi aveva impensierito. La nostra macchina sonnecchiava nel garage del palazzo dove abitavamo. A Parigi non ne avevamo bisogno per spostarci. Poi ho capito che non era solo una questione di comodità. Avevi deciso che non ti saresti mai più seduto al volante.
Quanto ai trasporti pubblici, neanche a pensarci.
Avevi cominciato a evitare i tragitti troppo lunghi in metropolitana, col pretesto che cambiare a Châtelet o a Montparnasse era oggettivamente scomodo. Dopodiché avevi messo una croce sulla metropolitana tout court. Avevi letto un articolo che dimostrava che sotto terra l’aria era più inquinata che sulla circonvallazione. Morire per asfissia non era certo la tua massima ambizione…”

Trama
“Era tempo di comprare. La nostra scelta cadde su un piccolo comune in pieno slancio, sicuri di fare un buon investimento. Già svariati mesi prima di traslocare avevamo preso le misure dei mobili. Non vedevamo l’ora di vivere finalmente a casa nostra. E forse avremmo potuto realizzare quel sogno se, una settimana dopo esserci insediati, i Lecoq non si fossero trasferiti dall’altra parte del muro.”
Annabelle, del resto, è la vicina indesiderabile, quella che non conosce pudore, che prende in prestito lo zerbino, che ascolta e spia, e che provoca un po’ tutti, soprattutto gli uomini. Con questa presenza invadente, unitamente a quella del gatto rosso dei Lecoq – che entra nella casa degli altri quando vuole – la vita che si preannunciava idilliaca diventa un vero incubo. Tanto che Charles Caradec, marito di Eva, la narratrice di questo romanzo crudele, non regge. Quando progetta di uccidere Pel di carota, la sua vita e quella di tutta la comunità degenera.