Titolo: Presto verrò a prenderti
Autore: Alfonso Proietti
Editore: Rossini
Collana: Narrativa Rossini
Pagine: 203
Prezzo: € 15,99
Uscita: 31 maggio 2024
“Le vie dei maestri sono tre: la via dei messaggi, la via via della medicina e la via della guerra, e le tre vie si incontrano nei maestri. Essi sono tre, ma allo stesso tempo uno. Sono mortali ma non possono morire. Col vento, l’acqua e il fuoco comunicano con noi, uniti diverranno l’unico maestro.”
Il limite tra vendetta e giustizia è sottile, come quello tra e la determinazione e l’ossessione.
Trama
Il diario di un sacerdote tramanda a Megan, poliziotta statunitense in servizio in Italia, una missione che da subito mostra un inquietante legame con la vita personale della detective. La tragedia familiare di Megan ha attirato l’attenzione di entità potenti e crudeli, demoni liberati da un rituale interrotto, che da allora seminano terrore nel mondo, ma la poliziotta è decisa a risolvere i casi di omicidio legati ad Azazel e attraversa innumerevoli torture e orrori pur di trovare delle risposte.
Incipit
“Sono un sacerdote anziano, parlo spesso con criminali che cercano il perdono del Signore e che vogliono ripulire la loro coscienza, in un certo senso. Un paio di giorni fa però è successo qualcosa di strano.
Un detenuto, incarcerato da più di dieci anni, ha cercato me, per quanto io non conosca quest’uomo, né lui conosca me. Ne sono certo, perché sono stato trasferito in questo carcere tre anni fa, mentre quest’uomo si trova in isolamento da cinque.
Ho un presentimento e terrò fede a questa sensazione scrivendo questo diario. Riporterò per iscritto ogni scambio con questo detenuto e userò una telecamera, in modo da poter analizzare poi con calma le sue parole e le sue espressioni; d’altronde, quando la bocca mente il corpo rivela la verità.
Domani mattina condurrò la prima intervista.
Il detenuto con cui ho parlato stamattina ha ucciso più di dieci persone, perciò ero molto nervoso. Mentre lo aspettavo seduto e mi preparavo a riprenderlo, mi chiedevo che aspetto avrebbe avuto e immaginavo un uomo barbarico e oscuro.
Tuttavia, l’uomo che è entrato nella stanza ha tradito le mie aspettative. Il detenuto ha quarant’anni, il suo volto porta dei tratti molto mascolini e i segni evidenti di anni e anni di stress; ma, allo stesso tempo, il modo in cui si muoveva verso la sedia e il suo portamento trasmettevano una certa eleganza, anche senza aver fatto niente di particolare o di strano. Non so come descriverlo e tuttora, mentre riguardo il filmato, percepisco il mistero dietro tutta quella grazia infusa in movimenti così normali…”
Biografia
Alfonso Proietti (1999), cresciuto tra l’Australia e l’Italia, appassionato di arti marziali, che ha studiato nell’accademia del gran maestro Felix Leong, e di letteratura e cinema horror. Al suo esordio con questo romanzo.
