Titolo: Sopravvivere non basta
Autrice: Dianora Tinti
Editore: Piemme Edizioni
Pagine: 192
Prezzo: € 15
Data di pubblicazione: 9 giugno 2026
Recensione Un libro in soffitta su A Tutto Volume Libri
Fare pace con un passato doloroso comporta necessariamente percorrere a ritroso eventi che provocano ferite lancinanti. Chiudere definitivamente i conti con un pregresso di afflizione reca seco crucci e rimpianti.
Ma Chiara, nipote di Frida, avverte la necessità di fare chiarezza sul passato della zia che ha sempre tenuto celato una parte del suo vissuto per timore di ferire i familiari e per una naturale ritrosia a narrare accadimenti di quella parte della storia del nostro Paese che gli occhi e il cuore non possono dimenticare.
E così per un caso fortuito Frida e la sua amica italiana Lina, ormai entrambe ultra novantenni, si ritrovano dopo più di cinquant’anni. Qui inevitabilmente tornano a galla i ricordi e con essi i patimenti, i tormenti, le angosce e le vessazioni subite nel periodo più buio della storia italiana, quella del secondo conflitto mondiale.
Sarà un gioiello, lasciato in eredità a Chiara, a consentire alla giovane di riannodare i fili di quei racconti della nonna frammentari e incompleti. In un viaggio a ritroso da Bari a Berlino ella troverà la chiave di lettura del segreto maturato in seno alla sua famiglia e comprenderà che un giudizio affrettato non è mai foriero della verità.
Un romanzo dolce e, al contempo, straziante che riporta alla luce pagine buie della nostra Storia.
Pagine ove la penna dell’autrice affronta temi delicati ispirandosi a due fatti storici reali.
Un testo da leggere attentamente e sul quale compiere accorte osservazioni.

Trama
Ci sono storie che non appartengono a una sola vita, ma passano di mano in mano, come un cimelio di famiglia che nessuno ha il coraggio di buttare. Come l’anello d’oro che Frida Hoppic consegna alla vecchia amica Lina, dopo settant’anni di silenzio, chiedendole di custodirlo. Pregandola di non fare domande. Frida è una sopravvissuta. Nata a Berlino in una famiglia ebrea benestante, ha attraversato gli ultimi, atroci mesi della guerra prima di approdare, come altre migliaia di profughi, nel Salento del 1947, nella piccola Santa Maria al Bagno. Lì ha trovato un rifugio, degli amici, e il coraggio di ricominciare. Ma seppur lontana dalla guerra e dall’incubo, un sospetto ha continuato a perseguitarla.
Riguarda i suoi genitori, Gerda e Bernhard, medici nell’Ospedale Ebraico di Berlino, inspiegabilmente risparmiati dalla furia nazista, mentre intorno a loro tutto andava distrutto. Dopo la morte di Frida, sarà Chiara, sua nipote, a riavvolgere i fili di questa storia. Il viaggio la porterà da Bari a Berlino, attraverso archivi, testimonianze e silenzi, fino a una verità scomoda che nessuno in famiglia ha mai avuto il coraggio di guardare. Dianora Tinti intreccia tre generazioni e due epoche con una scrittura elegante e vivida, che tiene insieme la crudeltà della Storia e la delicatezza dei legami affettivi. Senza mai distogliere lo sguardo da ciò che è più difficile affrontare.