Titolo: La mondina
Autrice: Silvia Montemurro
Editore: E/O
Pagine: 272
Prezzo: € 19
Data di pubblicazione: 8 ottobre 2025
Recensione Un libro in soffitta su A Tutto Volume Libri
Piccola, fragile, minuta Lena, nata e cresciuta in una risaia vercellese, venuta al mondo in una realtà troppo greve e malsana per il suo fisico esile.
Una donna-bambina, dal corpo gracile ma dalla forte determinazione a continuare il lavoro di mondina della mamma, prematuramente scomparsa.
Lì, con le gambe e le braccia immerse per ore in quel fango “traditore” che nasconde insidie di ogni genere, le sue delicate mani raccolgono instancabilmente il riso per “portare a casa” pochi spiccioli e cibo non sufficientemente nutriente. E come “ricovero notturno” quel pagliericcio umido a raccogliere le sue stanche membra quando cala il sole e non rimane neanche la speranza di un giorno migliore del precedente.
La Renza, responsabile di tutte le mondine, le ragazze come lei, destinate ad una vita grama e il cascinale sono il solo mondo che Lena conosce e la festa annuale del riso sull’aia è l’ unico momento in cui ci si può (forse) distrarre da una realtà così infelicemente vivida.
Lena, turbata da un rimorso che non le dà pace, persuasa dalla “gente perbene”, dai “signori” proprietari della risaia, accetta, suo malgrado, un trasferimento in quella città sabauda che dovrebbe offrirle gioia (termine a lei sconosciuto). Ma la malvagità e la perversione umana, l’ umiliazione e il ricatto si concretizzano nella forma più violenta e bieca…
Un racconto straziante, che lacera il cuore, ove si percepisce tutto il talento narrativo della Montemurro nel dipingere un quadro dal realismo spiazzante.
Una penna che si posa lieve sulla carta per dare origine ad un romanzo che difficilmente dimenticherete.
Intenso e delicato, crudo e soave al contempo.
Il personaggio di Lena conquisterà il vostro cuore.

Trama
1913, Lena è una mondina di quindici anni, orfana di madre e padre, che lavora in una risaia vicino al rione Cappuccini a Vercelli. Lena è isolata da tutti. La sua migliore amica Maria è appena morta e lei continua a darsi la colpa per quello che è successo. Anche il ragazzo di cui è invaghita, Tobia, non si dimostra poi così tenace nel corteggiarla, tanto che alla festa di fine mondatura attende invano qualcuno che la faccia ballare. Le si avvicina invece Grazia, la moglie del padrone, che la invita a passare un periodo da loro a Torino. Suo malgrado Lena accetta l’invito, ma non tarda a capire di essere bloccata in quella casa, dove il suo incubo ha inizio.
Il marito di Grazia, Fernando, inizia presto a farle visita di notte, e dopo poco rimane incinta. Nella casa capiscono tutti, anche Grazia. È proprio di Grazia la voce che fa da controcanto a Lena che, con un marito fedifrago e un matrimonio infelice, impossibilitata ad avere figli, si culla nel sogno di un bambino. E se in un primo momento ha pensato di adottare Lena, presto inizia a covare l’idea che possa diventare lei la madre del suo bambino. Lena inizia a sospettare che una triste fine la attenderà dopo il parto. Ad aprirle gli occhi, la aiuteranno la domestica, Severa, e una sua amica, Teresa Ferrero, operaia presso la manifattura Tabacchi di Torino e anche sciantosa, in arte Isa Bluette, la famosa soubrette.