Intervista all’autore: Marina Carré

Ciao a tutti e bentornati !

La protagonista dell’intervista è questa volta Marina Carrè autrice del libro “Possiamo, sempre, essere felici” edito da “Pathos edizioni”.

Se volete leggere la mia recensione potete cliccare qui.

Biografia

Marina Carré è nata a Torino il 29/8/48, è una Pedagogista

che ha consolidato la sua formazione con esperienze di Psicodramma Analitico, Espressione Corporea, Teatro, Danza. Ha insegnato, ha prestato consulenze pedagogiche, e incontri di Interlocuzione, ha pubblicato articoli, ha collaborato alla stesura di testi inerenti all’Educazione alla Salute. Ha proposto, all’interno dell’attività d’animazione per anziani Argento Vivo della Circoscrizione 2 di Torino, il progetto Io Sto Bene e Tu? che comprendeva: Conferenze d’Educazione fisica e mentale, Gruppi d’autoaiuto, Sportello d’accoglienza e d’ascolto individuale, Laboratorio Corporeo all’interno del quale ha avviato il gruppo di teatrodanza EXPRESmaturaMENTE. Attualmente collabora con l’APS Formeduca. Nel corso degli anni ha ascoltato i racconti di tante persone scontente, ma è convinta che sia sempre possibile essere felici, perché questa condizione è insita in ognuno di noi.

Intervista

1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Possiamo, sempre, essere felici”?

Ho meditato a lungo sul tema della violenza, soprattutto nei confronti delle donne, ho organizzato per l’ANPE Piemonte convegni sulla trasformazione delle offese in crescita, sulla resilienza. Queste attività mi hanno condotto a spostare l’attenzione dall’impatto che un evento traumatico ha sulle persone, alla possibilità di mutarlo in occasione di cambiamento, a partire da una maggiore consapevolezza di sé. Volevo parlare di opportunità, di trasformazione, di vittoria, perché la formazione, negli anni passati, soprattutto quella rivolta alle ragazze, educava al sacrificio, al dovere, alla rassegnazione, non al diritto alla felicità. Ho sentito molte donne anziane dire: “io non so che cosa vuol dire volermi bene” di conseguenza queste persone non concepiscono l’idea di avere il diritto di essere felici.

Io ho provato a lanciare un messaggio pedagogico, sperando di suscitare un desiderio di trasformazione.

2 – Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

 Il mio libro è pedagogico, essenziale, profondo

3 – Ci puoi raccontare qualcosa in più del ciclamino?

Il ciclamino è una pianta perenne che mi ha sempre affascinato. Trovo che il suo fiore sia un simbolo fantastico di resilienza, inoltre racchiude in sé un senso di vita e di morte, infatti il ciclamino era utilizzato per augurare fertilità, ma in realtà è venefico per l’uomo. Se il fiore è impollinato, il suo frutto a capsula, pieno di semi, dà vita a nuove piantine, e questo mi fa pensare all’eternità, al pensiero buddista che ci insegna che è possibile vivere vita dopo vita.

4 – Come hai fatto in poche pagine ad essere cosi precisa, chiara ed esauriente?

 La mia scrittura è il risultato di riflessioni che porto avanti da anni e di un lungo lavoro di rilettura, sfrondatura del testo, ricerca di un linguaggio musicalmente gradevole all’orecchio.

 5 – Quale messaggio in particolare vorresti arrivasse al lettore?

 Il mio messaggio è semplice: possiamo essere felici, possiamo volerlo, la felicità è un diritto di tutti.

6 – Puoi anticiparci se hai in progetto un altro libro?

 Sì, sto lavorando ad un libro dedicato ai miei nipoti e ad un giardino perduto. Vorrei che i bambini conoscessero situazioni, atmosfere della mia infanzia, che adesso non esistono più.

 7 – Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Sono creativa, giocosa (nel senso che mi piace giocare e mettermi in gioco), curiosa.

8 – Ci puoi raccontare, se c’è, un aneddoto sul tuo libro?

 Il mio libro è amato, tanto da essere tenuto sul comodino per poterlo rileggere all’occorrenza, almeno così mi dicono, e io ci credo e ne sono felice.

9 – Quali sono i tuoi autori e libri preferiti: puoi citarmene un paio?

Questa risposta è difficile; io ho amato e letto autori diversi, in fasi diverse della mia vita, cercando di leggere di ognuno più opere possibili ad esempio Pirandello, Austen (di lei ho letto tutto quanto era disponibile in italiano), Buscaglia, Hay, de Martino, Freud, Jong, Ikeda, Agnello Hornby, Watzlawick, Caboni, Ferrero. I due libri che ho amato di più in assoluto sono stati Il ramo d’oro di Frazer e Il piccolo principe di Saint Exupéry.

10 – Infine una curiosità: qual è stato il tuo ultimo libro che hai comprato e/o letto?

 Premesso che i libri li regalo ai grandi e ai più piccoli di famiglia per le feste e le ricorrenze varie, e che avendo 8 nipoti (io ho un figlio e il mio secondo marito ne ha quattro) che a loro volta hanno genitori, compro una decina di libri per volta e che oltre al contenuto io bado molto alle illustrazioni, di conseguenza sono libri da leggere, ma anche da ammirare, a parte questi, per me, ultimamente, ho comprato La forza della speranza di Esquivel e Ikeda.

Grazie di aver partecipato all’intervista

A presto !!!

Gabrio

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