Titolo: Aureole e tigri dal mondo queer
Sottotitolo: racconti di un’altra letteratura
Autore: Franco Buffoni
Editore: Il ramo e la foglia
Collana: Racconti
Pagine: 166
Prezzo: € 16,00
Uscita: 24 ottobre 2025
Recensione
“La verità queer non chiede permesso: illumina ciò che la storia ha provato a nascondere.”
Franco Buffoni a ottobre 2025 è tornato in libreria, grazie alla casa editrice “Il ramo e la foglia” con un libro di racconti dal titolo “Aureole e tigri dal mondo queer”. La copertina colpisce per il suo fatto che assomiglia a un quadro e quindi l’ho trovata, fin da subito, molto affascinante.
Leggendolo ho potuto scoprire la scrittura dell’autore e il suo stile molto dettagliato, preciso, particolare. È un libro di racconti carico di informazioni, di notizie, di cultura che, indubbiamente, arricchisce chi lo legge. Inoltre, è sicuramente un volume necessario per studiare e imparare l’argomento. L’intento, mi è parso sia quello di mostrare come la letteratura, la storia, la cultura e molti altri temi siano attraversati da vite che troppo spesso sono state nascoste, censurate o raccontate solo parzialmente.
La struttura del libro è divisa in due parti. Nella prima sezione troviamo i temi legati alla formazione dell’identità, all’amicizia, all’amore e al rapporto con la società. Titoli come “Amicizia e amore”, “Gaye inconsapevolezze” e “Tre angosce e la scienza” fanno pensare un percorso che parte dall’esperienza personale per arrivare alla riflessione culturale, in cui potersi interrogare sulle modalità con cui le persone queer hanno dovuto costruire la propria esistenza in contesti spesso ostili, affrontando incomprensioni, sensi di colpa e pregiudizi.
La seconda, invece, ha la sembianza di una “mappa culturale internazionale” dove personaggi storici, letterari e artistici vengono riletti attraverso una prospettiva che non cerca lo scandalo o la provocazione, ma la complessità. Qui colpiscono diversi titoli importanti come “L’altro D’Annunzio”, “L’altro Saba” o “Baudelaire Coleridge Sereni anti-bullying”, che sembrano voler recuperare aspetti meno conosciuti di figure centrali della cultura europea. Questa scelta dell’autore è, a mio avviso, per far notare come la storia della letteratura non è mai neutrale, ma è il risultato di ciò che una società decide di ricordare e di ciò che preferisce dimenticare.
I racconti sono, quindi, diversi e di ampio genere che arricchiscono la cultura del lettore fornendogli nozioni che magari non conosceva prima. Le tigri che si citano nel titolo occupano uno dei racconti.
La scrittura di Buffoni si distingue per eleganza, precisione, chiarezza. Da poeta e saggista, l’autore possiede una notevole capacità di trasmettere le informazioni storiche, i riferimenti culturali e molto altro ancora.
Ogni racconto appare il risultato di un lavoro di ricerca accurato, ma ciò che colpisce maggiormente è la capacità di trasformare dati e biografie in una vera e propria narrazione.
Il volume, ovviamente, è rivolto a chi ama il genere, a chi è affamato di nozioni, di cultura e di scoprire anche qualcosa di cui non è a conoscenza; infatti, è un libro colto ma accessibile. Una lettura importante per chi ama la letteratura e per chi crede che la cultura debba avere uno spazio aperto nella storia.
Qui sotto vi propongo l’incipit:
“a) “L’amicizia è superiore alla parentela perché dalla parentela può venir meno l’affetto, dall’amicizia no”. Questa sentenza, tratta dal De Amicitia ciceroniano, mi sembra la più adatta per iniziare la riflessione su “What kind of friendship? Dal Bloomsbury Group al Maurice di E.M. Forster”.
Cerco anzitutto di sintetizzare su tre punti il concetto di civiltà culturale, declinandolo artisticamente. Perché i Poetae Novi, detti anche cantores Euphorionis o neoterici, nel I secolo a.C. a Roma, come Valerio Catone, Licinio Calvo, Furio Bibaculo, Elvio Cinna e sopra a tutti Catullo – potevano permettersi di ardere d’amore per Clodia, alias Lesbia, ma anche per Giovenzio, come nel catulliano Carme 48, cantando entrambe le attrazioni con la stessa intensità e la medesima dignità letteraria? Perché non si era ancora verificata l’irruzione di Saulo nelle lettere greche: un’irruzione apportatrice di istanze ebraiche tra cui quella che oggi definiamo omofobica…”

Trama
“Questo libro vuole essere anzitutto la testimonianza di un cinquantennale impegno, umile e costante, vòlto a dare dignità letteraria ad alcune istanze provenienti dal mondo queer. Perché, negli anni della mia formazione, quelli come me, a destra venivano considerati degli sporcaccioni, al centro dei peccatori, a sinistra una degenerazione borghese.
Non era così, naturalmente: la classe operaia, di quelli come me, ne contava tanti quanti le altre classi sociali, solo che stavano nel closet. Ma, come diceva Mario Mieli, bastava frequentare i vespasiani per rendersi conto di quanti proletari en battuage li frequentassero.
La situazione, almeno nel mondo occidentale, cominciò lentamente a cambiare con il Sessantotto, in un crescendo culminato il 17 maggio 1990 con la dichiarazione dell’OMS, che definì l’orientamento sessuale di quelli come me “una variante naturale dell’umana sessualità”. Dunque nessuna malattia, nessuna cura: nessuna terapia riparativa. Questi racconti sono stati scritti nella convinzione che qualche giovane possa trarre motivo di orgoglio e rinnovata dignità.”