Intervista all’autrice: Paola Bonfanti

Buongiorno,

ho il grande piacere di proporvi, per l’intervista di questa settimana, Paola Bonfanti, autrice del libro “Laura e la lupa” pubblicato dalla casa editrice “Scatole Parlanti”.

Vi invito anche a recuperare la mia recensione cliccando qui.

Intervista

1 – Chi è Paola Bonfanti e che tipo di scrittrice sei?

Sono un libero professionista che si occupa di scrivere. Anche se sono giornalista da ormai più di trent’anni mi occupo di scrivere testi per ogni occasione: per siti, documenti aziendali, attività di formazione, post, podcast… Ogni ambito dello scritto ha le sue caratteristiche e le sue forme. Mi piace usarle un po’ tutte. Sono fortunata, la mia passione in un certo senso è anche il mio lavoro.

Quando scrivo cerco sempre di suscitare un pensiero, una riflessione, uno stato d’animo. Anche se ho poche righe e il tema è tutt’altro che profondo. La sfida è anche quella: dare contenuto, creare valore.

2– Come, o da dove, è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Laura e la lupa”?

Già ai tempi dell’università (ho una laurea in scienze naturali) il mondo dei lupi mi incuriosiva. Ho letto molto sulle dinamiche del branco che ribaltavano totalmente l’idea dell’uomo comune sull’animale “selvatico”. Quando ho adottato un lupo cecoslovacco ho capito che avevo per le mani un cane con tanto dna “lupino”; ho ripreso a leggere e a studiare l’etologia della specie, il modo di comunicare, la vita di relazione…

Un sistema organizzato di gerarchie e di solidarietà che mi ha fatto riflettere su come il “selvatico” sia, in fondo, meno animalesco di molti esseri umani. La cronaca di tutti i giorni offre quotidiani spunti di riflessione al riguardo. Da qui l’idea di mettere a confronto due organizzazioni, quella umana e quella dei lupi.

3 – Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

Imprevedibile, reale, rivelatore.

Imprevedibile, prima di tutto per me stessa. Ho studiato la psicologia dei personaggi che volevo nel testo e le loro interrelazioni. Ho riflettuto, mentre scrivevo, su quante maschere incontriamo durante la nostra vita e come ci sorprendiamo ogni volta che rimaniamo delusi da qualcuno.

Reale, perchè le storie umane succedono proprio nello stesso modo. Amiche che si comportano da migliori nemiche o viceversa, persone che pensano più all’apparire che all’essere e che si immergono nella vita e nel successo perdendo valori come gratitudine e solidarietà, uomini (inteso come esseri umani) che categorizzano molto spesso senza analisi, considerando la lupa feroce e l’uomo tranquillo.

Rivelatore, perché propone un punto di vista differente, quello della lupa, che cambia le dinamiche e rivoluziona il sentiment comune.

4 – Un pregio e un difetto di Laura e com’è in generale di carattere?

Laura è una donna che vuole apparire forte ma che invece è piena di insicurezze e fragilità. Vuole essere una buona madre, una donna indipendente, una donna che basta a sé stessa. Le basta però davvero poco per ribaltare ogni suo progetto di vita. Un pregio? E’ fiduciosa, ma forse questo è anche il suo difetto…

5 – Come mai hai deciso di mettere a confronto gli umani con i lupi?

Ho studiato come i lupi si proteggono, si aiutano, rispettano le regole del branco, hanno cura dei più piccoli e dei soggetti anziani. Un lupo non è mai solo e ha il sostegno di tutti coloro con cui vive. Viene chiamato selvaggio, feroce, aggressivo mentre il realtà segue un’organizzazione eccezionalmente efficace. E cosa dire dell’essere umano, invece? Non è forse selvaggio, feroce e aggressivo più di un lupo con i propri simili? Non serve essere psicologi per rendersi conto di quanto l’uomo possa essere cattivo, è sufficiente sfogliare le pagine di un quotidiano per rendersi conto che anche coloro che pensavamo “buoni” spesso recitano soltanto una parte.

