Olga muore sognando

Titolo: Olga muore sognando

Autore: Xochitl Gonzalez

Editore: Fazi

Collana: Le strade

Pagine: 431

Prezzo: € 19,00

Uscita: 5 novembre 2024

Traduzione: Giuseppina Oneto

“Divertente, intelligente, fresco, Olga muore sognando è il romanzo d’esordio di Xochitl Gonzalez: premiato in patria da ottime vendite e recensioni entusiastiche, è una perfetta fotografia del mondo occidentale contemporaneo con tutti i suoi paradossi.”

Trama

Se c’è una cosa che Olga può affermare con certezza, è di aver fatto tutto da sé. Nata a Brooklyn in una rumorosa famiglia portoricana e presto abbandonata dalla madre che ha preferito darsi all’estremismo politico, si è conquistata un posto in un college esclusivo e oggi, a quarant’anni, è l’elegante wedding planner dei broker di Manhattan.

La sua vita pubblica è scintillante, ma a porte chiuse la situazione è molto meno rosea. Olga può orchestrare le storie d’amore dell’élite, ma fatica a trovare la propria; sa trasformare i capricci dei suoi clienti in necessità imprescindibili, ma quando si tratta dei suoi bisogni non azzecca una mossa. Come se non bastasse, insieme alla stagione degli uragani, la madre Blanca si riaffaccia prepotentemente nella sua vita dopo decenni di silenzio.

L’unica ancora di salvezza sembra essere l’adorato fratello Prieto: cresciuto come lei dalla nonna, è diventato un popolare membro del Congresso; anche lui, però, sta per essere travolto da una tempesta. Senza più punti di riferimento, alle prese con le sue ambizioni sociali, l’ombra della madre assente, le ingombranti radici portoricane e l’eterno bisogno di essere amata, Olga sarà costretta a fare i conti con i traumi dell’infanzia e a capire, una volta per tutte, chi è davvero. Divertente, intelligente, fresco, Olga muore sognando è il romanzo d’esordio di Xochitl Gonzalez: premiato in patria da ottime vendite e recensioni entusiastiche, è una perfetta fotografia del mondo occidentale contemporaneo con tutti i suoi paradossi.

Incipit

“Il segno inequivocabile che ti fa capire di essere al matrimonio di un ricco sono i tovaglioli. Al matrimonio di qualcuno che è tutt’altro che ricco, se un cameriere rovesciasse in grembo a un ospite acqua, vino o una qualche mistura di alcolici dozzinali, il liquido si rapprenderebbe e scivolerebbe sullo scadente quadrato di tessuto sintetico – lavaggio e stiratura rapida – steso sulle ginocchia dell’ospite, e gli colerebbe lungo le gambe andando a sgocciolare sull’orrenda moquette fantasia, fabbricata e scelta appositamente per camuffare questo genere di macchie.

In ogni caso, al matrimonio di un ricco, i tovaglioli sono di lino europeo – talmente pregiato da poterne ricavare un abito per Tom Wolfe –, stirati a mano e bordati da un aggraziato orlo a giorno. Se il cameriere rovesciasse qualche goccia della costosissima acqua in bottiglia, del vino d’an- nata o dei cocktail speciali ideati per l’occasione dal mixologist, il tovagliolo assorbirebbe, come prescritto, il liquido prima che l’inconveniente irriti l’ospite dagli abiti di alta moda.

Certo, al matrimonio di un ricco il personale di sala non rovescia nulla; quella posizione è stata raggiunta dopo essere stati individuati in una schiera di confratelli più sciatti e meno coordinati, secondo un processo di selezione naturale tipico dell’industria che giudica in base ad apparenza, andatura e intrinseca conoscenza del lato da cui si serve e di quello da cui si ritira il piatto. Inoltre, non c’è mai una moquette orrenda, al matrimonio di un ricco…”

Biografia

Nata negli Stati Uniti da una famiglia di origini messicane, si è orgogliosamente diplomata alla scuola pubblica, ha conseguito una laurea in Storia dell’arte e Arte visuale alla Brown University e ha ottenuto un MFA presso il prestigioso Iowa Writers’ Workshop. Olga muore sognando è il suo romanzo d’esordio. Prima di dedicarsi alla scrittura, ha svolto diversi lavori: interprete, wedding planner, fundraiser, lettrice di tarocchi. Scrive anche per «The Atlantic», e grazie alla sua rubrica è stata finalista al premio Pulitzer. Vive a Brooklyn con il suo cane, Hectah Lavoe.

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