Titolo: È atroce la luce
Autore: Stefano Galardini
Editore: 8tto Edizioni
Pagine: 264
Prezzo: € 18,00
Uscita: 8 ottobre 2024
Indicato: per chi ama perdersi in un piccolo mondo antico, in cui il tempo è ancora scandito dalle stagioni e il bicchiere della staffa si fa con la grappa.
Posologia: assumere con una certa regolarità, così da assaporare con costanza il reale scorrere del tempo.
Effetti collaterali: potreste essere presi da una voglia irrefrenabile di correre a perdifiato a piedi nudi su distese infinite di erba.
Fa più male la luce accecante della verità o più paura brancolare nell’oscurità di una menzogna a lungo sepolta?
Trama
Può la terra avvolgerti in un abbraccio sicuro ma anche soffocante, quasi letale? Giuà e la moglie Rea ne sono convinti. Sono più di quarant’anni che si spaccano la schiena su quella striscia di terra posta tra le montagne e il mare, amando ogni singolo filo d’erba che così come nasce può anche morire trascinando con sé l’intera esistenza del loro piccolo mondo. Ma forse tutto questo avrà una fine, il paese è stato inserito in un progetto di costruzione di una nuova autostrada: soldi, benessere, nuova vita per la piccola comunità di Morre e per loro.
Sarebbe tutto perfetto, tutto risolto, se una notte una violenta alluvione e una conseguente frana non rimescolassero ancora una volta le carte. Dal fango riemergono i resti scheletrici di un corpo senza nome. La comunità – sindaco in testa – e Rea vorrebbero ricoprire quel corpo e proseguire come se non fosse mai esistito. Giuà però si convince che quel mucchio di ossa possa essere ciò che rimane di Delio, suo fratello, bandito e contrabbandiere sparito nel nulla anni prima forse a seguito del furto del prezioso trittico dalla chiesa di Morre. Giuà è consapevole che la verità potrebbe ferirlo e sconvolgerlo sin nel profondo, ma per quanto la luce a volte sia atroce, anche l’oscurità può accecare.
Lo spaccato di un mondo che forse non c’è più, in cui la terra, “la roba” di verghiana memoria, è la sola certezza granitica, in un vissuto in cui anche i legami familiari hanno contorni sfocati e sfilacciati. Stefano Galardini ci conduce per mano nell’entroterra ligure, nella spigolosità di quegli spazi rubati al mare e delle persone che lo abitano, narrando vicende molto meno lontane di quanto si pensi, che tratteggiano il reale tessuto sociale e culturale della nostra storia più recente.
Incipit
“Quando un banco di nubi plumbee si mosse nel cielo a oscurare il sole, davanti ai suoi occhi la campagna cambiò improvvisamente colore.
Alla radio l’avevano detto che sarebbe venuta pioggia. Giuà guardò il solco di terra rivoltata quella mattina e ne calcolò la lunghezza.
Dieci anni prima avrebbe impiegato la metà del tempo per portare a termine quel lavoro, quindici prima gliene sarebbe bastato solo un quarto. Lo sguardo vagò all’intorno e vide gli alberi ancora da potare, l’erba ancora troppo alta, quattro terrazze ancora da dissodare da cima a fondo e istintivamente realizzò, come si sa che si nasce e si muore, che non sarebbe riuscito a terminare tutto il lavoro in tempo.
Avrebbe compiuto sessantuno anni in capo a un mese e presto non avrebbe avuto più la forza di occuparsi del suo terreno come aveva sempre fatto. Da anni pensava con timore a quel momento, come un’ulcera che più tentava di ignorare più gli avvelenava i pasti e il riposo…”

Biografia
Stefano Galardini è nato a Genova, ma vive da diversi anni nella provincia milanese. Nel 2017 pubblica il romanzo Il tempo dentro di noi. Nel 2018 il suo racconto, Foll(i)a è comparso nell’antologia Natale a Milano – Una città di ordinarie follie; un altro racconto, Questione di giustizia è stato scelto per l’antologia di Spunto Edizioni intitolata Fuori Fuoco a fianco di scrittori come Enrico Pandiani, Alice Basso e Massimo Tallone. Nel 2019 il racconto La coda del diavolo viene selezionato da Golem Edizioni per l’antologia noir Il Tallone d’Achille curata da Massimo Tallone.
Condivide la sua casa con Niky, gatto da un occhio solo. Nella vita di ogni giorno si occupa delle persone, lavorando come Operatore Socio Sanitario.
Dal sito 8tto edizioni