Titolo: Mortacci mia
Autore: Piero Salabè
Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Pagine: 376
Prezzo: € 20,00
Uscita: 11 aprile 2025
“Com’è possibile, Fabio, che il nostro mondo sia già finito, se la nostra vita non è neppure iniziata?”
Trama
Un conturbante viaggio agli inferi, in una Roma surreale, alla ricerca di un padre scomparso.
Pintor è un medico che ha lavorato tutta la vita al Policlinico. È un uomo dedito alla ricerca, innamorato della scienza. Un giorno, nella maniera più discreta possibile – abbandonando i suoi occhiali sul comodino – toglie il disturbo scomparendo nel nulla e lasciando i figli senza un perché. Mentre il resto della famiglia lo dà per defunto, Fabio e Lara non credono alla morte del genitore e decidono di cercarlo. Alcuni diari del padre indirizzano i due figli verso l’ospedale, nel frattempo chiuso e abbandonato. E se Pintor fosse proprio in quel Policlinico tanto amato, in qualche ala dimenticata, a portare avanti i suoi esperimenti? Fabio e Lara decidono così di avventurarsi tra laboratori sotterranei e padiglioni decaduti, in una città dei miraggi popolata di voci e visioni, dove i confini fra realtà, ricordi e immaginazione si fanno via via più labili.
Piero Salabè firma un romanzo toccante e profondamente umano, popolato da personaggi straordinari. Una storia poetica e di debordante inventiva che è un corpo a corpo serrato con la memoria, con il desiderio di mantenere in vita, a ogni costo e con ogni mezzo, chi non c’è più.
Incipit
“Ormai, le poche volte che tornava a Roma, non stava più in quel- la casa venduta e non passava neppure più nella via o nel quartiere. Dormiva in un albergo del rione Monti o da un amico di altri tempi, la cui vita era così diversa da non dare adito a nostalgie.
Neppure passava più per la zona del Policlinico, luogo caro a suo padre, dove oggi sorge il complesso termale di San Samael, la lussuosa spa alberghiera che si vanta di avere preservato i materiali storici, persino l’ocra degli intonaci. Da anni ormai erano crollati i ponti con quell’epoca. Nessun’agendina da sfogliare, nessun nome da chiamare. Gli bastava godersi le giornate di maggio a Villa Borghese, seduto su una panchina a piazza di Siena. Riusciva a stare là senza pensare a nulla. Il cielo terso lo aiutava a fare spazio dentro di sé. Quando trovava un giornale, lo sfogliava alla ricerca dei necrologi. Gli piaceva calcolare l’età dei defunti. La vita aveva assunto una leggerezza irreale, il passato si era sfatto, qualche anno prima, con un soffio di vento: una risposta mancata o una morte finalmente avvenuta.”

Biografia
Piero Salabè, nato a Roma nel 1970, dopo soggiorni a Venezia e Londra vive da trent’anni a Monaco di Baviera, dove ha insegnato all’università e lavora presso l’editore Hanser. Germanista e ispanista, autore di saggi sull’orientalismo nella letteratura tedesca, traduttore di vari poeti italiani in tedesco (Patrizia Cavalli, Milo De Angelis, Valerio Magrelli), scrive poesie, saggi e racconti e ha collaborato, fra gli altri, con “Lo Straniero”, “Die Zeit” e “Neue Zürcher Zeitung”. Presso La nave di Teseo ha pubblicato la raccolta di poesie Il bel niente (2019), tradotta in varie lingue.