6 – Quali caratteristiche spiccano dalla figura della lupa?

La solidità che deriva dalla sicurezza del proprio ruolo; il rispetto verso l’altro inteso come ogni componente del proprio branco, la volontà di protezione dei propri cuccioli e il grande senso di giustizia che solo la serenità di una vita in cui c’è piena condivisione di valori ed obiettivi sa dare. La lupa dovrebbe e potrebbe essere ognuno di noi.

7 – Quale messaggio in particolare vorresti che arrivasse al lettore?

Mai fidarsi delle apparenze. Come mi piace dire spesso “nessuno è come sembra”.

Mi piacerebbe che passasse il messaggio per cui è cosa buona, ogni tanto, cambiare punto di vista. Come diceva Prévert “Anche se non lo vedete di buon occhio, il paesaggio non è brutto. E’ l’occhio vostro, forse, che è cattivo”.

8 – Ci puoi raccontare un aneddoto in particolare?

Laura e la lupa è una delle tante storie che mi girano per la testa e di cui ho appunti nel mio computer. Non avrebbe mai visto la luce se mia mamma, volendomi fare un regalo per il mio compleanno non mi avesse intimato di “prendere qualcosa per te”. Io non amo comprare vestiti, uscire a cena o altro quindi trovare qualcosa “per me”, che mi piacesse davvero e non dovessi condividere con marito o figli non è stato facile,

Fino a quanto ho pensato che la cosa che desideravo davvero era poter capire quanto la narrativa fosse lontana dal giornalismo, quanto potesse essere complicato trasferire la storia nella mia testa con il testo della mia storia. Ho trovato un professionista e abbiamo iniziato un percorso insieme. E quando ho dovuto scegliere su quale storia mettere le mani non ho avuto dubbi. Laura e la lupa, in un certo senso, è stato il regalo di mia mamma.

9 – Come ti descriveresti con tre aggettivi e quali passioni/hobby hai nel tempo libero?

Sono sempre stata una secchiona e anche adesso mi piace molto leggere e studiare. Il fatto di essere molto curiosa a volte non mi aiuta, mi rendo conto che ci sono troppe cose che vorrei fare mentre il tempo è sempre poco…Leggere (mi vengono incontro gli audiolibri che mi accompagnano quando sono in auto), cucinare (la mamma romagnola mi ha trasmesso la passione della pasta fatta in casa), scrivere (avrò non meno di cinque o sei idee a metà che prima o poi mi deciderò a riprendere in mano). E poi ci sono la casa, la famiglia, il “mio” lupo (cane, ovviamente). Avrei bisogno di giornate di 48/72 ore solo per finire le cose che devo fare… Quindi, ricapitolando, tre aggettivi: secchiona, curiosa, creativa.

10 – Infine una curiosità: qual è stato l‘ultimo libro che hai comprato e/o letto?

Ho comprato “Le armi della luce” di Ken Follett che inizierò in questi giorni. Ho invece divorato “La Portalettere” di Francesca Giannone e in audiolibro “La casa degli sguardi” di Daniele Mencarelli di cui ho ascoltato subito dopo “Sempre tornare”.

Al momento sto ascoltando “Memoriale del convento” di José Saramago (Cecità è il mio libro preferito di tutti i tempi). Adoro la carta dei libri ma quando sono in auto alla musica preferisco un bel racconto

 Biografia

Milanese, nata il 21.12.1964, dopo la laurea in Scienze Naturali prende la strada del giornalismo divulgativo, collaborando con alcune importanti testate, fra cui Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Pubblicista, nel corso dell’attività professionale si occupa di comunicazione e ufficio stampa per diverse società e approfondisce le tematiche legate alla divulgazione educativa per i più piccoli, per i quali sviluppa diversi progetti. Attualmente si occupa di formazione e comunicazione.

Grazie di aver risposto alle mie domande!!!

A presto!
Gabrio

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