Quattro presunti familiari

Titolo: Quattro presunti familiari

Autore: Daniele Mencarelli

Editore: Sellerio

Collana: La memoria

Pagine: 294

Prezzo: € 16,00

Uscita: 13 gennaio 2026

“Il maresciallo Damasi e l’appuntato Circosta sono alle prese con il rinvenimento di uno scheletro nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina. Il nuovo romanzo di Daniele Mencarelli. Un enigma che svela un mondo nero, intriso di desiderio e nostalgia del potere, di forza e violenza, in cui si aggirano personaggi macchiati dalla colpa, intossicati da errori e sogni. In loro si annida la luce di un riscatto.”

Trama

Nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina, viene rinvenuto uno scheletro con qualche brandello di pelle. Questi poveri resti sono finiti nella macchia molti anni prima, solo la fatalità e le particolari condizioni ambientali hanno potuto salvaguardarli. A occuparsi del caso sono i carabinieri di Latina, nella persona del maresciallo Damasi e dell’appuntato Circosta, un giovane senza tante pretese né qualità, ma con una fame insaziabile di esperienza. Bisogna dare un nome a quelle ossa, per questo vengono convocate quattro persone, quattro presunti familiari. In tutto tre famiglie che hanno denunciato, in epoca compatibile con lo stato dei resti, la scomparsa di un loro caro.

Chi avrà lo stesso DNA recuperato dallo scheletro vincerà una lotteria lunga anni di speranze e ricerche vane. Potrà finalmente piangere il proprio congiunto sparito nel nulla. Daniele Mencarelli in questo romanzo fa qualcosa di nuovo e forse di inaspettato. Attorno a un enigma che agita nei personaggi parole segrete risvegliando spettri di dolori irrisolti, ci mostra un mondo nerissimo, intriso di desiderio e nostalgia del potere, di forza e violenza.

A raggrumarlo, a cementarne le fondamenta, c’è un’energia che viene da lontano, che mai è scomparsa e sempre si trasforma, cristallizzata nelle strade, nell’architettura, nella storia di una città, Latina, che per alcuni continua a chiamarsi Littoria. Un’energia che entra nei corpi e nelle menti, diviene pulsione odiosa, deflagrazione di virilità frustrata, gesto feroce e autorità implacabile, divisa d’ordinanza e consuetudine alla sopraffazione, scansione di ordine e gerarchia. In queste oscurità si muovono le anime che Mencarelli come pochi sa raccontare, figure macchiate dalla colpa, assuefatte alla disperazione, intossicate da errori e sogni. In loro si annida il tesoro più prezioso, la luce di una redenzione e di un riscatto, l’attimo folgorante in cui il male diviene verità, senza vincoli e coercizioni.

Incipit

“Il maresciallo Damasi a guardarlo sembra un sessantenne, uno di quei sessantenni risparmiati dal sovrappeso.

Non ricordo dove fossimo diretti, l’alba gelata rendeva la campagna industriale di Latina un deserto d’extra-comunitari e lampioni ancora accesi.

“Circosta, come trova un bar aperto si fermi che le offro cappuccino e cornetto. Oggi compio quarantanove anni”.

Accennai, almeno così ricordo, un sorriso.

“Auguri”.

Non tenni per me quella sorpresa, ne parlai per primo col brigadiere Liberati.

«Cazzo!». E rise come un pazzo, un pazzo che prova un piacere estremo per le disgrazie altrui. In meno di due ore tutta la caserma sapeva.

Liberati decise di fare scempio di quella sorpresa, trasformandola in materia per battute anche divertenti, sempre o quasi sempre a sfondo sessuale, ne sfornava a ciclo continuo.

Il maresciallo Damasi alla fine lo venne a sapere, fu un pranzo in mensa a dargli la prova materiale del mio tradimento…

Biografia

Daniele Mencarelli è nato a Roma nel 1974. La sua produzione poetica si afferma soprattutto grazie alla raccolta Bambino Gesù, Edizioni Nottetempo. È autore di cinque romanzi, tutti pubblicati da Mondadori: La casa degli sguardi (2018, premio Volponi, premio Severino Cesari Opera Prima, premio John Fante Opera Prima), Tutto chiede salvezza (2020, premio Strega Giovani, da cui è tratta per Netflix la serie omonima), Sempre tornare (2021, premio Flaiano per la narrativa), Fame d’aria (2023, premio Clara Sereni) e Brucia l’origine (2024, premio Ugo Riccarelli).

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