Devozione

Titolo: Devozione

Autrice: Charlotte Wood

Editore: Fazi

Collana: Le strade

Pagine: 247

Prezzo: € 18,50

Uscita: 13 aprile 2026

Traduzione: Manuela Francescon

Recensione

Charlotte Wood è autrice di tre saggi e di sette romanzi, di cui l’ultimo si intitola “Devozione” ed è stato pubblicato dalla casa editrice “Fazi Editore”.

La storia è molto lineare, con alcuni piccoli colpi di scena che avvengono durante la lettura. La protagonista, della quale non si sa il nome, esausta e bisognosa di solitudine, lascia sia casa sua e suo marito, sia il lavoro per dirigersi nel paesino dove è cresciuta, un salto indietro nel passato, per trovare posto in un piccolo convento di suore cattoliche. Da lì c’è tutta la narrazione della vicenda.

Ho trovato la lettura molto tranquilla, a tratti pacifica, senza scossoni, ma comunque leggibile e mi ha intrattenuto. C’è stato giusto un colpo di scena maggiore che mi ha colpito, ma per il resto mi sono quasi rilassato leggendo i vari capitoli. La scrittura, indubbiamente, è la parte forte di tutto il romanzo, perché la vicenda non ha confermato le mie aspettative, ma non boccio “Devozione” perché, appunto, ha saputo regalarmi dei momenti di relax e di stacco dalla quotidianità e poi, grazie all’ottima penna di Charlotte Wood, mi è sembrato di essere davvero presente sui luoghi in cui si svolgevano le varie scene narrate, grazie ai ricchi dettagli, inoltre ho percepito i vari sentimenti, le diverse emozioni che si respiravano, in particolare dalla protagonista.

Inizialmente la storia è parecchio quieta, fatta di silenzi, rituali minimi e spazi vuoti, poi comincia a svilupparsi con qualche piccolo movimento, qualche novità che si insinua lentamente e ciò movimenta un pochino di più la vicenda. Le giornate della protagonista sono fatte di gesti ripetuti, lavori semplici, camminate, attese e lei non viene mai messa sotto accusa da nessuno, semplicemente ci racconta il periodo trascorso all’interno del convento, senza avere nessuno contro pure per quanto riguarda la sua scelta di scappare da casa sua lasciando tutti e tutto.

Ho trovato interessante anche il suo rapporto con la fede e con le suore dato che lei non è andata lì per la religione; infatti, non emerge il lato religioso, ma quello fisico che avviene con l’ascolto del corpo, dei suoi limiti, dei suoi bisogni primari. “Devozione” è un romanzo intimo, rigoroso e profondamente umano che ha al suo interno anche un lato psicologico che coinvolge il lettore.

Se volete leggere un libro con un ritmo lento, che richiede comunque attenzione e saper leggere anche tre le righe, con una protagonista assolutamente diversa dalle solite (già il fatto che non venga mai chiamata col suo nome fa riflettere), allora questo romanzo è per voi.

Qui sotto vi propongo l’incipit:

“Quando finalmente arrivo, sono circa le tre. Il posto ricorda un centro benessere degli anni Settanta oppure una comune ambientalista, ma non è accogliente. Lungo la recinzione e sui piccoli pali nei vialetti ci sono cartelli «VIETATO L’INGRESSO», «VIETATO PARCHEGGIARE». Un luogo di lavoro, non di divertimento.

Fermo l’auto in un angolo qualunque vicino a un recinto e resto seduta in macchina, nel silenzio.

Sulla strada per venire qui, mi sono fermata in città a far visita alle tombe dei miei genitori, per la prima volta in trent’anni. Mi ci è voluto un po’ a trovarle in quello che è stato chiamato “cimitero erboso”, ovvero una parte nuova separata con un’inferriata – perché, poi? – dal vecchio camposanto di paese con le sue file approssimative di lapidi e croci sbilenche. Il cimitero originario è sormontato da enormi pini neri; dai rami più alti gracchiano corvi e cacatua. La sezione erbosa invece è una distesa piatta e monotona, con file sinuose di brutte pietre tombali basse e di dimensioni identiche. Più ordinato, immagino (ma perché un cimitero dovrebbe essere ordinato?).

L’erba del nome è tutta secca e polverosa…”

Trama

Esausta e bisognosa di solitudine, una donna di mezza età abbandona il marito, gli affetti e il lavoro in una fondazione animalista senza avvertire nessuno. Fugge da Sydney per riavvicinarsi ai luoghi in cui è cresciuta e si rifugia in un piccolo convento di suore cattoliche nascosto nelle aride pianure dell’Australia rurale. Non crede in Dio, non sa cosa sia la preghiera e si ritrova a vivere questa strana esistenza solitaria quasi per caso. Nonostante ciò, il suo bisogno di pace e la sua ricerca di qualcosa di più grande che non sa ben definire la portano a scegliere di condurre proprio questa vita.

Le giornate assumono una cadenza lenta, scandite da piccoli rituali e gesti ripetuti. Mentre il tempo si dilata, gli avvenimenti del passato si riaffacciano alla memoria: fatti vissuti e rimasti incompresi che, finalmente, si dischiudono. Mossa dalla strenua ricerca di un miglioramento personale e dall’ambizione di diventare una persona buona, la donna si troverà però a dover affrontare una serie di eventi sconvolgenti che minaccia di interrompere la sua ritrovata quiete.

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