Intervista all’autrice: Morgana De Diego

Ciao lettrici e lettori,

oggi vi propongo l’intervista a Morgana De Diego, autrice del libro “Bruciavano i sogni”.

Se volete potete anche recuperare la mia recensione cliccando qui.

Intervista

1 – Chi è Morgana De Diego e che tipo di scrittrice sei? 

Sono una millennial ancora precaria, ho lasciato il mio paese ormai più di dieci anni fa per inseguire i miei sogni e la mia carriera a Roma, dove attualmente vivo. Sono una scrittrice-lettrice che assimila ciò che legge e poi di getto scrive. La lettura è il carburante per le mie storie, non riesco a scrivere se non leggo e credo che le due cose vadano a braccetto.

Scrivo perché mi piace, ma soprattutto per necessità: spesso le storie che ho in testa prendono vita in modo ingombrante, i personaggi mi ronzano nella mente e a quel punto devo per forza mettere tutto su carta o impazzisco. Ci sono periodi in cui scrivo tanto e periodi in cui scrivo zero: dipende da quanto sono ispirata.

2– Come, o da dove, è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Bruciavano i sogni” e che posto è Villa Alba?

“Bruciavano i sogni” nasce dall’idea di voler raccontare alcune dinamiche umane come l’adultizzazione, le famiglie disfunzionali, l’elaborazione del trauma, il contesto provinciale. Volevo, inoltre, ribaltare alcuni schemi classici di un certo tipo di narrazione: il rapporto vittima-carnefice (non c’è un’unica vittima né un unico carnefice e anzi, spesso si è vittime e carnefici allo stesso tempo) e la protagonista martoriata che poi risorge dalle sue ceneri e diventa una persona modello. Non è sempre così, anzi, io credo che sia più realistico che chi ha subito un’infanzia difficile diventi un adulto irrisolto e disfunzionale. Sicuramente, anche il lavoro che faccio mi ha ispirata.

Villa Alba è un luogo immaginario. Per descriverlo mi sono liberamente ispirata a Villapiana, paese di mare in provincia di Cosenza dove ho passato gran parte delle mie vacanze estive quando ero piccola. Mi trovo meglio a basare le descrizioni su luoghi che conosco bene, mi sembra che restituiscano maggiore realismo alla narrazione.

3 – Mi descriveresti il tuo romanzo con tre parole?

Crudo, amaro, riflessivo.

4 – Un pregio e un difetto di Greta e di Elio?

Greta: non empatica. Elio: fragile.

5 – Ci racconti qualcosa in più di loro?

La Greta bambina è una bambina non amata, che diventa un’adulta incompleta. La Greta adolescente è piena di rabbia, ma è anche piuttosto rassegnata: vuole muoversi nell’ombra, fare quello che deve per assicurarsi la sopravvivenza. In effetti, queste cose sono già state dette nel libro; non saprei però cosa aggiungere di nuovo rispetto a quello che ho espresso, ti chiedo scusa :’).

In quanto a Elio, è stato amato ma l’amore non basta: quando vivi in un contesto di vulnerabilità e senza adeguato sostegno, diventi in automatico un minore a rischio. Elio non riesce a gestire la sua emotività, e c’è una scena tra le prime pagine che esplica bene la sua condizione e cioè quella in cui Greta dice di averlo visto in tutte le salse: sorridente, grintoso, “donnaiolo”… un ragazzo popolare, un duro. E poi, ha visto anche l’altra faccia della medaglia: l’Elio triste, che piange sul letto senza dare spiegazioni, nell’intimità della sua cameretta. Io credo che questa scena, seppur minore e piuttosto accennata, sia utile per esplicare quello che vivono molti ragazzi che, rispetto alle ragazze, fanno più fatica a entrare in contatto con la propria parte emotiva e a fare i conti con la tristezza e la debolezza. Elio non ce la fa, e quindi soccombe.

6 – Quali sono le tematiche trattate?

Come ho già scritto in una domanda precedente, l’adultizzazione, l’elaborazione del trauma, la dinamica vittima-carnefice, i bambini non amati che diventano adulti irrisolti, il contesto provinciale e poi ancora: il lutto, il rimpianto, l’amore tra fratelli, la tossicodipendenza, la dipendenza affettiva, l’adolescenza e la salute mentale.

7 – Qual è, secondo te, il punto di forza del tuo romanzo?

Il fatto che riesca a raccontare in maniera realistica e non romanticizzata alcune tematiche e alcuni vissuti che di romantico non hanno proprio niente.

8 – Ci racconti qualcosa di Clarissa?

La scrittura di Clarissa rimane volutamente vaga per una serie di motivi che adesso ti spiego. All’inizio, viene descritta attraverso la lente alterata di Greta. Poi, quando Greta comprende alcune cose, finisce per vederla in maniera diversa. Ma la vera Clarissa noi non la conosceremo mai, ed è giusto così. Nemmeno io che l’ho scritta sento di conoscerla a pieno, perché Clarissa è una persona evanescente, manipolatoria e che vive nutrendosi delle personalità altrui.

Un vampiro energetico, insomma. E infatti, se ben noti, il nome non è scelto a caso: “Clarissa” ricorda “Carmilla”, il nome della prima vampira della letteratura. Da un certo punto in poi, inoltre, Clarissa diventa una sorta di fantasma: appare, scompare. Adesso è qui, due minuti dopo è da un’altra parte. È anche questa una manipolazione, nonché un fenomeno studiato dalla psicologia moderna: il cosiddetto ghosting.

9 – Come ti descriveresti con tre aggettivi e quali passioni/hobby hai nel tempo libero?

Sono una persona empatica (al contrario di Greta), con un forte senso della giustizia e spesso sulla difensiva. Le mie passioni sono la lettura, la scrittura, le lunghe passeggiate nella natura, viaggiare quando posso ma anche guardare serie TV e film.

10 – Infine una curiosità: qual è stato l‘ultimo libro che hai comprato e/o letto?

L’ultimo comprato è stato “Falsa Partenza” di Marion Messina e l’ultimo letto è stato “Darkly” di Marisha Pessl.

Biografia

Morgana De Diego, nata a Lagonegro, (PZ). Ha conseguito la laurea triennale in Scienze dell’Educazione e la magistrale in Scienze Pedagogiche. La scrittura ha sempre fatto parte della sua vita: sin da piccola si diletta a scrivere racconti e poesie. Quando il padre le compra il primo computer, la scrittura tende ad aumentare ma, per un motivo o per un altro, i suoi file si resettano, spariscono o rimangono incompiuti. Con l’avanzare della tecnologia e l’invenzione dei Drive Morgana riesce finalmente a concludere i racconti, senza perderne neppure un rigo.

Grazie di aver partecipato all’intervista!

Alla prossima!
Gabrio

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