Ciao lettori e lettrici,
questa settimana l’ospite dell’intervista è Gianni Abbate, autore del libro “Palagione” pubblicato da “Scatole Parlanti”.
Inoltre, se volete recuperare la mia recensione, potete farlo tranquillamente cliccando qui.
Intervista
1 – Chi è Gianni Abbate e che tipo di scrittore sei?
Napoletano, sono attore professionista dal 1976. Mi posso quasi definire un figlio d’arte, perché un prozio era attore di Varietà. Per scelta vivo in compagna in provincia di Viterbo. Vengo dal teatro d’avanguardia, passato poi attraverso la tradizione del teatro napoletano, Luca De Filippo, Pupella Maggio e i fratelli Aldo e Carlo Giuffré, facendo anche cinema, televisione e radio, per arrivare poi alla scrittura e al mio teatro. Ho all’attivo trenta testi teatrali, due romanzi, due raccolte di testi poetico/teatrali, per disegnare un mondo alla fine del mondo, “Ballate sul mondo” ed ultima uscita “Abracadabra”, 51 brani di cocente attualità.
Ho avuto riconoscimenti nazionali come una segnalazione del premio IDI, vincitore del premio Teatro di parola indetto dal Comune di Genova e II classificato al Napoli Drammaturgia in Festival. Poi c’è il lavoro sul territorio del viterbese. Dal 1999 al 2019 sono stato direttore artistico dell’Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina, ho collaborato con il Teatro di Roma, ho creato e diretto il Teatro dei Calanchi a Lubriano VT, ed ho ideato diverse rassegne come quella per il Sistema museale del lago di Bolsena Museion. Durante il periodo del lockdown ho aperto il Podcast del Teatro Null su Spreaker, dove si può trovare la mia riduzione radiofonica de “I promessi sposi” a puntate e altro ancora.
Che tipo di scrittore sono? Posso dire che mi piace sperimentare ogni genere di scrittura: teatro, romanzo, racconto, poesia, la mia matrice teatrale la si ritrova, comunque, in tutto quello che scrivo.
2 – Come, o da dove è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Palagione”?
Volevo scrivere la storia di due fratelli, Gabriele e Cesare, con due scelte diverse di vita. Uno rintanato in campagna, l’altro che vive in città, a Roma, vita metodica, grigia e senza slanci, ma sebbene così diversi fra loro, all’apparenza, hanno in comune l’incapacità di amare, di avere un contatto profondo, che a ben guardare mi sembra essere il male del nostro tempo. Avendo io vissuto per tre anni a Volterra, un posto forte, magico, un po’ come un’isola sperduta in mezzo al mare, ho pensato di collocare lì Cesare in un casolare in campagna.
3 – Mi descriveresti il tuo romanzo con tre parole?
Un flusso di due coscienze.
4 – Un pregio e un difetto di Gabriele e di Cesare?
Gabriele: proviamo con onesto, difetti tanti uno su tutti la paura, la paura di rischiare nella vita.
Cesare: Un pregio è sicuramente una mente acuta e fantasiosa, come difetto invece il blocco emotivo.
5 – Ci racconti qualcosa in più di loro?
Gabriele è metodico, ordinario, zero slanci, non ha mai rischiato e si è inaridito. Gli rimane solo un lontano ricordo di quello che avrebbe potuto essere se nel corso della vita avesse avuto il coraggio di fare scelte diverse.
Cesare è introverso, radicale nelle scelte, non accetta compromessi, segue d’istinto le sue scelte senza paura. Ama la solitudine, la natura, le sue passioni sono leggere e scrivere.
6 – Quali sono le tematiche trattate?
Il romanzo si basa da una parte sui ricordi dell’infanzia che scaturiscono dal flusso di coscienza di Gabriele. Una storia di una famiglia, forse come tante, dove i fratelli hanno caratteri e ambizioni diverse. Famiglie dove le dinamiche sono più o meno le stesse, il figlio preferito, le invidie, i rancori, le incomprensioni, le distanze. Poi c’è il viaggio, anche metaforico, che ti porta a conoscere te stesso e gli altri.
7 – Qual è, secondo te, il punto di forza del tuo romanzo?
Come in un noir è la forte tensione che ti dà la voglia di andare avanti, non per scoprire un assassino, ma per scoprire che fine ha fatto il fratello Cesare, chi è adesso e cosa succederà quando i due fratelli si incontreranno.
8 – Quali sensazioni hai provato mentre scrivevi questo romanzo?
Ho provato inquietudine, molta inquietudine. Andando a scavare dentro di me ho trovato aspetti che non conoscevo.
9 – Come ti descriveresti con tre aggettivi e quali passioni/hobby hai nel tempo libero?
Curioso ma allo stesso tempo pigro e per finire estroverso.
10 – Infine una curiosità: qual è stato l‘ultimo libro che hai comprato e/o letto?
“La tentazione di essere felice” di Lorenzo Marone, molto bello.

Grazie di aver risposto alle mie domande!
Gabrio